ISAAC BASHEVIS SINGER.
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LA FAMIGLIA MOSKAT.
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Parte 4.
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Titolo originale: The Family Moskat.
Traduzione di: Bruno Fonzi.
1989. TEADUE Editrice.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Versione digitale realizzata da: Libero Giacomini, E-mail: libero.giacomini@gmail.com.
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PARTE NONA.
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CAPITOLO PRIMO.
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L'idea che felicit e moralit siano identiche non era soltanto un
postulato dell'Etica di Spinoza, sulla quale Asa Heshel, nelle ore
libere, continuava a meditare, ma era anche il risultato delle sue
riflessioni. Queste lo portavano invariabilmente alla conclusione che
l'unico scopo dell'umanit era il godimento. Forse che la stessa
Torah non prometteva la pioggia a tempo debito come ricompensa
per aver obbedito ai comandi di Dio? Non erano forse il mondo
a venire e la venuta del Messia, in realt, nient'altro che una promessa
di gioia? Quale altro fine aveva il marxismo se non il raggiungimento
della felicit? S, era questo che lui stesso, Asa Heshel,
aveva agognato giorno e notte. Ma molte forze congiunte avevano
operato per bloccarlo.
Il suo stesso carattere restava un mistero per lui. Secondo Spinoza,
la gioia poteva essere raggiunta soltanto in comunione con
altri, pure, lui, Asa Heshel, evitava la societ. Non beveva, non
ballava, non apparteneva a nessun gruppo od organizzazione in cui
potesse farsi degli amici. Se ne stava da solo nel suo studio a meditare
su sentimenti e passioni che potevano soltanto favorire l'irrequietezza
dell'anima. Da un pezzo aveva rinunciato a ogni speranza
di trovare una risposta alle domande eterne. E tuttavia queste
continuavano a non dargli tregua. Conveniva col filosofo di Amsterdam
che il saggio deve soffermarsi il minimo possibile sulla
morte e sulle altre idee che annullano o diminuiscono la gioia. Ma
non poteva liberarsi da questi pensieri. Passeggiava su e gi tra i
suoi scaffali, corrugava la fronte, si mordeva le labbra, mugolando
un'aria chassidica rimastagli fin dai tempi di Tereshpol Minor.
Volgeva in cuor suo lamentele verso Dio, della cui eterna vigilanza
dubitava.
Ud picchiare alla porta. Hadassah fece capolino. Asa Heshel,
disse, Dacha  malata.
Che cosa le prende, adesso?
Ha mal di gola. Per favore, telefona al dottor Mintz.
I due si guardarono per un attimo. Col passar degli anni i capelli
di Asa Heshel si erano fatti radi. La schiena gli si era incurvata,
nonostante che Hadassah lo avesse ammonito tante volte di star
dritto. Mintz, il figlio del vecchio dottor Mintz, le aveva assicurato
che Asa Heshel era sanissimo, ma lei si preoccupava ugualmente.
Perch quell'eterno pallore? Perch mangiava cos poco? Perch
si svegliava a met della notte e non riusciva pi a riprender sonno?
Temeva ch'egli covasse una qualche malattia nascosta.
Hadassah era ancora bella, anche se tante vicissitudini le avevano
lasciato il segno. Al principio Adele si era rifiutata di concedere il
divorzio ad Asa Heshel. Avevano vissuto insieme senza i vincoli
sacri. Era come se ella conducesse una vita di scomunicata. E quando
finalmente, dopo lunghe trattative, Adele aveva acconsentito al
divorzio e si erano sposati, altri guai erano venuti ad affliggerla.
Aveva avuto una gravidanza difficile ed un parto ancor pi difficile.
Dacha, le avevano messo il nome della madre di lei, era una bambina
delicata. Asa Heshel aveva desiderato un maschio, e non si
dava pace al pensiero di aver avuto una femmina. Inoltre, v'era
sempre scarsezza di denaro. Con i suoi guadagni di insegnante lui
doveva contribuire al mantenimento di suo figlio, di sua madre, di
sua sorella e dei suoi bambini, poich il marito di Dinah guadagnava
pochissimo con le sue lezioni di Talmud; e v'erano anche
altre cose che affliggevano Hadassah.
L'oro dei suoi capelli cominciava ad impallidire; agli angoli degli
occhi cominciavano ad apparire le prime sottilissime rughe. La sua
figura, peraltro, restava giovanile.
Asa Heshel le si accost. Le hai guardato la gola? domand.
Non vuol aprire la bocca.
Be', non ti preoccupare. Le passer presto, piccola scioccolina.
La prese tra le braccia e la baci. Hadassah chiuse gli occhi.
Come sempre quando lui era tenero con lei, si sentiva subito pi
leggera. Bench fosse ormai sua moglie da anni, non era mai sazia
di lui. Durante la giornata, lui non era quasi mai in casa. La sera,
di solito, era occupato a preparare le sue lezioni per il giorno dopo,
a correggere compiti, o a leggere. Spesso usciva per andare da Hertz
Yanovar, o in qualche altro posto. Hadassah non aveva idea di dove
andasse. A volte, per la pi piccola sciocchezza, cadeva in un mutismo
per giorni e giorni. I suoi momenti buoni si potevano quasi
contare. Ora che la bambina non stava bene, Hadassah aveva il
terrore che fosse preso da una delle sue acute rabbie, specie perch
le frequenti visite del dottor Mintz portavano via la met dei suoi
guadagni. Ma non si potevano mai prevedere le sue reazioni. Ora la
teneva tra le braccia, baciandola sugli occhi, sul naso, sulla gola,
mordicchiandole il lobo dell'orecchio. La condusse sul divano e se
la prese in grembo. Sh-sh, sh-sh, Hadassina, le mormorava. Ti
voglio tanto bene, lo sai?
Hadassah si sent le lacrime agli occhi. Ah, Asa, mormor.
La porta si apr. Era la domestica, Yadwiga. Non era mai riuscita
a farle imparare che non si doveva entrare in una stanza senza bussare.
Vedendo la padrona seduta sulle ginocchia del padrone, la
ragazza rimase a bocca aperta. La sua larga faccia di slava, dagli
alti zigomi, arross, facendo risplendere gli occhi di un azzurro
ancor pi vivo.
Ach, przpraszam, scusate, disse, e fece per ritirarsi.
Asa Heshel la richiam. Che cosa volevi, Yadwiga?
Ho messo a scaldare l'acqua per la bambina, disse.
Hadassah la guard con occhi lucidi. Mettine un po' in un bicchiere
con del sale, e lasciala raffreddare.
C' stato il ragazzo del carbonaio.
Il volto di Hadassah si fece serio. Ci andr pi tardi.
Yadwiga continuava ad esitare sulla soglia. Era ormai ora di preparare
il pasto, ma la dispensa era vuota. La carne non era stata
comprata; rimaneva soltanto un po' di latte. Avrebbe voluto domandare
alla padrona che cosa doveva preparare per cena. Ma la
vista di Hadassah sulle ginocchia di Asa Heshel, il modo suggestivo
in cui la babbuccia le penzolava dalla punta del piede suscitavano
nel petto della ragazza un senso di calore. Non si preoccupi,
signora, disse. Penso io a tutto.
Se ne and. Hadassah si sent un po' imbarazzata, ma nel tempo
stesso era contenta che la ragazza avesse visto il suo trionfo. Asa
Heshel volse lo sguardo alla finestra. Cos come si trovava in quel
momento, con lei sulle ginocchia, era difficile credere che la conosceva
ormai da quindici anni! Chi avrebbe detto, quando l'aveva
vista per la prima volta in via Panska, che un giorno sarebbe stata
sua moglie, la madre della sua bambina! Com' strano il passare
del tempo!
Disse forte: E cos, non hai ancora pagato il carbonaio?
Hadassah s'irrigid. No.
Ma mi avevi chiesto dieci zloty per pagarlo.
Hadassah riflett un momento. Devo averli spesi per qualche
altra cosa.
Per che cosa?
Per comprarti un regalo. Volevo farti una sorpresa.
Queste tue sorprese mi porteranno al fallimento.
Asa Heshel corrug la fronte. Era sciocco da parte di lei sprecare
i soldi in ogni sorta di stupidaggini quando ce n'era appena per le
necessit elementari. Ma non c'era niente da fare. Glielo aveva detto
mille volte. Lei gli aveva giurato solennemente che sarebbe stata
meno spendacciona. Aveva proprio la mania di andare in giro per
i negozi a far compere.
Hadassah and dalla bambina. Asa Heshel telefon al medico.
Cominci a scendere la sera invernale. Era un giorno in cui Asa
Heshel non aveva lezioni. Si era messo a guardare il suo vecchio
manoscritto, ma ormai la giornata era passata. Nel lento crepuscolo
cominci a rimuginare su se stesso, sulla sua vita. Che cosa aveva
realizzato in tutti questi anni? Che cosa aveva fatto di se stesso?
Era rimasto intrappolato in Polonia, sovraccarico di lavoro, affondato
nei debiti, schiacciato dai pesi familiari. Per quanto tempo
avrebbe potuto tirare avanti in questo gioco?
Si allung sul divano mezzo assopito. Si avvicinava ormai ai trentacinque
anni, ma la sua irrequietezza non accennava a calmarsi.
Era ancora tormentato dagli antichi dubbi, dai sogni, dai desideri.
...
CAPITOLO SECONDO.

1.

La sera, dopo cena, si ud un'imperiosa sonata di campanello alla
porta. Hadassah era occupata con la bambina nella stanza da letto
e la domestica era uscita. Asa Heshel and ad aprire. Era Abram,
l'enorme cappello di pelliccia, la lunga pelliccia, le alte galosce, bianchi
di neve. Teneva un sigaro tra le labbra. Asa Heshel non lo
vedeva da molto tempo e quasi non lo riconobbe. La sua poderosa
figura si era incurvata, la barba era bianca, le borse sotto agli occhi
si erano fatte pi grevi. Entr, ansimando e tossendo, battendo i
piedi per scuoterne la neve, battendo il bastone il cui manico di
corno ricoperto d'argento era mezzo rotto.
Perch mi guardi cos? grid. Non mi riconosci neanche
pi?
Sembri stanco. Sei salito a piedi?
Il portiere non ha voluto darmi la chiave dell'ascensore.
Asa Heshel impallid. Perch?
Un cane di antisemita.
Abram si tolse la pelliccia, la sciarpa e le galosce. Sotto era in
giacca nera e calzoni rigati. Portava un cravattone a fiocco da artista.
Il pancione gli era diventato enorme; non riusciva ad abbottonarsi
la giacca. Sul panciotto gli dondolava una catena d'argento.
Tir fuori un fazzoletto e con grandi sospiri si asciug il sudore
sulla piazza calva, sulle ciocche disordinate che la circondavano, e
sulla fronte arrossata. Bene, vedi come sono ridotto, disse.
Buono soltanto per essere trasformato in strutto.
Hadassah usc dalla stanza della bambina e si gett tra le braccia
di Abram. Lo copr di baci. Tutti e tre andarono in salotto, dove
Abram si gett sul divano, facendo cigolare le molle sotto il suo
peso. Per un pezzo rimase in silenzio, ansimante. A poco a poco si
calm. Bene, perch state l a guardarmi a quel modo? Non sono
ancora morto. Hadassah, indovina che cosa ti ho portato? Qua.
Chiudi gli occhi e apri la bocca.
Abram si port la mano tremante alla tasca interna della giacca,
e prese a rimuginarvi. Tir fuori un mazzetto di cambiali protestate,
un passaporto scaduto da un pezzo, dei biglietti di lotteria, delle
lettere, un mucchio di carte disparate. Evidentemente la tasca doveva
avere un buco, poich una parte del contenuto gli era scivolata
dentro la fodera. Affondandovi la mano tir fuori un paio d'occhiali
neri che non trovava pi da mesi.
Devo proprio essermi rimbambito, borbottava.
In quel momento le sue dita incontrarono ci che stava cercando.
Era un ritaglio d'un giornale yiddish ripiegato varie volte. Lo scosse,
e da esso caddero due biglietti. Si mise a leggere forte: Il Re
dei Balli! Mille attrazioni. Un centinaio di premi. Elezione di una
regina di bellezza e di sette principesse. Jazz Band. Scelto buffet.
Danze orientali. Salone decorato dai pi grandi pittori. Spettacolo
di rivista con la partecipazione di notissime stelle. Recitazione di
poeti classici e moderni. Il prestigiatore ebreo Mr. Trucco, giunto
dall'America, in uno spettacolo che ha messo in imbarazzo i pi
grandi scienziati. Un grande atleta ebreo, il cui nome per il momento
deve restare segreto, capace di spezzare catene di ferro nonch
cuori femminili. Ciascun invitato parteciper automaticamente
a una grande lotteria e potr vincere ricchissimi premi come: una
lampada hanukka, una sveglia, un occhialino, un ventaglio giapponese,
una bonbonnire, e il pi bel dono che un ebreo possa desiderare,
le opere complete di Mendele Mosher Sforin, in rilegatura
di lusso. E nel caso vogliate sapere di quale ballo si tratta:  il
Ballo Mascherato della Stampa Ebraica, che avr luogo la terza sera
di Hanukka, al...
Abram s'interruppe, si soffi il naso, poi riprese a leggere,
battendo il pugno sul tavolo, e mangiandosi le parole.
Declam il resto in tono esagerato e con tutte le inflessioni del
dialetto yiddish-polacco. Ogni tanto la voce gli si rompeva in un
aspro sibilo asmatico. L'annuncio terminava con la lista dei giudici
che avrebbero eletto la reginetta di bellezza. Tra i pittori, gli scrittori
e gli attori i cui nomi erano stampati in grassetto, c'era: La
ben nota figura di mecenate Abram Shapiro. La faccia di Abram si
soffuse di un rossore apoplettico. E sarai tu, quella che vincer,
tuon. Che gli altri lo vogliano o no.
Non so proprio che cosa vuoi dire, zio, disse Hadassah.
Non fare l'ingenua, disse Abram. Ho visto le altre candidate.
Delle scimmie, dalla prima all'ultima.
Abram tacque d'un tratto. Soltanto il giorno prima aveva promesso
al dottor Mintz che sarebbe stato attento nel mangiare, avrebbe
smesso di fumare i suoi sigari forti, avrebbe rinunciato ai liquori,
avrebbe evitato di eccitarsi per ogni nonnulla. Il dottor Mintz
lo aveva avvertito che un altro attacco avrebbe potuto essergli fatale.
Ma che cosa poteva farci, col ridicolo carattere che aveva? La
pi piccola cosa lo gettava in una folle agitazione. Hadassah continuava
a guardare da lui ad Asa Heshel.
Oh, zio, disse, non posso pensare ai balli, in questo momento.
La mia piccola Dacha  malata.
Immediatamente i grandi occhi neri di Abram s'inumidirono.
Che cos'ha? disse.
Non lo so. Ogni giorno una cosa nuova.  una disperazione.
Abram si alz dal divano. Gi cominci con le lamentazioni, eh?
E io, idiota che sono, volevo farne una reginetta di bellezza, quando
lei non  altro che un'ebrea piagnucolosa. Be', i bambini si ammalano,
e con ci? La casa della mia Bella  un vero ospedale. Uno
si alza e un altro si mette a letto. Un vero pandemonio. I medici
si portano via sino all'ultimo centesimo. Bene, quando noi avremo
tirato le cuoia, quelli rivolteranno il mondo. E di te, Asa Heshel,
che mi dici? Non hai l'aria di scoppiare dalla felicit.
 gi tanto se riesco a rimaner vivo.
Abram scosse la testa con aria di compassione. Di che cosa ti
affliggi? Queste cose succedono nelle migliori famiglie.
Sono stufo di queste noie familiari. Si pent di queste parole
non appena le ebbe pronunciate.
Hadassah lo guard smarrita. Non  colpa mia se la bambina
non sta bene.
Non  questa l'unica cosa che non va.
Le guance di Hadassah si arrossarono. La sua gola ebbe un moto
convulso, come cercasse di ingoiare qualcosa. Sei libero di andartene
in qualunque momento.
Abram li guard sconcertato, e cerc di alleggerire l'atmosfera.
Gli innamorati non fanno che beccarsi continuamente.
Oh, no, zio. Lui parla sul serio.
Hadassah cominci a fare piccoli gesti futili, prese un bicchiere
dal tavolo, torn a posarlo, si volt da una parte poi dall'altra,
torcendosi le mani. D'un tratto usc dalla stanza.
Abram scroll le spalle. Perch la tormenti cos? disse. Le
vuoi bene, no? Ah, voi giovani...
Anche Asa Heshel usc dalla stanza, e Abram rimase solo. Prese
il ritaglio di giornale, che aveva messo sul tavolo, e se lo rimise in
tasca. Pos una saliera sopra i due biglietti, perch non volassero
via. Ne aveva viste d'ogni colore, ormai. Odii e rancori dappertutto.
Non riusciva pi a starsene a casa. Da quando Hama era morta,
l'aria, in casa sua, era diventata irrespirabile. Erano scappati perfino
i topi. Stepha aveva litigato con suo marito e adesso si trovava
sull'orlo del divorzio. Tutto il peso della famiglia, ora, gravava sulle
spalle di Bella. Quello scemo di Avigdor era diventato un piccolo
commerciante di Ghzybov e guadagnava appena di che comprare
l'acqua per l'orzo. E ora, a quanto pareva, anche Hadassah aveva
una vita infelice. Ma che cosa voleva, questa gente? Perch tutti
quanti non facevano che sbranarsi a vicenda?
Abram si alz e and nella stanza da letto. Hadassah non c'era.
Un lumino da notte gettava una fioca luce. La bambina dormiva
nella culla. Abram l'osserv a lungo. Il volto era pallido, di un pallore
di porcellana. I capelli scuri, le sopracciglia arcuate, le labbra
troppo rosse, gli occhi chiusi, il piccolo naso bianco. Gli faceva pensare
a una bambola. Ricord ci che gli aveva detto il dottor Mintz
qualche tempo prima, che forse la bambina non avrebbe avuto vita
lunga.
Sedette su una sedia e raccolse un balocco. I suoi pensieri tornarono
al ballo della Stampa. Aveva bisogno di uno smoking, di una
camicia nuova, d'un paio di scarpe di vernice. Sapeva che Ida si
sarebbe rifiutata di andare al ballo senza un vestito nuovo. Aveva
promesso a Bella un centinaio di zloty. E dove avrebbe trovato tutto
questo denaro? La casa che aveva ereditato per met era in quasi
completa rovina. Da un momento all'altro un'ordinanza municipale
ne avrebbe sfrattato gli inquilini. Bisognava proprio avere il cuore
di una canaglia, per incassare una pigione da morti di fame come
quelli.
No, non era pi la Varsavia di una volta. E Jui non era pi lo
stesso Abram. Pure, bisognava continuare a vivere. In un modo o
nell'altro doveva assolutamente trovare un paio di centinaia di
zloty. Entro la prossima settimana al pi tardi. Altrimenti era
spacciato.
Cominci a tirarsi la barba. Sapeva che Hadassah possedeva ancora
un filo di perle lasciatole dalla madre. Se glielo avesse dato,
avrebbe potuto impegnarlo per almeno cinquecento fiorini, e pagare
tre mesi d'interessi anticipati. Prima della fine di quel periodo
sarebbe certo riuscito a riscattarlo, in qualche modo. Non era forse
sul punto di concludere un buon affare? Un vero colpo grosso?
La cosa importante era di salvare le apparenze.

2.

Dalla casa di Asa Heshel, Abram si rec da Ida in via della Santa
Croce. Erano passati i tempi in cui circolava per la citt in droshky.
Prese un tram. Lo studio di Ida, con attiguo appartamento, era al
quinto piano. L'ascensore era guasto, e dovette salire a piedi. Sal
lentamente, sostando ogni tanto per riprender fiato. Fumava il sigaro,
e tendeva l'orecchio. Conosceva tutti gli abitanti del palazzo,
ogni bambino, ogni uomo, ogni shiksa. Al primo piano abitava un
censore governativo di libri ebraici. Ogni tanto Abram si fermava
a far due chiacchiere con lui. Al secondo piano abitava un'anziana
contessa polacca, che camminava appoggiandosi a un paio di grucce
i cui supporti imbottiti erano ricoperti di felpa rossa. Spesso Abram
la salutava, o le apriva la porta. Una volta la servotta della contessa
gli aveva confidato d'essere incinta. Abram aveva scritto una lettera
a un dottore che conosceva, e la ragazza aveva potuto abortire
spendendo appena trenta zloty.
Abram era teso in ascolto. Aveva il cuore malandato, ma l'udito
buonissimo. Coglieva il pi piccolo rumore. Dalla stanza sull'attico
giungeva un suono di pianoforte. Era il gobbo; un mucchio di ragazze
andavano continuamente a trovarlo. Un uomo asmatico toss,
sput, ansim. Era Pan Vladislav Halpern, l'amministratore. Un
fonografo gracchiava una canzone popolare.
Abram chiuse gli occhi. Amava la buona musica. Spesso andava
a sentire i concerti alla Filarmonica. Ma le ingenue canzoni che
cantavano le servette ed i cantanti girovaghi gli andavano dritto al
cuore. Come era bello il mondo! Come erano adorabili le ragazze!...
E come saggiamente l'anno era diviso in stagioni: estate, autunno,
inverno, primavera! Che splendida cosa che ci fosse il giorno
e la notte, e gli uomini e le donne e gli uccelli e le bestie! C'era
una sola cosa che non valeva un accidenti: la morte. Perch diavolo,
lui, Abram, doveva avere l'angina pectoris? Che cosa avrebbe fatto
nelle lunghe notti invernali, l sotto, nel cimitero di Gensha? E
anche ammettendo che esistesse davvero quella cosa che chiamavano
paradiso, che bene gliene sarebbe venuto, a lui? Preferiva
mille volte le strade di Varsavia a tutte le gioie del paradiso ebraico.
Sal l'ultima rampa e apr la porta di Ida con la sua chiave. Evidentemente,
Ida era andata a dormire. Accese la luce. Il lucernario
era coperto di neve. Sul pavimento erano sparsi fogli di carta, tele,
pennelli, tubetti di colore. Sulla stufa di ferro era posata una pentola
piena di patate non sbucciate. Un paio di calze erano appese
ad asciugare sul tubo della stufa. Alla parete v'era un vecchio ritratto
di Abram, un Abram dalla barba nera e gli occhi ardenti.
Ultimamente, Abram traeva ben poco piacere dalla compagnia di
Ida. Era sempre sofferente, e pronta ad irritarsi per la minima sciocchezza.
Aveva smesso di partecipare alle mostre. Non era pi giovane.
Era ormai una donna ben oltre la cinquantina. Sua figlia che
stava a Berlino, era gi mamma. Ma v'era ancora del fuoco, in lei.
Gli faceva ancora scenate di gelosia. Non poteva mai dimenticare
il fatto ch'egli l'avesse tradita con Ninotchka. Sedette su una sedia,
tirando boccate dal suo sigaro. Trasse di tasca la collana di perle
che gli aveva dato Hadassah. Osserv minutamente le perle una
per una. Chiss quanti anni avevano, pens. Dacha le aveva ricevute
da sua madre, e sua madre le aveva ricevute da sua madre, il giorno
del matrimonio. S, la gente moriva, ma le cose continuavano a vivere.
La pi piccola selce della strada era vecchia milioni di anni.
Mentre se ne stava l, emettendo anelli di fumo, arriv Ida dalla
stanza da letto. Sopra la camicia da notte indossava una vestaglia
color vino, e aveva un paio di babbucce ai piedi. I capelli striati di
grigio erano avvolti da una sciarpa. Il volto era cosparso di cold
cream.
Abram scoppi in una gran risata. Continui ancora a trascinarti
in giro?
Ida si accese subito d'ira. Mi vorresti paralizzata?
Ida cara, ho trovato del denaro. Avrai un abito nuovo, per
il ballo.
Come hai fatto a trovare del denaro? Non ho bisogno di nessun
abito nuovo.
Abram la guard con un misto di gioia e di stupore. Che 
accaduto?  venuto il Messia?
Abram, dovr farmi operare.
L'espressione di Abram mut. Che cosa dici?
Ho un'escrescenza alla milza. Non volevo dirtelo. Mi hanno
fatto una radiografia. Devo entrare in ospedale luned prossimo.
Da quanto tempo non ti sentivi bene? Perch non mi hai detto
mai niente?
Che importanza ha? C' stato un consulto, oggi.  durato due
ore.
Abram abbass la testa. Non si aspettava una cosa simile. Aveva
notato che ultimamente Ida aveva un colorito giallastro, e aveva
sospettato una malattia di fegato.
Non si riusciva mai a tirarle fuori una parola. Aveva l'abitudine
di tenergli nascoste molte cose. Ma ora il colpo gli era arrivato.
Il fumo del sigaro aveva perso ogni aroma al suo palato. Speriamo
non sia niente di grave.
Non  il caso di farsi illusioni. Temo che sia un cancro.
Il sigaro cadde dalle labbra di Abram. Che cosa ti prende? Sei
impazzita?
Non gridare cos. Non  colpa mia.
Non tutti i tumori sono un cancro.
No, sorrise Ida. In un momento il suo volto parve ringiovanire.
In esso torn a risplendere il fascino che lo teneva legato a lei
da venticinque anni. Nonostante le sottili rughe agli angoli, i suoi
occhi splendevano di una femminile gioia di vivere, quella luce di
speranza, cos tipica delle ebree polacche, che nessuna sventura pu
cancellare. Ecco, era questa la Ida che aveva lasciato il marito e la
figlia, la sua casa di Lodz, servit, ricchezza, ed era venuta a lui,
Abram, un poveraccio, un fallito, e per di pi ammogliato. Era lei,
la Ida che anno dopo anno litigava con lui e poi rifaceva la pace;
che distruggeva le sue tele in un impeto di rabbia, e che poi riprendeva
a dipingere con rinnovata fede nell'importanza dell'arte. Ora
stava l, e lo guardava con un'aria tra malinconica e beffarda. Non
prendertela cos, Abram. Sono vecchia, ormai.
Abram arross. Non per me, mormor. Non per me.
Vieni, andiamo a letto.
Abram la segu in silenzio. Nella stanza da letto era accesa una
lampada con paralume rosso. Sul tavolino da notte era posata una
boccetta di medicinale ed un libro polacco. Ida si tolse la vestaglia
e si coric. Abram cominci a svestirsi. Ora gli era tutto chiaro:
il suo nervosismo di quegli ultimi tempi, la sua irritabilit, le sue
velate allusioni alla morte. Si slacci le scarpe, sospirando. Si sfil
i calzoni, e rimase con le lunghe mutande. Sotto la vita il ventre gli
sporgeva enorme. Spense la lampada. Per un poco rimase a sedere
sull'orlo della branda dove di solito dormiva. Poi and al letto di
Ida e si distese accanto a lei, circondandola con le braccia. Rimasero
per un poco in silenzio. Lui le prese il polso tra il pollice e l'indice
e ne cont i battiti. Un calore fragrante emanava dal corpo di lei.
Nel buio scorse i suoi occhi lucenti. La conosceva troppo bene perch
potesse sbagliare. Sentiva in lei una gioia misteriosa. D'un tratto
ella mormor una cosa strana: Mazal tov.
Avrebbe voluto domandarle che cosa intendeva augurandogli
buona fortuna in quel momento, ma non si azzard a farlo. Ida gli
prese una mano e gli baci la punta delle dita. Gli accarezz le
guance e la barba. Abram, voglio chiederti una cosa, disse dopo
un poco.
S. Di' pure, tesoro.
Prima devi giurarmi che farai ci che ti chiedo.
S, qualunque cosa.
Abram, voglio essere seppellita vicino a te.
Lui ebbe un fremito. No. Non ci pensare. Vivrai. Ti rimetterai
benissimo.
No, Abram caro.  la fine.
Dovette prometterle che avrebbe comprato due tombe vicine.
Ida, tu credi nell'altra vita?
Tu ci credi?
Io s.
Sei fortunato. Per me, l'uomo  come la foglia di un albero.
Appoggi la testa sul petto di lui e si addorment. Abram rimase
sveglio. Continu a fissare il buio con occhi sbarrati. Provava dentro
di s un senso di vuoto e di disperazione. Avrebbe desiderato
pregare Dio, ma non sapeva che cosa dire. Ricordava che Hama gli
aveva detto quasi le stesse parole. Anche lei gli aveva chiesto di
prometterle che sarebbero stati seppelliti a fianco a fianco, nella
tomba di famiglia dei Moskat. Ah, anche ai morti... anche ai morti
aveva dovuto giurare il falso... D'un tratto rivide il volto di Hama
distesa sulla bara, bianca come il sudario. La bocca aperta, con
un'ombra di sorriso sulle labbra bluastre. Come se quelle labbra
gli dicessero: Non puoi pi farmi niente, n in bene n in male.
Cercava di scacciare quella visione, ma tornava ad emergere con tutta
la verosimiglianza del sogno. Un senso di terrore cominci a serpeggiargli
dentro. Anima pura, disse, in un lieve sussurro, torna
al tuo riposo.
Ida si svegli. Che c'? Perch non dormi? domand, in tono
sospettoso.
Abram cerc di rispondere, ma aveva la lingua paralizzata.
Affond la faccia nei capelli di lei e li bagn delle sue lacrime.
...
CAPITOLO TERZO.

Le poche centinaia di zloty che Abram ricav impegnando la collana
di perle di Hadassah le spese per Ida. V'era l'onorario del medico.
La pigione, dello studio e dell'appartamento. Il luned, Abram sal
in un droshky con lei e l'accompagn all'ospedale. L'operazione doveva
essere eseguita tre giorni dopo. Abram insist per farle prendere
una stanza singola, in modo ch'egli potesse venire a trovarla
ogni giorno. Mise in mano all'infermiera un biglietto da cinque
zloty raccomandandole di aver particolare cura della paziente. Alle
cinque, secondo il regolamento, dovette andarsene.
Ida gli circond il collo con le braccia. Se questa  l'ultima volta
che ti vedo, che Dio ti benedica.
Abram si sent gli occhi pieni di lacrime. Che sciocchezze dici,
piccola idiota?
Usc dall'ospedale e prese il tram numero sedici. C'era soltanto
un altro passeggero, oltre a lui. Si mise a guardare dal finestrino le
strade del quartiere di Vola, mezzo vuote, male illuminate, le case
di mattoni rossi, le fabbriche chiuse. I negozi erano vuoti. Qualche
persona oziava sulla soglia dei portoni. Abram deterse il vetro appannato.
Di solito non si lasciava prendere dalla malinconia, ma
questa malattia di Ida gli aveva fatto perdere tutta la sua serenit.
In via Marshalkovska, presso Zlota, scese dal tram. Vicino alla stazione
di Vienna c'era una panetteria greca. Entr e compr una
pagnotta di pan uvato, che si poteva mangiare senza burro, quindi
prosegu verso casa.
Sul portone si ferm. Al primo piano della casa di fronte, in mezzo
a due lampade a petrolio, era accesa una lampada hanukka.
Abram guard attonito. Dunque si era gi ad Hanukka! L'aveva completamente
dimenticato.
In casa faceva un freddo polare. Quell'anno, le doppie finestre
non erano state messe. Il gas e la luce elettrica erano stati tagliati.
Nella stanza da letto, Abram accese una candela infilata in un candeliere
d'ottone. Sedette sulla sponda del letto e mangiucchi un
po' di pan uvato. Un molare gli si muoveva, e quando masticava
gli causava un dolore acuto. Si svest, and a letto e s'addorment.
Sogn che stava trasportando qualcosa di molto pesante su per una
scala a chiocciola. Le ginocchia gli si piegavano di sotto, ma doveva
continuare a salire, a salire sempre. Si volt a guardare il peso che
gli gravava sulle spalle. Era una macina da mulino. Doveva forse
macinare della farina, oppure gi si trovava nella Geenna? Che la
sua anima fosse trasmigrata in un mugnaio?
Scoppi in una risata e si svegli. Si ricord d'un tratto che il
giorno dopo c'era il ballo, e che lui faceva parte della giuria del
concorso di bellezza. Ma che importava? Tanto non ci sarebbe andato.
Con Ida cos ammalata, non sarebbe andato a nessun ballo.
E poi, non aveva nemmeno il vestito adatto. Tra l'altro, dove aveva
messo i biglietti?
Si alz dal letto e si mise a rovistare in tutte le sue tasche finch
li trov. Senza alcun'idea precisa, and all'armadio dei vestiti. Una
volta aveva posseduto uno smoking, no? Chiss che non fosse ancora
portabile. S, eccolo qui. Pass la mano sui risvolti di seta e
lungo la banda dei calzoni. Nel buio indoss la giacca. S, gli stava
ancora. E non aveva anche un paio di scarpe di vernice, in qualche
posto? Magari erano screpolate, ma avrebbe potuto mascherare un
po' le crepe con del lucido. E aveva anche un paio di tendiscarpe,
che qualcuno gli aveva portato dalla Germania. Chiss dov'erano.
Forse nell'armadio chiuso a chiave. Dov'erano le chiavi? S, nel
cassetto della scrivania. Si aggir per la stanza, nel buio. Tir fuori
camicie, cravatte, colletti, polsini inamidati, che Hama aveva messo
via tanto tempo prima. Si domand come mai avesse potuto scartare
della roba cos bella, perch, secondo lui, troppo vecchia. Aveva
ragione la povera Hama, era sempre stato un gran spendaccione.
Si mise a fare qualcosa di ridicolo, ma, dopo tutto, qui nessuno lo
vedeva. Si mise a darsi grandi manate per tutto il corpo, per scaldarsi.
Dio Signore, che pancione mi  venuto! mormor tra s.
E un paio di seni come quelli di una donna. La sua mano tocc
il membro. Fu preso da improvviso desiderio. Avere rapporti con
un'altra donna, pens. Ancora una volta, prima di morire.
Torn a letto e si tir addosso la coperta. Rumin un altro pezzo
di pan uvato. Ai suoi begli anni, quando non faceva che andar dietro
alle donne, aveva imparato che un uomo, quando veramente
vuole, finisce sempre con ottenere. La donna finisce col cedere. 
una specie di magnetismo.
Ben presto si riaddorment. Al mattino si dest riposato. Si lav
con acqua fredda all'acquaio di cucina, canticchiando con voce roca.
Prese una pila di biancheria che aveva messo in disparte la notte,
la cacci in una valigia, e usc per recarsi da un sarto che conosceva.
La neve era ridotta ad una sporca fanghiglia. Gli spalatori stavano
pulendo le strade con pale e badili. Gli uccelli andavano saltellando
qua e l in cerca di cibo. D'un tratto, Abram ricord una
frase del libro di preghiere: Dio nutre tutte le cose, dal gigantesco
elefante alle uova di un pidocchio.
Il sarto stava poco bene. Abram non lo vedeva da un paio d'anni,
lo trov tutto curvo e ritirato come un vecchio. La sua bocca aveva
perduto tutti i denti. Appeso attorno al collo teneva un metro a
nastro. Un ditale era infilato al dito medio. Stava tagliando un pezzo
di tela con un enorme paio di forbici. Guard Abram con i suoi
occhi gialli. Non oggi, borbott, quando Abram gli ebbe detto
che cosa voleva.
Assassino! Tu mi ammazzi! Devo andare a un ballo, stasera!
Dopo il sarto, Abram and in cerca di un calzolaio. Le scarpe
di vernice avevano bisogno di una risuolatura. Sul portone, Abram
vide un'insegna con uno stivale. La bottega del ciabattino era nel
cortile, nel sottosuolo. Abram scese la scala tutta sporca. Nel corridoio
era buio pesto. Incespic su ceste e cassette. Spinse la porta ed
entr in una stanzetta dal soffitto disuguale e con una sporca finestrella
piena di polvere. Su una branda, mezzo nascosto da un mucchio
di panni, era disteso un bambino vestito solo d'una camiciola
sporca di escrementi. Inginocchiata davanti alla stufa arrugginita,
una donna cenciosa badava al fuoco. Un ometto con una faccia color
pergamena, pallidi occhi slavati e guance cascanti, sedeva ad un tavolo.
Stava staccando la suola da una scarpa con un paio di tenaglie;
la tomaia staccata, orlata di chiodi, sembrava la bocca di uno squalo.
Abram sedette su una sedia. L'aria sapeva di muffa. Dalla stufa
si diffondeva un fumo acre. Il bambino si mise a piagnucolare.
La madre si alz, si accost al letto, e gli offr un flaccido seno
pndulo. In un angolo della stanza, in mezzo a ragnatele ed a un
mucchio di ciarpame, c'era uno scaffale pieno di libri religiosi.
Abram prese un Pentateuco, la legatura squinternata, le pagine macchiate
e rose dalle tarme. L'apr a caso e cominci a leggere: Poich
gli occhi vostri hanno veduto le grandi cose che l'Eterno ha
fatto. Osservate dunque tutti i comandamenti che oggi vi do, affinch
siate forti e possiate entrare in possesso del paese nel quale
state per passare per impadronirvene.
...
CAPITOLO QUARTO.

1.

I due biglietti che Abram aveva portato ad Asa Heshel e Hadassah
furono causa di grande agitazione in casa. Hadassah desiderava moltissimo
andare al ballo. Erano anni che non andava ad una festa.
Per tutto il tempo che aveva convissuto con Asa Heshel senza la
sanzione religiosa, non erano stati invitati da nessuno. Poi c'era
stato il lungo periodo di gravidanza, il parto, le malattie dell'infanzia.
Inoltre, Asa Heshel invitava pochissima gente in casa sua,
e ben di rado, a sua volta, accettava un invito. Ma non si pu vivere
sempre isolati. Lei era ancora bella, era un delitto passar la
vita a scaldarsi vicino alla stufa come una vecchia. Asa Heshel ammise
che aveva ragione, tuttavia, lui non poteva sopportare i balli,
le feste, le allegre riunioni.
Comunque, decise di accontentare Hadassah. Affitt uno smoking,
si compr un paio di scarpe di vernice, una camicia inamidata,
una cravatta a fiocco. Hadassah si compr un abito da sera. I preparativi
causarono un altro litigio tra i due. Tutta quella roba costava
un mucchio di denaro. C'era la pettinatrice, la manicure.
Anche Masha aveva un biglietto per il ballo, e le due cugine fecero
i loro preparativi insieme. Bisognava lavare, stirare, aggiustare. Il
telefono squillava continuamente. Masha continuava a portare una
quantit di fronzoli, collane di corallo, braccialetti, orecchini, fili
di perle false. Asa Heshel constatava seccato come la vanit che
sonnecchia nel fondo di ogni donna avesse travolto anche Hadassah.
Inoltre, tutta quell'agitazione le faceva male alla salute. Le cose
che prendeva le cascavano di mano, maltrattava la bambina, arrivava
persino a dire parolacce. Quando Asa Heshel la riprendeva, scoppiava
in lacrime.
Che cosa vuoi da me? si lamentava. Sono gi abbastanza
infelice.
La tensione aveva i suoi effetti anche su Asa Heshel. Trascurava
di preparare le sue lezioni. La notte quasi non riusciva a chiuder
occhio. La mattina del ballo, Hadassah si svegli con la febbre.
Asa Heshel insist che uscire in quelle condizioni sarebbe stato
pericoloso, ma Hadassah giur che non avrebbe rinunciato al ballo
neanche se avesse rischiato la morte. Si rimpinz di aspirina, e la
febbre cal. Alle nove, quando Hadassah e Masha uscirono dalla
stanza da letto dove si erano vestite, Asa Heshel rimase a contemplarle
attonito. Davanti a lui c'erano due vere bellezze, come se ne
vedono sulle riviste, una bionda e l'altra bruna. E quando si guard
allo specchio dur fatica a riconoscere anche se stesso. Era accuratamente
sbarbato, e con i capelli tagliati di fresco. L'abito da sera
gli stava bene. Alcuni coinquilini gentili, che scesero con loro in
ascensore, guardarono stupiti questi ebrei eleganti, che pur lamentandosi
eternamente di essere scorticati vivi dalle tasse, potevano
ancora permettersi di andare ai balli.
I tre dovettero aspettare a lungo sul portone, prima di trovare
un droshky. Hadassah portava soltanto un palt leggero; Asa Heshel
dovette girare un quarto d'ora, e finalmente riusc a trovare
un droshky. Nel frattempo Hadassah si era gelata fino alle ossa e
cominciava a tossire. Le era passata tutta la voglia di andare al
ballo. Si sentiva molto debole ed indifferente: provava un solo desiderio,
farla finita quanto pi presto possibile e mettersi a letto.
Sedettero nel droshky in silenzio.
Masha, che prima di uscire aveva bevuto un bicchiere di liquore,
era disgustata. Perch stanno cos zitti? Non andiamo mica ad un
funerale.
Il droshky si ferm. Fuori, davanti al palazzo in cui doveva svolgersi
il ballo, il marciapiede era affollato. Asa Heshel non aveva
mai visto una simile ressa. Erano stati venduti pi biglietti di quante
persone la sala potesse contenere. Le donne gridavano, gli uomini
litigavano. Alcuni cercavano di forzare le porte. Arriv una pattuglia
di poliziotti. Una ragazza grid: Organizzazione ebraica!
D'improvviso la folla ebbe un moto in avanti. Hadassah ne fu
trascinata. Sent il suo abito lacerarsi. Fu presa dal terrore che le
venisse strappato via lasciandola nuda. Le ragazze del guardaroba
non riuscivano a smaltire i monti di cappotti, cappelli, ombrelli,
scialli e galosce che venivano gettati loro. Correvano avanti e indietro
trafelate, distribuendo contromarche, appendendo indumenti.
Hadassah avrebbe voluto restare a braccetto di Asa Heshel, ma un
movimento della folla la separ da lui e da Masha. La folla la sospinse
entro il salone. L'orchestra stava suonando e la pista era cos
affollata che le coppie dovevano limitarsi a dimenarsi sempre nello
stesso posto. Le trombe urlavano, il tamburo pulsava. L'aria surriscaldata
era piena di grida, di esclamazioni, di risate; v'era una confusione
di odori e di colori. Un uomo con un cappello di pelliccia
rabbinico si dondolava con una donna la cui maschera era scivolata
sul naso. Sul palco di fronte all'orchestra troneggiava un omaccione
con un elmo in testa e una cotta di maglia. Era l'atleta di cui parlavano
i manifesti. Hadassah avrebbe voluto uscire, ma era assediata
da ogni parte. Qualcuno la circond con le braccia. Era un giovane
magro dai lineamenti puntuti e un naso a becco.
Dammi un bacio, bella.
Lei cerc di liberarsi, ma quello la teneva stretta contro di s.
Emanava un odore di brillantina e di sudore. In quel momento
Abram emerse dalla folla. Hadassah, tesoro mio!
Lo sconosciuto si dilegu immediatamente. Abram la prese per le
spalle. Che ti succede? Dov' Asa Heshel? Mio Dio, sei bella
come i sette soli.
Hadassah scoppi in lacrime. Oh, zio, portami via di qui.
Perch piangi, sciocca? Dio mio, che manicomio!
Abram cominci a farsi strada col suo pancione attraverso la
folla, tenendo Hadassah stretta a s. In tutto quel pandemonio si
fermava a salutare conoscenti, a baciare la mano delle signore,
urlando complimenti in un folle miscuglio di yiddish, russo e polacco.
Afferr un pezzo d'uomo con una fascia sulla manica. Dovresti
vergognarti di te stesso, ecco quel che dovresti fare, lo rimprover.
Peggio che in Berdichev.
Abram riusc a farsi strada fino al salone adiacente. Qui la gente
si affollava intorno ai buffet, mangiando panini e bevendo birra e
limonata. Una donna inginocchiata sul pavimento stava riparando
un enorme strappo al vestito di un'altra. Una ragazza saltellava su
un piede solo, tenendo in mano una scarpa con un tacco penzolante.
Si vedeva passare un'incredibile variet di maschere: generali
russi con le spalline, signoroni polacchi in eleganti caffettani, tedeschi
con l'elmo a chiodo, rabbini con berretti di pelliccia, studenti di
yeshivah con zucchetti di velluto e riccioli penzolanti sopra le orecchie.
Ci volle un poco prima che Hadassah si rendesse conto che
erano tutti costumi di maschera. Lo stesso Abram sembrava del
tutto cambiato. Pezzi di stelle filanti e coriandoli gli disseminavano
la giacca e la barba. Per un istante un palloncino gli si pos sulla
pelata.
Te la caverai benissimo, grid ad Hadassah. Poverina, l'hanno
lasciata sola! Scoppi in una gran risata e la baci
calorosamente.
Hadassah ingoi un sorsetto del liquore che lui stava bevendo.
Zio, voglio andare a casa.
Tu aspetta qui e non muoverti. Vado a cercare il tuo
cavaliere.
La fece sedere su una sedia contro il muro e and a cercare Asa
Heshel. Arriv Masha, al braccio di un uomo dalle guance rosse,
i capelli ondulati, e una pancia rotonda. Con un occhio sorrideva,
l'altro sembrava vagargli intorno con un'espressione mortalmente
seria. Speriamo che non mi noti, pens Hadassah.
Proprio in quell'attimo Masha si diresse verso di lei. Piccola
madre! disse. Guarda questo qui.
Spinse avanti il suo compagno per presentarglielo. Un dottor Comesichiama;
Hadassah non riusc ad afferrare il nome. Masha continu
a chiacchierare vivace, mentre il dottore si chinava cerimoniosamente
a baciar la mano ad Hadassah sopra il guanto, quindi si
volse e si allontan.
Non dimenticare i bonbon, gli grid dietro Masha; poi, volgendosi
ad Hadassah: Un tipo molto simpatico. Capitano della riserva.
Ebreo. Ma convertito, credo. Che cosa stai a fare qui seduta?
Mio Dio, che folla! Ehi! Che cosa ti succede? Tu hai pianto! Non
prendertela cos sul serio. Sputaci sopra. Dov' Asa Heshel? Ti ho
cercato dappertutto.
C' anche zio Abram.
Davvero? Dov'? La sua amata  all'ospedale, e lui se ne va
in giro a spassarsela. Guarda com' ridotto il mio vestito. Una vera
gabbia di matti! Che gentaglia! Masha tacque per un momento.
Poi disse: S, stiamo diventando vecchie. Hai una spilla?

2.

Abram si mise a cercare Asa Heshel, ma dopo un momento gi
si era dimenticato non soltanto l'oggetto della sua ricerca, ma anche
il fatto che Hadassah lo stava aspettando. Poco prima, per darsi un
po' di spirito addizionale, aveva buttato gi un bicchiere di cognac.
Sapeva di far parte della giuria del concorso di bellezza, ma non
aveva la pi lontana idea n di dove avrebbe dovuto incontrare i
suoi colleghi, n dove le candidate si sarebbero presentate al loro
giudizio. Vedeva continuamente facce conosciute: donne che secondo
la sua mente ottenebrata avrebbero ormai dovuto essere vecchie
cadenti, volteggiavano invece davanti ai suoi occhi, tutte ben acconciate,
giovani, snelle come spose. Uomini che aveva immaginato
morti nell'epidemia di tifo, o dispersi chiss dove in Russia, lo
salutavano chiamandolo per nome, con grandi esclamazioni. Una donna
con una maschera rossa lo afferr per il bavero. Abram caro!
Come sei invecchiato! Un nonno!
Chi sei? Dammi un bacio.
Abram cerc di trattenerla, ma lei agilmente sfugg alla sua presa
e sfrecci via. Lui cominci a inseguirla, ma si sentiva le ginocchia
stranamente malferme. Non capiva se stava rotolando in avanti o
se veniva spinto indietro. Dov'era quella rondinella d'estate? Dove
s'era cacciata? Abram cercava di fermare qualcuna delle figure mascherate
che volteggiavano intorno a lui, ma gli sfuggivano. Una
ragazza gli fece una smorfia cacciando fuori la lingua, un'altra gli
fece marameo, una terza gli grid dietro: Massone!
Abram si arrest stupefatto. Erano anni che non sentiva pi quell'epiteto.
La musica cess, poi ricominci di nuovo, una cacofonia
di ottoni, batteria, tamburi, era come il miagolio di un migliaio di
gatti. Le coppie volteggiavano, ridacchiavano, roteavano verso destra,
verso sinistra, si spostavano avanti e indietro. Abram diventava
sempre pi confuso. Che cos'era questo? Uno shimmy, un
charleston? Porci! Vi venga il vomito! Un oceano di carne femminile.
Si frug in tasca, prese un fazzoletto e si asciug la faccia sudata.
Si sentiva la camicia e la biancheria madide di sudore, incollate
alla pelle. Le scarpe gli arroventavano le piante dei piedi. Una
ragazza cozz contro di lui e poi gli grid all'orecchio, come fosse
sordo: Ehi, vecchione, perch non te ne vai a casa a dormire?
Fece ancora qualche passo barcollante. Poi ud una voce sottile
all'orecchio: Come va, Herr Abram? Si volt. Era Finlender,
il gobbo, che incontrava sempre in casa di Hertz Yanovar. Si ricordava.
Erano i tempi in cui voleva fondare una rivista. Era pieno
di idee, a quell'epoca. Finlender sarebbe dovuto essere uno dei redattori.
Poi l'idea era svanita, e Finlender si era allontanato dal
gruppo. Ma eccolo qui in carne ed ossa. I suoi capelli erano un misto
di oro e argento. Abram barcoll verso di lui come per abbracciarlo.
Ma guarda chi si vede!
Per un momento avevo pensato che non mi avessi
riconosciuto.
Ma che dici! Finlender! Sei sempre lo stesso. Come va? Che
cosa fai? Ti sei sposato?
Che cosa? No.
Dove abiti? Dembitzer lo vedi mai?
Dembitzer  morto.
Abram sobbalz. Quando? Come?
Un attacco di cuore, c'era sul giornale.
Ma senti! E quell'altro, come si chiamava?... Quello che aveva
quei fenomeni... di telepatia?
Messinger.  qui.  qui al ballo.
Anche lui! E quella donna? Quella che evocava gli spiriti?
La Kalischer. Si  sposata con un industriale di Lodz.
Pi niente spiriti?
Pi niente spiriti.
Ed Hertz Yanovar?  qui anche lui?
S,  qui. Con Gina.
Dove abitano? Ho perso di vista tutti quanti.
Abram si frug nella tasca interna della giacca. Avrebbe voluto
dare a Finlender un suo biglietto da visita, ma non riusc a trovarlo.
Si dilegu. Che importanza aveva? Tutte parole, parole. In quel
momento si ud chiamare da qualcuno. Panie Abram! Panie Abram!
Si volse e vide una donna con un domino nero, con sopra
una giacca di pelliccia. Era di media statura; i capelli annodati in
trecce e bipartiti erano cosparsi di pettini, forcine e fiori. Due antiquati
orecchini d'oro le pendevano alle orecchie. Calzava guanti
lunghi fino al gomito.
Abram la misur con lo sguardo. Vieni, bella mascherina,
andiamo a ballare.
La notte  ancora giovane, rispose l'altra in yiddish. Voi
siete invecchiato. Siete grigio come una colomba.
Non si pu diventare pi giovani, si pu solo invecchiare,
rispose Abram. Ma tu chi sei, piccola?
Questo  un segreto.
Non mi riesci nuova. Dimmi,  un pezzo che mi conosci?
Un secolo!
Non saresti per caso la nuora di Reb Berish Kameika?
Acqua.
Allora, una del clan Przepiorko?
Acqua fredda.
Ma allora chi sei?
Semplicemente una ragazza ebrea.
Questo s'intende.
Ho sentito che Nathan  malato.
Abram diede un sospiro di sollievo. Dunque conosci Nathan!
Ma allora sei una dei nostri! Smettila di pigliarmi in giro. Togliti
la maschera. Fammi vedere la tua bella faccia.
Pensavo che avreste indovinato.
Ah, mia bella mascherina! Mi fai morire di curiosit.
Abram le pass un braccio attorno alla vita e cominci a farsi
strada con lei attraverso la pista affollata. Voleva condurla al buffet,
offrirle da bere. Respirare gli diventava sempre pi difficile.
Grazie a Dio non era poi cos solo, a questo ballo. Riusciva ad interessare
una donna. Lei lo seguiva volentieri. Inal il suo profumo.
Vide altre facce conosciute, Broide, il bolscevico, andava attorno
con la sarta zoppa, Lila. Vide Gina con una ragazza bassa, una tale
che alloggiava da lei, ricord Abram. Le salut con sussiego, inchinandosi
e sventolando una mano. Le due donne lo seguirono con
lo sguardo, tra incuriosite e beffarde. Abram corrug la fronte. Per
quanto si sforzasse, non riusciva ad immaginare chi potesse essere
costei.
Chi altri conosci della famiglia?
Chi non conosco, piuttosto!... Pinnie, Nyunie, Koppel...
Koppel? Ma allora tu sei un tipo anteguerra!
Certo non mi hanno svezzato ieri.
Koppel  in America. Ho sentito che ha avuto dei guai, l.
S. Per contrabbando di alcool.
Abram si arrest. Accidenti, ma sai proprio tutto! Leggi anche
il futuro?
Un paio d'occhi brillanti lo guardarono attraverso le strette aperture
della maschera. Abram ebbe una strana sensazione: che fosse
l'Angelo della Morte? Eppure non era ancora ubriaco. Si ricord
del suo cuore malato, dell'operazione di Ida, di Hadassah che lo
stava aspettando. Mio Dio, che cosa mi  capitato? Come sono
caduto in basso. Prov l'impulso di piantare questa sconosciuta,
di correre a casa e mettersi a letto. Invece la strinse a s con pi
foga. Succeda quel che succeda, tanto morir in ogni caso. Cap
in un lampo chi era la donna. Era Manya, la serva di Reb Meshulam,
l'aiutante di Noemi. La Nera Manya, come la chiamavano loro.

3.

Per quanto la cercasse, Asa Heshel non riusciva a trovare Hadassah.
E d'altronde, non aveva un particolare desiderio di trovarla.
Che sugo c'era nell'andare in giro con la propria moglie? La musica
jazz lo assordava. Le luci violente lo accecavano. Si spinse fino al
buffet e prese un bicchiere di birra. Sedette a un tavolo. Che diavolo
gli aveva preso, a questa massa di vagabondi esiliati? Avevano perduto
Dio e non avevano guadagnato il mondo.
Non posso restare qui dentro, mormor tra s. Finir col
soffocare. D'un tratto ud una voce familiare.
Nun, gezweifelt ist genug...
Apr gli occhi e vide Hertz Yanovar con uno smoking tutto spiegazzato
e un cravattone a fiocco da artista. Dall'ultima volta che lo
aveva visto, i favoriti gli si eran fatti interamente grigi. Al suo fianco
c'era una ragazza alta, bruna e slanciata, dai lineamenti regolari
e grandi occhi neri. Asa Heshel not che non aveva i capelli corti,
secondo la moda attuale. Portava un abito di seta senza alcun ornamento.
Bench fosse bruna, con la pelle olivastra, v'era in lei un
che d'indefinibilmente non-ebreo, come nelle donne francesi o italiane
che Asa Heshel aveva spesso incontrato in Svizzera. Non
avrebbe saputo dire il perch, ma in un certo modo, la ragazza gli
fece pensare a una monaca.
Voglio presentarti a una bella signora, diceva Hertz Yanovar
in polacco, con voce eccitata. Panna Barbara Fishelsohn, Asa Heshel
Bannet.
Asa Heshel si alz e mormor: Piacere. Si sieda, prego.
Il mio onorevole amico qui,  un filosofo, disse Hertz Yanovar
nel suo fluente polacco, in tono vagamente ironico. E anche
questa bella signora  una pensatrice.  appena tornata dalla Francia,
dove ha studiato sotto il famoso Bergson.
Un'altra esagerazione del signor Yanovar, l'interruppe la signora.
Sono una semplice studentessa.
La modestia  la corona di tutte le virt, declam Hertz Yanovar.
Io ho avuto l'onore di conoscere Panna Barbara quando
era ancora bambina. Ora  diventata pi alta di me di tutta la testa...
Mentalmente e fisicamente.
La prego, non lo prenda sul serio. Ha bevuto un bicchiere
di troppo.
Perch non si siede per un momento? disse Asa Heshel.
Anche tu, Hertz.
Devo raggiungere la mia migliore met. Tua moglie dov'?
Hadassah? Siamo stati separati.
Separati, eh? Una battuta freudiana. Il subconscio finisce sempre
con l'affiorare. Se fossi al tuo posto non me ne starei l a sedere
cos tranquillo. Hadassah  ancora una bella donna.
Asa Heshel arross. Stai dicendo delle sciocchezze, Hertz,
disse.
Forse che s forse che no. Speriamo soltanto che non s'annoi,
in mezzo a questo pandemonio. Fece un gesto di saluto. Bene,
au revoir. Ti lascio in questa bella compagnia.
Yanovar s'inchin, sbatt i tacchi, e gett un bacio alla ragazza.
Fece dietro-front e corse via con le sue corte gambette. Panna Barbara
lo segu con lo sguardo. Pover'uomo. Non regge l'alcool.
Posso offrirle qualcosa?
No, grazie. Niente.
Davvero ha frequentato le lezioni di Bergson?
Oh, solo qualcuna.
Quanto tempo  stata in Francia?
Cinque anni.
A studiare filosofia?
Mi sono specializzata in letteratura francese. Ho sentito che lei
 professore in un seminario teologico.
Semplice istruttore.
Non ho mai conosciuto dei seminaristi ebrei. Mi dica, si vestono
come rabbini, coi riccioli laterali?
No. Si vestono all'europea. Come chiunque altro.
Come mai? Non sono degli ortodossi?
I veri ortodossi studiano alla sinagoga.
Ah, s. Ricordo. Mio padre andava ad una yeshivah.
 rabbino, suo padre?
La ragazza sorrise. La sua bocca si dischiuse un poco rivelando
denti piuttosto lunghi.  un pastore.
Asa Heshel quasi non credette alle sue orecchie. Davvero?
disse. E dove?
Qui a Varsavia.
In quale chiesa?
In una missione della chiesa evangelica. Hanno una cappella
in via Krulevska.
Forse lei  nata nella fede cristiana? disse Asa Heshel.
No. Fui convertita a quattro anni.
Vi fu un lungo silenzio. Asa Heshel ora ricordava che Hertz Yanovar
una volta gli aveva parlato di un convertito, certo Fishelsohn,
che un tempo era stato rabbino nella confraternita talmudica, e che
aveva scritto non so quale libro. La ragazza aveva chinato il capo
e si stava guardando le mani ben curate. Il signor Yanovar veniva
a trovarci. Una volta mio padre pens di farmi imparare l'ebraico.
Lui mi dava lezioni.
Spero che avr imparato qualcosa.
Molto poco, temo. Invece di studiare, finivamo col chiacchierare
tutto il tempo. Ho sentito parlare di lei fin da quando ero
bambina. Di come fugg dal suo paese, di come venne a Varsavia,
l'intera storia.
Oh!
Mi aveva anche detto che lei stava scrivendo un libro.
Asa Heshel si morse il labbro. Non era un libro, disse.
Avrebbe dovuto essere la mia tesi di laurea. Ma non l'ho mai
finita.
A quanto ricordo, lei si proponeva di fondare un laboratorio
di ricerche per la sperimentazione della felicit pura. Ricordo quanto
m'interessasse quest'argomento, a quell'epoca.
L'ho quasi del tutto dimenticato io stesso.
L'unico problema sarebbe: dove impiantarlo, un simile laboratorio.
Soltanto nel vuoto.
Perch nel vuoto?
Perch un qualsiasi posto concreto sarebbe strettamente legato
alle condizioni sociali circostanti, nonch alle sovrastrutture
ideologiche...
Lei  una marxista, eh? Veramente, io non avevo mai parlato
di felicit pura.
I filosofi sembra siano sempre amanti della purezza. La ragion
pura, la morale pura, la felicit pura. A proposito, lei balla?
Ahim, no.
Ha una sigaretta?
Mi dispiace, non fumo.
Ah. Mi dica che cos' che fa?
Mi rodo.
Bella occupazione. Mentre lei si rode, i Mussolini, i Pilsudski,
i MacDonald si prendono il mondo...
Al diavolo il mondo.
Panna Barbara emise una risatina. Un decadente, eh? Ne ha
tutti i sintomi. Viene con me? Vorrei andare a veder ballare.
Si alzarono. La cameriera del buffet li rincorse. Asa Heshel si
era dimenticato di pagare la birra.

4.

Quando Asa Heshel e Barbara arrivarono al salone da ballo la
musica era cessata. La pista era ancora affollata. Le coppie restavano
sul posto, tutti gli occhi erano fissi al palcoscenico. Era cominciato
lo spettacolo di attrazioni. L'atleta stava compiendo prove di forza,
spezzando catene, piegando sbarre di ferro, facendosi assestare martellate
sul petto nudo. Dopo di lui fece la sua apparizione il prestigiatore.
Era un omettino in frac e cravatta bianca. Cominci a fare
grandi gesti con un fazzoletto sopra un bicchiere, una candela e
delle monete, parlando con una vocetta acuta. Dal fondo del salone
era difficile capire ci che diceva. Quando lui ebbe finito, sul palcoscenico
fu disposta una fila di sedie, sulle quali presero posto i
giudici del concorso di bellezza. Asa Heshel cerc di distinguere
Abram, ma non era tra loro. Si guard attorno nella folla, in cerca
di Hadassah, o di Masha, o di Gina, ma non riusc ad avvistare nessuna
faccia conosciuta.
Panna Barbara fece una smorfia. C' tutta via Nalevki, qui,
disse.
Anche via Nalevki ha diritto di vivere.
Non dico di no. Apr la borsetta e ne tir fuori un piccolo
specchio e un piumino. Lei mi sembra di cattivo umore, disse.
 curioso, ma anch'io mi sento sempre di cattivo umore quando
vado ai balli, specialmente ai balli ebraici.
E perch non va ai balli polacchi, allora?
Sulla faccia della ragazza pass un'ombra. Io sono in una strana
posizione, come sospesa tra i due popoli, i polacchi e gli ebrei. Per
il suo lavoro missionario, pap  sempre stato a contatto con giovanotti
ebrei. Da ragazza ho studiato in un istituto evangelico, ma
in Francia ho perduto ogni contatto. Anche lei mi sembra un po'
un outsider.
Sono stato un outsider tutta la mia vita.
Perch?
Non lo so. Mi  sempre mancata quella fede che unisce la
gente.
In che anno  tornato dalla Russia?
Nel 1919.
E la rivoluzione non ha avuto alcuna influenza su di lei?
Non sono mai stato un marxista.
E che cosa, allora? Un anarchico?
Non rida di me, ma continuo a credere che il sistema capitalista
sia ancora il migliore. Non voglio dire che sia buono,  un sistema
molto crudele, ma  fondato sulla natura umana e sulle leggi
economiche.
Che sciocchezza! Ma se non altro,  sincero. Gli altri si mascherano
dietro false teorie. E del sionismo, che ne dice?  sionista?
Mi  difficile credere che daranno mai una terra agli ebrei. Non
danno mai niente a nessuno.
 vero. Ma  per questo che bisogna lottare.
Lottare per che cosa? Qual  stato il risultato di tutte le guerre?
Che cosa abbiamo ricavato da tutte le rivoluzioni? Fame, e un
mucchio di stupide chiacchiere.
Se  solo questo che  riuscito a vedere nella Russia Sovietica,
mi fa proprio pena. Se la pensassi cos, mi sarei impiccata da un
pezzo.
Gli scettici amano la vita magari anche pi dei credenti.
Per che cosa? Ho sentito che lei ha un bambino. Come pu
tirar su dei figli, uno che la pensa cos?
Non li ho mai voluti io.
Allora lo hanno sedotto? Si dovrebbe vergognare di se stesso.
Si ripara dietro la sua vigliaccheria. Le posso fare una domanda
personale?
Pu farmi qualunque domanda vuole.
Ho sentito talmente parlare di lei che mi sento come se fossimo
vecchi amici. Sua moglie  come lei... antisociale come lei, voglio
dire?
S, ma in un'altra direzione. Lei  credente per natura. Una di
quelle persone per cui l'amore  Dio.
 fortunata, perch ha trovato il suo dio.
Un cattivo dio. Un dio che continua a sfuggirle.
Povera donna! Mi farebbe piacere conoscerla. Hertz Yanovar
ne parla con entusiasmo. Mi pare abbia detto che  qui anche lei,
stasera?
S. Ci siamo persi.
Oh! Le sembrer una ficcanaso, ma  il mio carattere. Se non
vuol rispondere, me lo dica pure.
Chieda pure. Mi fa piacere che qualcuno mi parli.
Perch ha interrotto gli studi? Perch non ha finito il suo libro?
Ha perso ogni ambizione?
Oh,  una lunga storia. Quando tornai dalla Russia dovetti
assumere certe responsabilit. Devo provvedere per mia madre. Mia
sorella  molto povera. Ho un figlio dalla mia prima moglie. E una
bambina dalla mia moglie attuale. Lei non pu immaginare quanto
devo lottare per avere lo stretto necessario.
Posso immaginarlo molto bene. Anch'io ho dovuto lottare tanto,
in Francia. Ma mi parli del suo libro. Ci ha proprio rinunciato
completamente?
Primo,  scritto in tedesco. Secondo,  un cattivo tedesco. E,
terzo, non  finito.
Mi piacerebbe leggerlo.
Non ne vale la pena. Sarebbe una pura perdita di tempo.
Questo lo decider io.
 pieno di sbagli e di cancellature. Io ho una pessima
scrittura.
Possiedo una macchina per scrivere. Potrei ricopiarglielo.
E perch lo farebbe?
Ah... semplicemente cos. La rivoluzione non ne soffrir.
Quando  libero, lei?
La sera.
Venga a trovarmi. Mi dia una telefonata. Siamo nell'elenco del
telefono. Pastore Fishelsohn. Non si preoccupi di pap.  un uomo
molto tollerante. E poi  molto malato, adesso. Su che cosa poggia
il suo sistema?
Su Spinoza e Malthus.
Curiosa combinazione. E che cosa predica?
Il controllo sessuale, nel senso pi ampio del termine.
Si spieghi meglio.
Pi sessualit e meno figli. La stanza da letto  la chiave di
tutti i problemi sociali e individuali.
Lei sembra non prendere sul serio la sua stessa teoria. Anche
mio padre  come lei. Parla seriamente, grida addirittura, ma a me
sembra sempre che stia scherzando. Perch non prova a cercare
sua moglie?
 come cercare un ago in un pagliaio.
Ha una risposta a tutto. Anche Hertz Yanovar, una volta,
aveva una sua teoria. L'oscurit, o qualcosa del genere. Mi faceva
molta impressione. Quando mi telefona?
Prestissimo.
Ora me ne vado a casa. Ero venuta soltanto per curiosit. Ho
mal di capo. Mi accompagna al guardaroba?
Al guardaroba, Barbara ritir una pelliccia di caracul, un paio di
stivali foderati di pelliccia, e un ombrello dal manico d'ambra con
un ciondolo d'argento. Poi sost a un banco l vicino e si compr
un pacchetto di sigarette egiziane col bocchino d'oro. Ne accese
una, ed emise il fumo dalle narici. Si rimir a uno specchio, e diede
alla ragazza venti groszy.
Mi aiuta a chiamare un droshky?
Certamente.
Stavano cadendo leggeri fiocchi di neve che turbinavano e volteggiavano
nel vento. Sull'angolo del palazzo era ferma una carrozza
col mantice rialzato. Il cavallo scuoteva la testa bagnata, drizzando
le orecchie. Il vetturino era seduto a cassetta, tutto raggomitolato,
la testa coperta da un cappuccio. La fiamma della lanterna palpitava
e vacillava. Alla sua luce, il muro del palazzo vibrava come un fondale
di teatro.
Che serataccia, disse Barbara. Quando avr sue notizie?
Prestissimo.
Non faccia passare troppo tempo, gli grid dall'interno della
carrozza. Buona notte.
Il vetturino tir le redini, e il droshky si allontan. Asa Heshel
lo segu con lo sguardo. I fiocchi di neve gli si scioglievano sui capelli,
gli restavano impigliati alle sopracciglia. Il vento gli faceva
sventolare la giacca. In lontananza, contro il cielo violaceo, si stagliavano
campanili di chiese e ciminiere di fabbriche. Asa Heshel
rimase l finch non vide scomparire la carrozza dietro l'angolo.
Rientr nel salone da ballo. La folla stava applaudendo qualcosa.
Si udivano voci concitate. Un uomo tarchiato, scuro in faccia come
un turco, con un ciuffo di capelli nerissimi, blaterava con voce gutturale.
Tutto  politica, con questa gentaglia. Sulla verit, sulla
giustizia, ci sputano sopra.
Che cos' accaduto?
C' stato il concorso di bellezza, e hanno eletto reginetta una
scimmia orrenda. Avr avuto degli appoggi, naturalmente.
E che cosa ve ne importa?
La legge  uguale, sia per un soldo sia per cento fiorini, come
dice il Talmud.
In quel momento Asa Heshel vide Hadassah. Era in piedi e fissava
il palcoscenico. Non l'aveva mai vista cos bella. D'un tratto
si ricord la promessa di Abram: che lei sarebbe stata la regina del
ballo. Fu assalito da un'onda di compassione. Eccola l, la sua cara
moglie, la madre di sua figlia, una donna che aveva gettato via una
fortuna, rinunciato a tutto, pur di stare con lui. Quale delusione
le aveva dato. Quante parole aspre le aveva detto. Era fallito in
tutto, nella vita, nella carriera, nell'amore! Le si avvicin e le pose
una mano sulla spalla. Hadassah ebbe un fremito. Si volse spaventata;
poi il volto le s'illumin. Sei tu! Dov'eri? Ti ho cercato per
tutta la sera. Avevo pensato che...
Le si inumidirono gli occhi.
Che cosa avevi pensato?
Niente. Quanto baccano! Che brutta gente! Non avremmo dovuto
venire. Avevi ragione tu. Hai visto Masha?
No, mia cara. Vieni, andiamo a sederci in qualche posto. Come
sei bella!
Hadassah si fece seria. Non riusciva a capire quell'improvviso
calore. Si era aspettata un rimprovero. Lo prese per un braccio.
Vieni, andiamocene. Andiamo a casa.
...
CAPITOLO QUINTO.

1.

Abram si svegli di soprassalto a met della notte con un dolore
acuto al braccio sinistro e un senso di oppressione sul cuore.
Era tutto buio. Accanto a lui nel letto c'era una donna addormentata.
Chi sar? si domand. Forse era Ida? No, era all'ospedale.
Hama era morta. Cerc di ricordarsi che cos'era successo durante
la serata, ma non riusc a ricordare nulla. Si sentiva la testa pesante
sul guanciale come fosse piena di sabbia. Si ricord delle
sue pillole di digitalina, e cerc di alzarsi, ma gli parve di non
poter sollevare il busto. In quel buio non riusciva a distinguere n
una porta n una finestra. Dio del cielo, sono spacciato, pens.
Avrebbe voluto dar di gomito alla donna per svegliarla, ma gli
parve di non poter alzare il braccio. Si riassop per un poco. Sogn
di trovarsi in un mattatoio. Un macellaio stava legando un bue,
preparandone la gola per il coltello. Che cosa strana! Era lui stesso,
il bue! Cerc di gridare, ma qualcuno gli teneva strette le mascelle.
Gli scuoiatori gli si avvicinarono, coi loro stivali insanguinati.
Assassini! Delinquenti! Sono un uomo, un essere umano! Abram
fu scosso da un gran fremito e si risvegli, bagnato di un sudore
freddo. Il letto tremava sotto di lui. Si sentiva in bocca un sapore
di sangue. Rimase l, teso in silenzio. Caro Dio, questa era la
fine.
La donna accanto a lui si svegli.
Abram! Che c'?
Chi sei? riusc ad articolare Abram.
Sono io. Manya.
Dove sono?
Che cosa importa? Ti senti male? Siamo venuti qui dal
ballo.
Ah.
Ti fa male qualcosa?
Non sapeva che cosa risponderle. D'un tratto si accese la luce.
Manya era in piedi accanto al letto, scalza, con una lunga camicia
da notte. La sua faccia era molle, flaccida e grinzosa. Sotto il mento
le tremolava un altro mento. Gli stretti occhi calmucchi lo fissavano
con una sorta di vacuo terrore. Che c'? Il cuore?
Un poco... oppresso...
Che devo fare? Tra poco rientreranno i miei padroni.
Abram guard in giro e vide che si trovava in una cucina. Il
pavimento di mattoni. Pentole e tegami appesi alle pareti. Sopra i
fornelli un bricco per il t. Una striscia di carta moschicida pendeva
dalla lampada sopra di lui. Gli venne da ridere. Tra tanti psti,
proprio questo doveva scegliere per venire a morire.
Pillole... Ho delle pillole... Nella tasca dei calzoni...
Cerc di uscire dal letto.
In fretta, Manya prese i calzoni, che erano posati su una sedia.
Le pillole non c'erano. S'imbrogli con le bretelle. Dal taschino
del panciotto un enorme orologio cadde sul pavimento. Manya
lo raccolse e lo accost all'orecchio.
Si  fermato?
S.
Ah. S, era un brutto presagio. Stava per morire. In trentacinque
anni non si era fermato. Chiuse gli occhi. Se ne sarebbero
fatte, di chiacchiere, a Varsavia. Manya andava attorno sgomenta,
torcendosi le mani. Abram! sussurr, stravolta. Devi
andare a casa!
S, s. Ora mi vesto.
Lei si accost al letto e tir gi le coperte. Abram era in maglietta.
Rabbrivid, cercando di raccogliersi le gambe in grembo. Lei
lo aiut a vestirsi, gli mise i calzoni, le calze, le scarpe. Lo fece
alzare in piedi e gli infil il panciotto, la giacca e il cappotto. Gli
mise in testa il berretto di pelliccia. Soltanto ora ritrov le sue
mutande e le cacci nella cassetta del carbone. Abram aveva un
solo pensiero: Questa volta ci siamo... Questa volta ci siamo...
Manya si affrett a vestirsi a sua volta. Si tolse la camicia, e rimase
l, nuda, con i seni penduli, i fianchi larghi, il ventre piatto,
le gambe pelose. Abram aveva un occhio chiuso; con l'altro
guardava incuriosito i piedi di lei, le dita incurvate e sovrapposte.
Si era giocato la vita per possedere quel bel campione! Gli venne
in mente che avrebbe dovuto recitare la preghiera del perdono,
ma non riusciva a ricordarsi le parole. Seduto sull'orlo del letto
dovette assopirsi di nuovo, poich quando si riscosse Manya era
completamente vestita. Quelle trafitture al petto erano cessate.
Manya lo aiut a mettersi in piedi, e con passi malcerti, sostenuto
da lei, usc dalla stanza e si avvi nel corridoio. Qui le forze
gli vennero meno e cadde a terra. Manya brancolando cercava di
tirarlo su, ma lui non si spostava di un millimetro. Ah, mio
Dio! Mamma mia, Dio santissimo, abbi piet di me! borbottava.
Nella penombra la faccia di Abram era bianca come quella
di un cadavere. Corse fuori, tirandosi dietro la porta. Aveva dimenticato
la chiave! Fece per rientrare, ma era troppo tardi, la
porta si era richiusa. Corse gi per le scale buie. Djo del cielo,
mamma, mamma! continuava a gemere. Ebbe l'impulso di bussare
alla porta di un vicino per chiedere aiuto. Perch era cos
lunga la notte? Nel cortile intravide una figura bianca, fantomatica.
Dio Signore,  lui!  lui che m'insegue! Si arrest, gelata
dal terrore. Ud una voce maschile.
Chi c'? Chi  l?
Sono io. Manya.
Manya? Quella del negozio di porcellane? Che cosa fate
qui?
Manya si rese conto che era uno dei panettieri del forno che
c'era nel cortile. Uno si  sentito male, di sopra.  svenuto. Un
mio zio, viene dalla campagna.
Dove sono i padroni?
Fuori citt. Non tornano fino a domani.
 meglio che chiami un'ambulanza.
Aiutatemi! Aiutatemi! Se avete un Dio in cuore, aiutatemi.
Ho il pane nel forno.  meglio che chiami una guardia.
Manya s'allontan, il panettiere le and dietro. L'afferr per una
spalla.
Scommetto che non  vero, disse. Non  vero che  tuo
zio.
Ma che cosa vuoi? Lasciami stare.
Una puttana! Ecco che cosa sei, maledetta tua madre!
Le afferr un seno e strofin la faccia contro quella di lei.
Lei si mise a lottare in silenzio. Lasciami stare o chiamo aiuto!
Puttana! Togliti dai piedi! Sput e le diede una spinta che
la fece quasi cadere. Manya fu l l per svenire. Nel buio ud il
panettiere mettersi a orinare. Prov un senso di nausea. Corse
ad appoggiarsi al muro, piegata in due, e vomit. Ah, Dio!
Ah, Dio! continuava a gemere. Quando alz la testa vide che
nel cielo cominciavano ad apparire macchie di luce grigia. Le stelle
impallidivano. Si asciug la faccia e and al portone del cortile.
Era gi aperto. Si avvi in fretta per la strada deserta; le tremavano
le ginocchia. La notte di terrore era passata. Alz gli occhi alle
nubi orlate di luce. Mormor una promessa all'Onnipotente che se
l'avesse fatta uscire sana e salva da quel pasticcio sarebbe diventata
una virtuosa figlia d'Israele.
Abram non era morto. Dopo un poco si riebbe e si tir su. Si
mise in ascolto. Gli fischiavano le orecchie. Il sangue gli pulsava
nelle vene. Ora ricordava tutto. Dov'era andata, lei? Era fuggita,
abbandonandolo l? Aveva un solo desiderio, adesso: non morire
l, in quella casa di estranei. Raccolse tutte le sue forze e si alz
in piedi. Apr la porta, e scese pian piano le scale, tenendosi
strettamente afferrato al mancorrente e sostando a ogni scalino per
riprender fiato. (Mai si era immaginato che potesse esser tanto difficile
mettere un piede davanti l'altro). Gli battevano i denti. Nel
cortile, avanz, tenendosi lungo il muro. Apr un occhio e vide un
cielo rosso. Una parola, una frase, gli stava sulla punta della lingua,
ma non riusciva a ricordarsela. Gli sorse davanti una bianca
apparizione. Era il panettiere. Qua, Panie, appoggiatevi. Vado a
chiamarvi un droshky.
Si lasci scivolare a terra. Dai camini si levavano cirri di fumo.
Le finestre si aprivano. Ud voci acute di donne. Qualcuno gli
accostava un bicchiere d'acqua alle labbra. Sarebbe questa, la
fine? pens. Non  poi cos terribile. Sorrise dentro la barba.
Su in alto, oltre la cima dei tetti, fiammeggi il sole appena
sorto.

2.

Ci volle un po' prima che il garzone del fornaio riuscisse a trovare
un droshky. Il vetturino si rifiut di caricare il malato se non
c'era nessuno che lo accompagnasse. Il panettiere sal all'appartamento
dei padroni di Manya per vedere se c'era la ragazza. La
porta era aperta. Pass qualche minuto nell'interno, poi ridiscese.
Con l'aiuto del vetturino fece salire Abram nella carrozza, e
sal dopo di lui. Abram riusc a dare l'indirizzo di Ida. Il droshky
part; i passanti guardavano meravigliati i due strani passeggeri.
Abram teneva la testa abbandonata contro la parete della vettura.
Il suo accompagnatore lo sosteneva per un braccio. Nonostante le
sue condizioni, Abram aveva coscienza di tutto: il fumo, l'odore
del pane appena sfornato, le strade spazzate da poco. Uno strillone
annunciava l'edizione del mattino. Il droshky si ferm davanti al
palazzo dove abitava Ida. Il portiere usc fuori. Lui e la moglie aiutarono
Abram a salire i cinque piani di scale. Doveva essere ubriaco,
pensarono. Lo misero sul letto di Ida e se ne andarono senza
curarsi di chiamare un medico. Il portiere scuoteva la testa. Che
tempi, mormor. Perfino gli ebrei si sborniano, adesso.
Manya vagabond a lungo per le strade. La maggior parte dei
negozi erano ancora chiusi. Soltanto qualche latteria qua e l era
aperta. Un garzone con una giacchetta tutta infarinata portava un
cesto pieno di pagnotte. Autocarri scaricavano bidoni di latte o
quarti di bue. Da un cortile usc un carro carico d'immondizie.
Manya si guard attorno. Si trovava in via Nitzka, dove Noemi e
suo marito avevano la panetteria. Vi si diresse in fretta. Noemi,
l'ex domestica di Reb Meshulam Moskat, era gi seduta vicino
alla porta, a guardia di un cesto pieno di pagnotte e sfilatini
appena sfornati. Portava un pesante cappotto grigio. Alla cintola
le pendeva un grosso portamonete. Alz gli occhi su Manya e agit
le mani. Dio del cielo, che cosa fai qui?
Manya cominci a balbettare qualcosa, deglut con un moto
convulso, cominciarono a sgorgarle le lacrime. Noemi la guardava
sbalordita. Al principio non capiva che cosa la ragazza stesse
dicendo. Quando finalmente vi riusc, fren a stento l'impulso
di allentare uno schiaffo a quella svergognata. Chiam la figliastra
e le disse di badare lei al negozio. Poi ferm un droshky e ordin
al vetturino di portarle a via Ptasha, dove abitava Manya. Noemi
si dondolava di qua e di l, soffiandosi il naso con un angolo del
grembiale, come stesse seguendo un funerale.
Mio Dio! Mio Dio! Fare una cosa simile! Pensare che tuo padre
era un ebreo cos perbene!
Meriterei di essere fatta a pezzi! gemeva Manya.
Avanti, piantala di miagolare, adesso. Lo sa Iddio che non
t'invidio proprio.
Noemi cominciava a divertirsi. Andava pazza per le situazioni
complicate, le piaceva aver a che fare con la polizia, affaccendarsi
attorno a cadaveri e a funerali. Ah, quella Manya, puttana da quattro
soldi! E ai Moskat, poi, gli si preparava un bello scandaletto!
Quanto a lei, Noemi, era una donna onorata. Non vedeva il momento
di arrivare. Teneva Manya per un braccio come nel timore
che potesse saltar gi dalla carrozza. Si asciug la fronte con la
manica. Che brutto modo di morire! Povero cane! Quanto a te...
che il fuoco ti consumi le budella!
Magari fossi morta nel sonno!
Sarebbe stato molto meglio per te.
Noemi non perse la testa. Entr nell'abitazione del portiere e
gli raccont tutto ci che aveva saputo. Parlava forte nel suo polacco
sgangherato. Il portiere l'ascolt, sogguardandola con i suoi
occhietti semichiusi. Noemi gli disse di prendere il passepartout.
Attraversarono il grande cortile, Noemi apriva la marcia, poi veniva
il portiere, e per ultima Manya. Salirono le scale. Il portiere
spinse la porta che si apr. Non c'era nessun cadavere. L'appartamento
era vuoto. Guardarono in tutte le stanze. Noemi sbott
in una rauca risata. Che demonio!
Frug nel portamonete, tir fuori un biglietto da cinque zloty
e lo mise in mano al portiere, poi si mise un dito davanti alla bocca
in gesto significativo. Il portiere prese la banconota, si gratt
la nuca, borbott qualcosa, e se ne and. Lo sguardo di Noemi
cadde sulla cassetta del carbone; c'era qualcosa di bianco... Le
mutande di Abram. In fretta, sussurr a Manya: Nascondi quella
roba.
Manya usc dalla cucina per andar a mettere l'indumento nel
cesto della biancheria sporca. Pass davanti alla stanza del padrone;
i cassetti della scrivania erano aperti. Il pavimento era cosparso
di carte. Una borsa di camoscio era aperta e vuota. Manya cominci
a gridare: Aiuto! Al ladro!
Noemi reag con prontezza. Spalanc la porta e si mise a gridare
con quanto fiato aveva in corpo. Di colpo cominci ad aver
paura per se stessa. Magari avrebbero pensato che lei e Manya
avevano fatto il colpo insieme! E, chiss... magari quella lurida
puttana l'aveva portata qui apposta, per coprire il suo ladrocinio.
Corse verso di lei e le allent un pugno. Manya si abbatt contro
il muro, lasciando cadere le mutande. Sulla soglia apparvero dei
vicini mezzo svestiti. Il portiere, che era gi a met scala, a quelle
grida era tornato su.
Chiamate la polizia! url Noemi. Presto! Punt un dito
accusatore su Manya.
Il portiere si tolse il berretto, ne tir fuori la banconota che
Noemi gli aveva dato, e gliela ricacci in mano. Uno dei vicini, che
aveva il telefono, corse a chiamare il commissario. Manya rimase
dov'era, i suoi piccoli occhi pieni di terrore. In tutto quel putiferio,
una sola cosa le era chiara: l'intero libro dei giudizi e delle
pene le era precipitato in testa. Era venuto il momento di pagare
per tutti i suoi peccati.
Noemi l'aveva presa per le spalle e la scuoteva con violenza.
Che cosa hai combinato, qui? Parla! Di' tutto, o ti faccio secca!
Avanti, avanti, ammazzami pure!
Puttana! Ladra! Perch mi hai trascinato qui?
D'un tratto Noemi fu presa da un nuovo pensiero. Fece un passo
verso la porta. Che cosa fa qui tutta questa gente? Lasciatemi
uscire.
Le persone raggruppate sulla porta si scostarono per farla passare.
Pass in mezzo a loro facendosi strada col suo pancione. La sua
figliastra poteva testimoniare che questa ladra era venuta a chiamarla.
Scese in fretta le scale, la faccia seria, gli occhi pieni d'ira.
Di sotto, vicino al portone, un cane le si avvent abbaiando. Gli rifil
un calcio, e l'animale si allontan zoppicando. Che affare schifoso,
pens indignata. Voleva farmi cadere in trappola, quella
maledetta. Il droshky che le aveva portate fin l era ancora fermo
davanti al portone. Il cavallo stava mangiando dell'avena in un
sacco legato sotto il muso. A parte il fatto che Noemi non aveva
nessuna voglia di rifare a piedi la lunga strada del ritorno, sarebbe
stata una buona cosa avere anche il vetturino come testimonio.

3.

Masha se ne and dal ballo alle tre del mattino. Si portava via un
vestito strappato, scarpe calpestate, una bomboniera, e un forte
mal di testa. Era troppo tardi per trovare un droshky; prese un
tram in servizio notturno. Marianna, la domestica, le apr, e Masha
and subito nel suo boudoir. Gi da tempo lei e Yanek avevano
smesso di dormire nello stesso letto; ora lei dormiva su un sommier.
Vi si allung subito e spense la lampada. Era troppo stanca per spogliarsi.
Si tir su la coperta e s'addorment.
Al mattino presto fu risvegliata dallo squillo del telefono. L'apparecchio
era posato sul tavolinetto l accanto. Mezzo addormentata,
sollev il ricevitore e lo port all'orecchio. Ud una voce femminile,
secca e decisa.
La signora Zazhitska? Mi scusi, la prego. Sono Gina Yanovar.
Forse lei si ricorda di me.
Certo che la ricordo.
Cara signora, mi scusi. Mi  successa una grande disgrazia.
Siamo stati al ballo, ieri sera. L'ho vista. Era splendida. Quando siamo
rientrati abbiamo trovato la casa piena di poliziotti. Vede, sono costretta
a tenere dei pensionanti. Purtroppo mio marito non riesce
a trovare un impiego. E abbiamo un pensionante, un certo Broide,
con sua moglie, Lila...
Questo Broide  un comunista, no?
 appunto questa, la tragedia. Mi aveva promesso che qui in
casa mia non avrebbe fatto politica, ma non ci si pu mai fidare
di quella gente. Hanno trovato mucchi di stampa propagandistica
nella sua stanza. E hanno arrestato mio marito. Dio sa se non 
innocente. Non ha niente a che fare con questa faccenda, lui. Gina
cominci a singhiozzare.
Masha chiuse gli occhi, tediata. E che cosa vuole da me? disse.
Che cosa posso fare?
Gina cerc di riprender fiato. Cara signora, non riuscir a sopravvivere,
a questa storia.  troppo, per le sue forze. La prego, la
supplico per tutto ci che ha di pi caro, di parlare al colonnello suo
marito. La prego, la prego, metta a tacere i suoi scrupoli. Una sola
parola del colonnello lo pu salvare. Di nuovo la voce di Gina si
ruppe nel pianto. Nella sua disperazione parlava in un misto di polacco
e di yiddish. Disse qualcosa a proposito delle carte di suo marito,
rapporti sulle sue ricerche in campo psichico, che la polizia aveva
sequestrato insieme con gli opuscoli comunisti di Broide.
Masha interruppe quel fiume di parole.
Mio marito sta dormendo, adesso, gli parler pi tardi.
Oh, oh, non cesser mai di ringraziarla. Che Dio la benedica.
Lei ha ancora un cuore ebreo.
Masha riappese il ricevitore e cerc di riaddormentarsi. Ma il telefono
squill di nuovo. Questa volta era Hadassah. Parlava con voce
cos bassa che Masha doveva sforzarsi per capire ci che diceva.
Hadassah le disse che lo zio Abram aveva avuto un attacco di cuore,
che era stato raccolto in un cortile di via Ptasha, che il garzone di un
fornaio lo aveva portato con un droshky nello studio di Ida Prager.
Poi venne un confuso discorso a proposito di un furto; una ragazza
di nome Manya, che in passato era stata domestica in casa del nonno,
era stata arrestata. Masha ascoltava, con una mano comprimendosi
una tempia; si sentiva nella testa dei colpi cos forti quasi
da spaccargliela.
Ma tesoro, cerc d'interromperla, non capisco una parola di
ci che stai dicendo. Sono pi morta che viva.
Io non ho chiuso occhio per tutta la notte, disse Hadassah.
Masha le promise di richiamarla pi tardi e ricadde sul guanciale.
Che diavolo ci faceva, zio Abram, in via Ptasha? E questa Manya,
che cosa c'entrava in tutta la faccenda? E perch, poi, l'avevano arrestata?
Era una cosa completamente pazzesca. Apr il cassetto di un
bureau e prese una boccetta di valeriana. Si guard allo specchio.
Era pallida come una morta.
I capelli, pettinati cos bene il giorno prima, erano tutti arruffati.
E aveva dei cerchi scuri sotto gli occhi. Mio Dio, seppelliscono dei
cadaveri pi belli di me, pens, ricordando una frase favorita di
sua madre. Ud qualcuno sospirare e tossire. Entr Yanek, scalzo,
con indosso soltanto le mutandine. Le costole gli sporgevano come
doghe di un barile. Attorno al collo gli pendeva una catenina con uno
scapolare. Le gambe stecchite erano molto pelose. Gli occhi scuri erano
pieni di rabbia.
Che cos' tutto questo putiferio al mattino presto? grugn.
Non possono aspettare un'ora decente, i tuoi amanti?
Per amor di Dio, Yanek, piantala di affliggermi. Non ho nessun
amante.
A che ora sei tornata? E chi  che osa disturbare il mio riposo?
Sono un colonnello polacco, io!
Ma, caro, era Hadassah. Lo zio Abram ha avuto un attacco di
cuore.
Quel dannato parassita sarebbe dovuto crepare da un pezzo.
Come puoi parlare a questo modo! Signore Iddio,  mio zio.
E hanno arrestato Hertz Yanovar. Sua moglie  disperata.
Per comunismo, eh?
Lo sai benissimo che Hertz Yanovar non  comunista.  per
via di un tale che abita in casa sua. Broide e sua moglie.
Be', e che diavolo c'entri, tu? Che cosa credono? Che io mi
voglia interessare di questi ebrei bolscevichi? Se fosse per me, li
farei impiccare dal primo all'ultimo.
Perch ti agiti tanto? Hertz Yanovar  innocente.
Sono tutti della stessa risma, questi tuoi maledetti ebrei. Stanno
rodendo il paese come una massa di termiti. E non avranno pace,
questi bastardi, finch la bandiera rossa non sventoler sul
Belvedere.
Sei proprio pazzo.
E tu sei una di loro. Vai ai loro sporchi balli. Sei una vergogna
per la mia casa!
E allora me ne vado. Me ne vado oggi stesso!
E chi se ne infischia? Vttene! Marsch!
Villano!
Lui usc sbattendo la porta. Masha rimase l a rimuginare in
silenzio. Sapeva che Yanek sarebbe tornato a chiederle scusa.
L'avrebbe chiamata con teneri epiteti: animuccia, cuoricino mio,
piccioncino. Poi sarebbe uscito e sarebbe tornato a notte tarda,
ubriaco, vantandosi di come le mogli degli ufficiali gli si gettavano
ai piedi. Si copr la faccia con le mani. Dio del cielo, come sono
stanca! Se almeno mi lasciassero dormire! Ricadde sul letto e nascose
la faccia nel guanciale. Non ho pi forze. Succeda quel che
deve succedere. Non posso farci niente. Cerc di addormentarsi, ma
i pensieri continuavano a ronzarle nel cervello. Sbadigli, si stir,
si asciug le lacrime all'angolo degli occhi. Mi ritirer in un convento,
ecco ci che far. Almeno avr un po' di riposo. Si addorment.
Quando si svegli di nuovo, la stanza era inondata di sole.
C'era stata un'altra nevicata. Dalla cucina veniva un odore di zuppa
di verdura e di fritto. Marianna stava gi preparando la colazione.
Masha and nel bagno e accese lo scaldabagno a gas. Sedette su
uno sgabello. La domestica venne alla porta, buss, e l'apr.
C' posta, disse.
Le consegn tre lettere. Una veniva dall'America. Era di sua sorella
Lottie. Il suo patrigno, Koppel, aveva dei guai con la giustizia
per contrabbando di liquori. Ma la famiglia non aveva preoccupazioni
economiche. Mendy era avvocato, sposato e padre di due gemelli.
Lottie si lamentava che nonostante continuasse a mandare
denaro a Bialodrevna, non riceveva mai risposta. Come stava suo
padre? Come stava Aronne? Perch nessuno le scriveva?
La seconda lettera era di un'associazione cattolica per soccorrere
gli orfani di guerra. Masha era invitata ad un trattenimento
all'orfanotrofio.
La terza lettera era lunga. Portava la firma di Edek Halpern; un
giovanotto col quale era stata in amicizia prima di sposare Yanek.
Edek l'aveva lasciata per sposare una ragazza di Vlotslavek. Ora
costui chiedeva a Masha di intervenire presso le autorit a proposito
di una segheria di sua propriet che il governo gli aveva confiscato
senza alcun indennizzo. Masha sospir. Ah, che gente! Che
sporca gente! Non parlavano che di denaro, favori, protezioni. Stracci
la lettera in quattro pezzi. L'acqua del bagno era pronta. Si
spogli e si guard allo specchio. Come appariva piccola, senza le
scarpe col tacco alto! Com'era sottile, il suo corpo! Pelle ed ossa.
Non aveva seno. E non poteva aver bambini, era troppo piccola,
le avevano detto i medici. Nessuno le voleva bene, questa era la
verit. N suo padre, n sua madre. N suo marito.
Distolse lo sguardo. Sulla mensola sopra il lavandino c'era una
bottiglia di tintura di iodio. Ne tolse il tappo e l'annus. D'un
tratto alz la bottiglia alla bocca, gett la testa indietro e ne ingoi
una sorsata. Fu come se la mano avesse agito per suo conto. Se ne
pent immediatamente. Prov un violento bruciore alla lingua, al
palato e alla gola. Cerc di gridare, ma nessun suono usc dalle sue
labbra sigillate. Si volt e corse nuda in cucina. Aiuto, aiuto!
boccheggi.
La domestica la guard e si mise a urlare. Ges! Maria!
Accorsero i vicini. Qualcuno chiam un'ambulanza. Una donna
prese una ciotola di latte e lo vers nella gola di Masha. Masha era
pi sorpresa che atterrita. Perch mai aveva fatto una cosa simile?
Non ne aveva per nulla l'intenzione. Chiuse gli occhi, rassegnata a
non riaprirli mai pi. La portarono via, le premettero lo stomaco,
cercarono di farla vomitare. Dopo un po' si rese conto che cercavano
d'introdurle un tubo gi per la gola.
Yanek arriv di corsa e s'inginocchi accanto al letto. Che cosa
hai fatto? Perch? Perch?
Lei non volle aprire gli occhi. Qualunque cosa dovesse succedere,
che succedesse al buio.
Le notizie si diffusero con la rapidit del fulmine nella famiglia
Moskat. Non sapevano di che cosa parlare per primo, se dell'attacco
di cuore di Abram Shapiro o del tentato suicidio di Masha. Hadassah
rimase annichilita. Soltanto Gina non ne aveva saputo niente.
Telefon per rinnovare a Masha la preghiera di intercedere per
Hertz Yanovar. And Yanek a rispondere al telefono. Ud l'accento
ebraico e si mise a sbraitare con quanto fiato aveva in corpo:
Andate al diavolo! Animali! Bastardi! Cani! Traditori!
...
CAPITOLO SESTO.

Con l'arresto di Hertz Yanovar, i funzionari della polizia politica di
via Danilovichevska evidentemente credevano d'aver fatto un buon
colpo. Gli portarono via le bretelle, i lacci delle scarpe, e lo misero
in una cella al quinto piano, isolato. Tutto questo accadde poco
dopo l'alba. Hertz sedette sull'orlo dell'ampia cuccetta posta in
mezzo alla stanza, e si guard attorno. Le pareti della cella erano
tutte istoriate con una quantit di nomi, di date, di slogan comunisti.
Cerc di guardare fuori della finestra, ma era troppo alta.
Si prese la testa fra le mani. Tante volte aveva ripetuto a Gina che
i suoi pensionanti comunisti avrebbero finito col rovinarlo. Ma chi
mai gli dava ascolto, a lui.
Si allung sulla cuccetta, chiuse gli occhi e cerc di dormire, ma
gli dolevano le ossa, e si sentiva prudere per tutto il corpo. Che
cos'era? Cimici, probabilmente. O forse il nervoso. Si agitava e si
grattava. Secondo la sua filosofia, avrebbe dovuto essere preparato
a tutto: malattia, solitudine, miseria, perfino alla morte. Seppure
v'era un qualche significato nell'esistenza, lo si sarebbe compreso
soltanto oltre il limite, nella tenebra che sa senza conoscere, che
crea senza intenzione, ed  divina senza un dio.
Ma ora che la catastrofe era venuta, non riusciva ad accettarla
con stoicismo. Cadere nelle mani di Dio, era una cosa, ma cadere
nelle mani dell'uomo era spaventoso. Fin da bambino, la polizia,
tutto ci che era ufficiale, gli aveva fatto paura. Non aveva n passaporto,
n certificato di nascita, n documenti militari. Non era
nemmeno sicuro di essere correttamente segnato nei registri della
popolazione. Sapeva fin d'ora che negli interrogatori si sarebbe
impappinato, contraddetto, rendendo la sua situazione ancor pi
difficile. Era anche preoccupato che, per paura, potesse denunciare
altra gente. Ricordava che Broide aveva scontato tre anni nella prigione
di Pawiak. Conosceva dei rivoluzionari che erano stati mandati
al bagno penale ed ai lavori forzati. Come avevano potuto sopravvivere?
Lui si sentiva gi bell'e finito.
Si rialz il bavero della giacca e stese il fazzoletto sotto la testa.
Udiva rumori, calpestii, grida. La chiave gir nella serratura. Una
guardia cacci dentro uno sguardo orbo.
 l'ora delle pulizie!
Si alz e usc sul corridoio. C'era una fila di detenuti, che sussurravano
e si facevano segni. Le guardie li convogliarono in un
vasto locale con le pareti rivestite di mattonelle. Da un lato c'era
una fila di lavandini. Uomini si stavano lavando, gargarizzavano, si
pettinavano con le dita, si asciugavano con pezzi di carta.
Dall'altra parte v'era una fila di cessi aperti, dove altri uomini
si stavano liberando. Hertz si accost all'orinatoio, ma forse per
l'ansia che lo attanagliava, non riusciva a liberarsi. Un giovinastro
gli batt sulla spalla.
Ehi, professore, decidetevi, o s o no.
Furono portati nel refettorio. Ciascuno prese un vassoio di latta
e un cucchiaio. Sfilarono davanti a una tavola dove a ciascuno vennero
consegnate una scodella piena di zuppa scura e una fetta di
pane. Yanovar si sent salire il sangue al viso. Questo  l'uomo,
il capolavoro della creazione, pens.
I detenuti furono riportati nelle loro celle. Hertz annus la scodella,
quindi la pos sul pavimento. Cominci a passeggiare avanti
e indietro, con le mani congiunte dietro il dorso, un'abitudine che
aveva contratto quando frequentava la casa di studio di Bialodrevna.
Corrug la fronte, come si stesse affaticando su una interpretazione
talmudica. Se fossi colpevole, pens, pazienza, facessero
pure ci che vogliono di me. Ma fintanto che non sono stato ancora
condannato, perch umiliarmi cos?  questa, la giustizia? Aveva
ragione l'Ecclesiaste: "Al posto della saviezza v' malvagit".
La porta si apr ed entr un poliziotto in uniforme, un tipo alto
con un lungo collo, la faccia butterata e occhi grigi, irosi. Venite
con me.
Hertz lo segu. Scesero le scale, dai gradini orlati di ferro.
File di porte nere fiancheggiavano i corridoi. Attraversarono un
lungo cortile. In mezzo c'era un furgone coi finestrini chiusi da
sbarre. Entrarono in un ufficio. Il pavimento era cosparso di segatura.
A una parete era appeso un ritratto di Pilsudski. Una donna
dai capelli platinati, seduta ad una scrivania, si stava curando le unghie
con una limetta. Un uomo tarchiato, la faccia disseminata di
macchioline color vino, il naso carnoso pieno di pustole, era appoggiato
contro la spalliera di una poltrona e andava sfogliando delle
carte con le sue dita tozze.
Il vostro nome?
Hertz Yanovar.
Chertz Yanovar, lo scimmiott il funzionario. Che cosa siete?
Un tecnico? Un segretario? Un funzionario? Un delegato del
Comintern?
Non sono un comunista, cominci Hertz con voce tremante.
Dite tutti cos, figli di puttana.
Mi creda, signore, sono innocente. Non sono neanche marxista.
Mia moglie tiene dei pensionanti. Non potremmo pagare l'affitto,
altrimenti...
Il funzionario alz gli occhi dalle sue carte. Che professione
fate?
Hertz non sapeva che cosa rispondere. Niente di speciale.
Faccio delle ricerche per un libro che sto scrivendo.
Scrittore, eh? E che cosa scrivete? Proclami?
Dio ne guardi. Ho fondato una societ per lo studio dei fenomeni
psichici.
E dove ha sede, questa societ?
A casa mia.
Avete il permesso?
Non sapevo che ci volesse.
Una societ illegale, eh?
Siamo un piccolo gruppo, e...
Chi sono i componenti? Nome ed indirizzo.
Hertz recit il nome di una mezza dozzina di amici. Il funzionario
li scriveva con una matita rossa. Da quanto tempo conoscete
Broide?
Oh, da moltissimo tempo. Da molto tempo prima della guerra.
E non lo sapevate che era membro del comitato centrale del
partito comunista polacco?
Sapevo soltanto che era uno di sinistra...
Un bolscevico?
Hertz rimase zitto.
Rispondete quando siete interrogato! Il funzionario diede un
pugno sul tavolo.
Cos dicono.
E come mai date in affitto stanze a gente di quel genere?
Non sono io che le do in affitto.  mia moglie. Io non mi immischio
di queste cose.
Come si chiama vostra moglie?
Gina Genendel Yanovar.
Da quanto tempo  iscritta al partito comunista?
Chi? Mia moglie? Dio ne guardi. Non  iscritta a nessun
partito.
Non lo sapete che la vostra casa  un covo di bolscevichi? Vi
rendete conto che la vostra casa  un luogo di ritrovo di agitatori
di Mosca?
Le giuro su tutto ci che ho di pi sacro che non so niente di
tutto questo.
E dove vivete? Nella luna? Conoscete una donna che si chiama
Barbara Fishelsohn?
Oh, s, da quando era bambina.
Quando l'avete vista l'ultima volta?
Ieri sera. A un ballo.
Aha! E con chi era?
 venuta da sola, credo. Io l'ho presentata ad un mio amico.
Nome ed indirizzo.
 uno che  ben lontano da queste cose.
Questo lo decideremo noi. Nome ed indirizzo.
Asa Heshel Bannet.  insegnante in un seminario teologico.
Abita in via Bagatella numero...
Era solo al ballo?
No. Con sua moglie.
Nome?
Hadassah Bannet.
Hadassah Bannet, eh? E chi altri c'era con lui?
Una cugina di sua moglie. Masha Zazhitska, moglie del colonnello
Yanek Zazhitsky.
Dove abita il colonnello?
In viale Uyazdover. Non so il numero.
Che cos'ha a che fare il colonnello con questo gruppo?
Ma che gruppo! Dio mio, il colonnello  lontano le mille miglia
da queste idee.
Voi conoscete il colonnello personalmente?
Gli fui presentato tanto tempo fa. Quando era ancora un pittore
sconosciuto.
Il funzionario gett un'occhiata obliqua alla donna seduta alla
scrivania. Hai sentito? disse. Si parte da uno di quei covi alla
Shviento-Yerska e si arriva alla casa di un colonnello polacco. Sua
moglie  ebrea, no? disse, tornando a rivolgersi a Hertz Yanovar.
Come si chiamava prima di sposarsi?
Masha Margolis.
Masha Margolis. Hadassah Bannet. Asa Heshel. Gina Genendel.
C' una sola cosa da fare. Sbarazzarsi di tutti quanti. Sterminarli
come topi. Nella Vistola dal primo all'ultimo!
...
CAPITOLO SETTIMO.

Le giornate passavano lentamente. Hertz Yanovar continuava ad
essere trattenuto in prigione. Con la mollica di pane si era fabbricato
i pezzi degli scacchi e col manico del cucchiaio aveva inciso
una scacchiera sulla superficie della panca. Aveva scurito con polvere
e sporcizia i pezzi che avrebbero dovuto essere neri. Per ore
giocava da solo lunghe partite. Si mordeva le labbra e si grattava
la barba che gli era cresciuta dall'inizio della sua detenzione,
borbottando tra s: Se il re fa questa mossa, gli do il colpo finale.
Se invece interviene la regina, li metto tutti e due sotto scacco col
cavallo...
Quando era stanco di questo gioco, si dava alla matematica. Scarabocchiava
sul muro ogni sorta di simboli algebrici, e cercava di
risolvere l'ultimo teorema di Fermt. Sapeva che i suoi sforzi erano
inutili, visto che le migliori menti matematiche non ne erano venute
a capo, ma qualunque cosa era migliore che seppellirsi nelle
tenebre dei propri pensieri.
Hertz s'arrampic sulla panca e guard attraverso la finestra chiusa
da sbarre. Non si riusciva a vedere la strada. Dalla citt saliva
un rumore smorzato. Sotto il cielo invernale si estendeva un panorama
di tetti, di ciminiere, di comignoli fumanti. Banderuole roteavano
al vento. Un gatto avanzava lungo una grondaia. Nevic per
un poco, poi apparve un sole invernale. S, pens Hertz Yanovar,
lo avevano chiuso l dentro come un animale in gabbia, e il mondo
continuava per la sua strada. Chiss, magari anche Gina, ormai, si
era rassegnata alla situazione, come fosse diventata vedova.
Mentre se ne stava l, in piedi sulla panca, ud il rumore della
chiave nella serratura. Scese, e sedette sulla panca. Entr la solita
guardia butterata. Yanovar? Venite con me. Prendete la vostra
roba.
Dove mi portate?
Alla forca.
Yanovar non aveva niente da portarsi via. Segu la guardia gi
per le scale e poi attravers il lungo cortile. Questa volta non v'era
traccia del furgone cellulare. Probabilmente era in giro a rastrellare
persone sospette. Era bello respirare un po' di quell'aria gelida,
vivificante, posare i piedi sulle selci e sulla neve fresca. Si sentiva
il passo leggero, di un ragazzo. Gli sembrava di aspirare la fragranza
delle foreste, dei campi, della primavera vicina. Nel cortile v'era un
solo albero recinto da una ringhiera di ferro. Fu di nuovo condotto
nell'ufficio, dove vide il solito funzionario massiccio dalla faccia cosparsa
di macchie rossastre. La segretaria si affaccendava l attorno
con una candela spenta in un portacandele di vetro.
Il funzionario gett a Hertz Yanovar uno sguardo adirato. Che
cosa fa qui?
Per Pan Kacinski.
La guardia prese Hertz Yanovar per un gomito e lo introdusse
in una stanza imbiancata di recente, e arredata con uno scaffale,
un sof, delle sedie di Vienna, e una scrivania coperta con un tappeto
verde, sulla quale era posato un solo foglio di carta. Seduto
alla scrivania, un giovane sulla trentina, magro, sbarbato, con una
testa di capelli biondi pettinati indietro, e un'alta fronte da
intellettuale. Portava una casacca verde dal colletto alto, senz'alcuna
decorazione. Era difficile capire se si trattasse di una tenuta militare
o civile. Spirava in lui un'aria di seriet e di rilassatezza, l'aria di
chi si  staccato da tutte le cure ordinarie. Pan Yanovar? Sieda,
la prego.
Grazie mille.
Fuma?
Grazie.
Prego. Gradisce un bicchiere di t?
Hertz Yanovar si sent gli occhi pieni di lacrime. No, cio s,
grazie. La ringrazio con tutto il cuore.
Stach, fa' portare del t.
La guardia sbatt i tacchi, fece dietro-front, e usc. Kacinski accese
un fiammifero e lo accost alla punta della sigaretta di Yanovar,
ma per quanto energicamente Hertz tirasse, il tabacco non voleva
accendersi. Il fiammifero si consum fin quasi a bruciare le
dita di Kacinski.
Gocce di sudore imperlarono la fronte di Yanovar. Tir un'altra
volta, furiosamente, e sent finalmente il fumo.
Mi scusi. Sono un po' nervoso.
Di nulla.
I pallidi occhi di Kacinski guardavano Yanovar, ora benigni, ora
inquisitivi. Sembrava soppesare attentamente ogni parola che diceva.
Signor Yanovar, siamo spiacenti di questo incidente. Lei  stato
vittima di un malinteso.
Fu un miracolo se Hertz riusc a trattenere le lacrime.
Sono felice che alla fine la verit si sia fatta luce. Cominciavo
a temere che... Non riusc a finire la frase.
Qualcuno ha interceduto a suo favore, continu Kacinski.
Una delle pi splendide personalit della nuova Polonia, il colonnello
Jan Zazhitsky.
Molto nobile da parte sua. Conobbi il colonnello quando era
ancora agli inizi... in uno studio di via della Santa Croce.
S, lo so.  spiacevole che lei abbia dovuto ospitare gente tipo
Broide e gli altri.
Glielo avevo detto tante volte, a mia moglie.  tutta colpa delle
nostre cattive condizioni finanziarie.
Capisco. Comunque sar meglio stare pi attenti. Il comune
agente di polizia non va troppo per il sottile. Se trova della stampa
sovversiva in una casa, ne vanno di mezzo tutti quanti.
S, lo capisco. Far in modo che la cosa non debba pi
succedere.
Benissimo. Il colonnello ha passato un'ora con me, ieri sera.
Sempre parlando in suo favore. Mi ha raccontato molte cose interessanti.
Conosce a fondo la vita ebraica.
La porta si apr lentamente. Entr la ragazza che si affaccendava
con la candela, portando un bicchiere di t con un cucchiaino. Sul
piattino v'era un'unica zolletta di zucchero.
Kacinski sorrise.
Panna Yadzha, non riesce proprio mai a portare un bicchiere
pieno!
La ragazza gett un'occhiata bieca su Yanovar. Si  versato.
 una fissazione da vecchia massaia, quella di non riempire mai
il bicchiere.
La ragazza usc con passi pesanti. La faccia di Kacinski torn a
farsi seria.
Prenda il suo t, la prego, signor Yanovar. Mi dica, che tipo
di persona  Asa Heshel Bannet? Lei lo conosce, vero?
Benissimo. Siamo molto amici. Insegna in una scuola femminile,
il Chavazeleth. E anche nel seminario teologico.
Non  un rosso?
Niente affatto. Ha un suo sistema filosofico. Sostiene che tutti
i problemi sociali possono essere risolti con il controllo delle nascite.
Personalmente, ritengo che egli sopravvaluti l'importanza di
questo fattore.
Molto interessante. Mi  stato detto che ha rapporti con una
comunista, una certa Barbara Fishelsohn, un'ebrea convertita.
Conosco anche lei. Ma non la chiamerei davvero una
comunista.
E come la chiamerebbe, allora?
Una radicale da salotto. Una compagna di strada. Secondo me,
se lei mi permette, avrebbe bisogno di un uomo.
Pi che possibile. Signor Yanovar, vorrei parlare con lei da
uomo a uomo, indipendentemente dal posto che occupo.
Benissimo.
Signor Yanovar, tra i comunisti, la percentuale di ebrei 
straordinariamente alta.  una proporzione semplicemente fantastica. Si
rendono conto, di questo, gli intellettuali ebrei? E che cosa ne
pensano?
 una delle conseguenze della situazione disgraziata in cui
si trovano gli ebrei. A noi  negato l'accesso ai pubblici uffici, 
negato l'accesso alle industrie.  l'antisemitismo che crea il
comunismo.
Bene, ammettiamo che sia cos, ma i leader ebrei si rendono
conto che il comunismo nelle masse ebraiche provoca un antisemitismo
dieci volte, cento volte maggiore?
Sappiamo anche questo.  un circolo vizioso.
Signor Yanovar, non che voglia spaventarla, ma la situazione
sta diventando insostenibile. Oggigiorno gli ebrei sono i propagatori
del bolscevismo su tutta la faccia della terra. Non sto
esagerando. E questo mette in pericolo l'esistenza stessa della razza
ebraica.
Ma che cosa ci possiamo fare? Qui in Polonia siamo assolutamente
privi di alcun potere. La Comunit ebraica non ha alcuna
influenza sulla giovane generazione. L'unica soluzione  che le
grandi potenze ci diano la Palestina. In un paese veramente nostro,
potremo prendere le necessarie misure.
Vedo che lei  un sionista.
Non vedo altra via d'uscita.
Non voglio urtare i suoi sentimenti, ma il sionismo  un'idea
votata al fallimento. La Palestina non pu assorbire la popolazione
ebraica di Polonia. E non parlo nemmeno degli ebrei degli altri
paesi.
Comunque, senza una terra esclusivamente nostra, il nostro popolo
 perduto.
Ma ci pensi un poco, caro signor Yanovar.  assolutamente impossibile
essere cittadino polacco e nel tempo stesso fare ogni sforzo
per rifiutare questa cittadinanza e acquistarne un'altra. Un simile
atteggiamento, nel migliore dei casi, non vi mette nella posizione di
cittadini temporanei?
La posizione in cui ci troviamo, noi ebrei,  tale che abbiamo
perso qualunque possibilit di iniziativa. Noi siamo impotenti non
soltanto rispetto ai cristiani, ma anche rispetto ai nostri stessi fratelli.
Se i popoli del mondo vogliono la nostra sopravvivenza, devono
trovare il modo.
E quale sarebbe questo modo? Da un punto di vista puramente
democratico,  inconcepibile prendere una regione agli arabi per
stabilirvi uno Stato ebraico.
E quale sarebbe la sua idea personale?
Non lo so, mio caro Yanovar. Ha letto il libro intitolato II crepuscolo
d'Israele?
No. L'ho visto in una libreria.
Un'opera di alto livello... Ma di un pessimismo totale. Ne parlavo
ieri sera col colonnello. Bene, arrivederla, signor Yanovar.
Spero vorr perdonarci per i disagi che ha subito.  libero, ora,
pu andare.
Le sono estremamente grato. S, la situazione  assai triste.
Il tempo risolve tutti i problemi. In un modo o nell'altro.
Adieu.
Hertz Yanovar usc. Fuori della porta la guardia era in attesa; Yanovar
dovette subire alcune formalit. Dovette firmare una carta; gli
fu restituito il denaro che gli era stato sequestrato, e cos pure le
bretelle ed i lacci delle scarpe.
...
CAPITOLO OTTAVO.

1.

Durante le vacanze invernali, Asa Heshel poteva di nuovo andare
a letto molto tardi la sera e dormire per tutta la mattina. Per un
poco torn alle abitudini di quando era scapolo. Hadassah andava a
dormire, lui restava nel suo studio a lavoricchiare al suo manoscritto.
Le pagine erano come i suoi pensieri, un misto di fantasie e di
concetti metafisici. I suoi taccuini d'appunti erano pieni di sistemi
di condotta. Fin dalla prima giovent aveva ingaggiato una lotta
sempre persa contro la pigrizia e la dispersione. Non aveva mai imparato
a soffocare l'orgoglio, i pentimenti, il senso d'inferiorit. I
suoi dissidi con Hadassah erano diventati quasi delle crisi di follia,
gridavano, si coprivano d'invettive, venivano addirittura alle mani.
Yadwiga, la domestica, preparava i pasti, ma il cibo si raffreddava
sulla tavola, mentre loro litigavano. La bambina si metteva a piangere,
ma la madre non le badava. Hadassah prendeva dei sedativi; ancora
non riusciva a dormire. Di quando in quando Asa Heshel decideva
di farla finita con queste continue dispute, ma poi non
riusciva ad attuare il proponimento. Hadassah non smetteva mai
di lamentarsi; lo accusava di andare troppo spesso a vedere suo
figlio, e di passare troppo tempo con Adele. Parlava delle avventure
amorose che lui aveva avuto in Russia. Sospettava che facesse
la corte alle ragazze del Chavazeleth, ed era perfino gelosa di Masha,
di Stepha e di Klonya. Cominci a prendere in antipatia Hertz Yanovar,
affermando che era lui che allontanava Asa Heshel da casa.
Diceva cose crudeli sulla madre e la sorella di Asa Heshel. Portava
continuamente la piccola Dacha dai medici, e spendeva fino all'ultimo
soldo in ogni sorta di acquisti. Ogni giorno sorgevano nuovi
motivi di contrasto. Asa Heshel cominciava a temere che Hadassah
perdesse il senno.
Ora Hadassah dormiva. Asa Heshel passeggiava su e gi nel
suo studio. Si accost alla finestra e guard i campi e i prati di Mokotov,
ora tutti coperti di neve, lucenti al riflesso dei pochi lampioni.
Torn alla scrivania. Aveva sperato di fare un po' di lavoro
durante quelle vacanze, ma ormai erano quasi finite e non aveva
combinato niente.
Fu preso dal sonno e cominci a spogliarsi. Si mise a pensare alle
donne che aveva avuto. Se il tempo era un'illusione, come diceva
Kant, continuava ad averle. Chiss dove, in una sfera diversa, continuava
a vivere con Adele, con la figlia del macellaio di Berna, con
la maestra d'asilo di Kiev, con Sonia, nella tenuta vicino a Ekaterinoslav.
Che sciocchezze! Pens a Barbara. Non era strano? Lui non
avrebbe voluto andarci, a quel ballo; era stata Hadassah a condurvelo
per forza. Lo aveva letteralmente messo nelle mani della sua rivale.
Un altro esempio di come casualit e teleologia vadano per mano.
Quanto ad Hadassah, era diventata frigida; un tiro del subcosciente.
Puniva se stessa e gli altri per i sogni che non si erano avverati.
And nella stanza da letto e si coric nel suo letto. Tese le orecchie.
Dormiva, Hadassah? Si tir su la coperta e si aggiust il guanciale.
Grazie a Dio, aveva un posto dove posare la testa. Si ricord
di una notte che aveva passato sopra il tetto di un treno. Per evitare
di cader gi si era legato con la cintura dei pantaloni a una traversa.
Una scintilla della locomotiva gli era entrata in un occhio. Era tutto
sporco e affamato. Se qualcuno gli avesse detto che un giorno avrebbe
avuto un appartamento in via Bagatella con Hadassah... Si acciambell
e cerc di autosuggestionarsi secondo la formula di Cou:
Mi addormento, smetto di preoccuparmi; diventer sempre pi coraggioso,
pi sano, pi tranquillo. Strano, ma bench insegnasse
ormai da anni, ogni volta che doveva entrare in classe era preso
dal panico. Ancora oggi arrossiva, sudava, si metteva a tremare. I
sogni a occhi aperti, le fantasticherie, ancora consumavano la maggior
parte del suo tempo libero.
Cominci ad assopirsi. Era nello stesso tempo in Russia e a Varsavia.
Aveva una relazione con una delle sue allieve. Era ricercato
dalla polizia. Tutto questo aveva qualcosa a che fare con l'algebra
e con un funerale. Che diavolo mi succede? si diceva, nel sonno.
Come ho fatto a cacciarmi in questo imbroglio?
D'un tratto suon il telefono.
Asa Heshel pens fosse la sveglia. Ud Hadassah alzarsi dal letto
e aprire la porta della stanza.
Hadassah rientr.  per te.
Chi ?
Una donna.
Che donna?
Che diavolo ne so.
Asa Heshel si alz con un sospiro. Era possibile che Adele avesse
avuto l'impudenza di telefonargli a quell'ora? Forse era successo
qualcosa a David. Uscendo dalla stanza urt contro il letto della
piccola Dacha. Nel corridoio c'era la luce accesa. Asa Heshel vide
la propria immagine riflessa sullo specchio. Tutto arruffato, il
petto incavato, la faccia pallida, gli occhi stanchi. Prese il ricevitore.
Chi parla?
Ti ho svegliato? Scusami.  urgente. Sono Barbara.
Barbara? Dimmi.
La polizia ha perquisito la mia casa, disse Barbara con voce
smorzata. Volevano arrestarmi. Sono riuscita a svignarmela.
Hanno fatto domande su di te.
Su di me? Tu dove sei, adesso?
Alla stazione centrale. Non so che cosa fare. Non ho n denaro,
n il passaporto.
Asa Heshel rimase zitto. Udiva il proprio fiato sibilare attraverso
le narici. Che cosa vuoi che faccia? disse.
Forse potresti venire qui. Cos ti potr raccontare tutto. Farai
meglio a portarti una valigia.
Una valigia? E perch?
Cos sembrerai un viaggiatore. Ciao.
Asa Heshel ud il clic del ricevitore. Rimase per un momento
immobile. La lampada sopra la scrivania gettava una luce disuguale.
Hadassah entr nella stanza con una vestaglia addosso. Era
pallidissima in volto. Che sta succedendo? Non mi lasci neanche
dormire la notte.
Hadassah, mi stanno cercando. Per arrestarmi.
Per arrestarti? Perch?
Non lo so. Devo andarmene di qui, subito. Penso sia per colpa
di Hertz Yanovar. Ha dato alla polizia il nome e l'indirizzo di
un mucchio di gente.
Hadassah rimase muta. Da quando Masha aveva tentato di uccidersi
e lo zio Abram aveva avuto un attacco di cuore nella stanza
di una serva ladra, qualunque cosa le sembrava possibile.
Scosse la testa. Chi era quella donna? Mi stai dicendo delle frottole.
Ti ho detto la verit. Te lo giuro per tutto ci che ho di pi
caro.
Non credo pi ai tuoi giuramenti. Sei un bugiardo e un traditore.
Va', va' pure dalle tue donnacce! E non tornare mai pi.
Mai pi!
Si torse le mani. Le lacrime le rigarono le guance. Asa Heshel
and nella stanza da letto e si vest in fretta. Nel buio, lott coi
bottoni del colletto, con la cravatta, coi lacci delle scarpe. La sua
stanchezza era del tutto svanita. Era sorta in lui una nuova energia
rimasta fino a quel momento nascosta nel fondo del suo sistema
nervoso.
Dacha si svegli. Che fai, pap?
Mi sto vestendo. Dormi.
Dove vai?
Torner presto.
Hai picchiato la mamma?
Dio ne guardi. Come ti viene in mente?
Sta piangendo.
I singhiozzi di Hadassah si udivano dall'altra stanza. Asa Heshel
avrebbe voluto spiegarle la situazione, tornare ad assicurarla
che andava via proprio perch vi era costretto. Ma sapeva che la
cosa sarebbe andata per le lunghe, che gli avrebbe fatto perdere
del tempo prezioso. Era meglio rinunciare per il momento a rappacificarsi.
Apr un armadio e rovist finch trov una valigia.
Senza nemmeno accendere la luce vi cacci dentro qualche camicia,
dei fazzoletti, dei calzini. Hadassah entr nella stanza. Lui
era l col cappello in testa e soprabito. Lei, nella camicia da notte,
faceva una macchia chiara.
Io non ti lascio andare! disse.
Non sei mica la padrona, qui dentro!
Asa Heshel, ti prego! Ascoltami! Non te ne andare!
cominci a implorarlo. Asa Heshel! Per amor di Dio, non lasciarmi
sola! Proprio non mi vuoi pi bene?
Asa Heshel si sentiva lacerare il cuore. Avrebbe voluto rassicurarla,
ma non c'era tempo, adesso. Anzi, le si rivolt con violenza.
Che stai a fare l come un'idiota? Non me ne vado per divertimento.
Mi ha telefonato per mettermi in guardia. La polizia
polacca  piena di matti.
Dove vai? Nel cuore della notte! Quella donna vuole
rovinarti!
Lo afferr per il risvolto del soprabito e cerc di sbarrargli il
passo. Lui si strapp dalla sua presa e la spinse da parte. La bambina
cominci a gridare. Papalino, non picchiare la mamma!
Asa Heshel usc di corsa e scese le scale a precipizio. Nel cortile
si ferm. Le finestre della casa erano tutte buie. Il portiere, a
quanto pareva, era gi andato a dormire; il finestrino nell'androne
era chiuso con una coperta. Ma proprio in quel momento vi
fu una scampanellata al portone, e il portiere usc fuori in maglietta,
reggendosi i calzoni con le mani. Guard Asa Heshel e la
sua valigia. Parte? gli disse.
S. Vado a Lodz.
C' un treno a quest'ora?
S, l'ultimo.
Immediatamente se ne pent. Nel caso di un'indagine, quella
bugia avrebbe potuto avere gravi conseguenze. Fuori, sopra i tetti
di fronte, era appesa una luna perlacea. Pass un tram notturno.
Asa Heshel spicc una corsa e vi salt sopra. Sapeva che si
stava cacciando nei guai, e tuttavia provava un urgente desiderio
di arrivare alla stazione quanto pi presto possibile. Era senza
fiato, e nel tempo stesso era sbalordito di quella fretta. Che
diavolo succede? pens. Mi sono innamorato di lei? Prese
il biglietto e si sedette. Deterse il vetro appannato e guard fuori.
I negozianti avevano inaugurato una moda nuova, not, tenevano
le vetrine illuminate, anche col negozio chiuso, come usava all'estero.
In via Marshalkovska passeggiavano delle donne. I loro
occhi truccati brillavano della cupa luce di coloro che hanno perso
ogni timore di guardare nell'abisso. Asa Heshel scese dal tram
poco prima della stazione. La sala d'aspetto, violentemente illuminata,
era quasi vuota. Gli sportelli della biglietteria erano tutti
chiusi. Le lancette dell'enorme orologio segnavano le due e mezzo.
Guard verso i banchi. Barbara era l seduta, senza cappello,
con la pelliccia di caracul, e una valigia azzurra. Stava parlando
con una donna che teneva un cagnolino in grembo. Lei lo vide, si
alz, e venne verso di lui. Gli tese la mano inguantata, guardandolo
con un'espressione tra attenta e allegra. Lo sapevo che saresti
venuto.
Non possiamo restare qui, disse Asa Heshel. Dobbiamo
andare in qualche altro posto.
E dove possiamo andare? Fuori fa un freddo cane.
Lui le prese la valigia di mano e s'incammin davanti a lei. Un
poliziotto li guard con curiosit. Fece un movimento come per fermarli,
ma poi continu a passeggiare. Una palizzata separava i binari
dalla strada. Una solitaria locomotiva emetteva grossi sbuffi di
vapore. Si udiva il rumore metallico dei bidoni del latte, e un vociare
di facchini.
Barbara si mise un berretto che portava in mano con la borsa.
Dove mi stai conducendo?
Ho un'idea. Un'idea un po' pazza, ma tutta questa faccenda 
piuttosto pazza.
Dammi il braccio. Povero ragazzo, ti ho strappato dal tuo bel
letto caldo .
Che cos' successo?
 un tale pasticcio. Ero andata a trovare una mia amica, una vecchia
compagna della scuola evangelica. Abita con la famiglia in piazza
Napoleone. Tutt'a un tratto mi chiamano al telefono. Forse avrai
notato, quando sei venuto a trovarmi, il nome di un nostro vicino, il
pastore Gurnye. Ha un ragazzo di diciassette anni, che  innamorato
di me fin da quando era bambino. Dico: "Chi parla?" "Sono Peter",
dice. "Come hai fatto a sapere che ero qui?" dico. Ero spaventatissima.
Avevo pensato che forse aveva preso un male a pap. "Non dire
niente, ascolta soltanto ci che ti dico", ha detto Peter. "C' stata
la polizia, a casa tua. Hanno fatto una perquisizione. Sono rimasti
per pi di due ore, hanno guardato tutti i libri. Io ho sentito tutto.
Ti volevano arrestare. Uno sta ancora di guardia davanti al portone.
Hanno anche domandato chi veniva a trovarti. Tuo padre ha fatto
un nome: Bannet". ...Ma t'immagini? Non fosse stato per Peter,
a quest'ora sarei in prigione.
Come hai fatto a prendere la valigia?
 della mia amica. Avrei potuto passare la notte l, ma ho pensato
che la polizia avrebbe potuto rintracciarmi. I suoi genitori sono
dei tipi molto conservatori. E poi volevo avvertire te.
Hanno qualche ragione per arrestarti?
Non ho fatto proprio niente. Non hanno assolutamente nessuna
prova contro di me. Ma sai come vanno queste cose... Prima che
facciano le indagini, ti tengono in prigione. Magari avranno trovato
qualche opuscolo. Tra noi c' un mucchio di spie. I trotzkisti sono i
peggiori. Adesso sono proprio pentita d'essere tornata in Polonia.
Non puoi neanche immaginare la libert che c' in Francia. Qui  terribile.
Non sono preoccupata per me stessa, ma mio padre sar terribilmente
sconvolto. Non sta bene di cuore. E poi non ho un soldo.
Che cosa possiamo fare? Tu conosci bene Varsavia, no?
Un albergo sarebbe troppo pericoloso.
Certo. Ma ci sar pure qualche posto dove si possa passare una
notte senza documenti. Domani andr da un avvocato e sistemer le
cose. Sono certa che tu non hai di che preoccuparti. Un reazionario al
cento per cento come te!
Ma dovr provarlo a loro.
Se hai paura, puoi tornare a casa.
Non ho paura.
Davvero? Speravo che avresti risposto tu al telefono, invece
 venuta tua moglie. Quando ho detto che volevo parlare con te,
non ha pi fiatato. Pensavo che mi avrebbe sbattuto il ricevitore
sulla faccia. Dev'essere molto gelosa.
Chi non lo sarebbe?
Poveretta, mi fa molta pena. Anche se nessuno ha il diritto
di esser geloso di un altro. Il nostro corpo appartiene soltanto a
noi, come ha detto Madame Kollontai. Dove stiamo andando?
Hai mai sentito parlare di Abram Shapiro?
Mi pare che me l'abbia nominato una volta Hertz Yanovar.
Chi ?
 una lunga storia.  uno zio di mia moglie.  malato, ora.
Ha avuto un attacco di cuore. E sta in casa di un'amica... che 
poi la sua amante. Ida Prager, una pittrice. Anche lei  malata
ed  all'ospedale.  uno studio con annessa abitazione. Magari potremo
passare qualche ora l.
Dov'?
Non lontano di qui. In via della Santa Croce.
Bisogna vedere se il portiere ci lascia entrare. Ogni casa  una
prigione, qui.
Penso che ci lascer entrare. Ci va sempre tanta gente, nello
studio. Gli dar uno zloty.
Vedi, come sono stata intelligente? Il cuore me lo diceva che
tu eri l'unica persona che potesse aiutarmi. Ah,  tutto un tale
pasticcio. Dimmi,  sposato questo signor Shapiro?
 vedovo.
Chi lo assiste? Comunque, non possiamo far altro. Ti ho trattato
male l'ultima volta. Me ne sono pentita subito. C' qualcosa
di molto simpatico, in te. Non te lo dico per complimento. Sei un
vero enfant terrible. Anche tua moglie sembra una bambina.
Come fai a sapere com' mia moglie?
Oh, l'ho capito dalla voce. Perch non sei felice con lei?
Dubito che io possa essere felice con chiunque.
Perch?
Il matrimonio non  cosa per me.
 gi un bene che tu te ne renda conto.  vero... Non potrai
mai amare nessuna donna. Tu sei vittima della tua stessa filosofia.
Se l'unica cosa che conta  il piacere, non v' alcuna ragione di
darsi. Solo di prendere.
Questa  l'essenza della civilt.
Noi comunisti non la pensiamo cos. Vogliamo tanto dare
quanto prendere.
Io li ho visti soltanto prendere.
Sei proprio un bambino cattivo, e dovrei tirarti le orecchie.
Qualcuno deve averti trattato male da bambino, e non sei pi riuscito
a dimenticarlo. Che cosa vuoi che faccia la gente? Deve pur
mangiare.
Ci sono troppe bocche da sfamare. Qualunque portiere ha una
dozzina di figli.
Che cos'hai contro i portieri? Dev'essere quest'ora di notte.
 un'ora in cui tutto ci appare capovolto.
Per quanto mi riguarda, tutto mi  sempre apparso
capovolto.
S, tu ti giri e ti rigiri nel mondo come una persona con
l'insonnia si rigira nel letto. Pap ha ragione. Un ebreo come te
deve avere un dio. Pap  intelligente ed irrazionale. Io, personalmente,
ho rinunciato a tutto. Da bambina ero terribilmente pia.
Mi alzavo di notte per inginocchiarmi davanti all'immagine di
Ges. Avevo un solo desiderio: farmi monaca. La chiesa evangelica
non mi contentava. Invidiavo i cattolici. Avevo un complesso di
purezza. Pi tardi m'innamorai di un ragazzo, un cristiano. Ma
fu abbastanza furbo da sposare un'altra. Fu un colpo per me. Mi
venne l'ambizione di rendermi indipendente. In Francia ho vissuto
come in un sogno. Credevo di sapere il francese, ma quando sono
andata l nessuno capiva una parola di quel che dicevo. Andai
ad abitare presso una famiglia che mi trattava come una figlia.
Oh, avevo dimenticato di dirti che pap si era sposato, qui a
Varsavia; era stato per questo che mi avevano mandato via. La
mia matrigna era una inglese, vedova di un missionario. Che matrimonio
incredibile! Lei era cresciuta in India. Vivevano in due
mondi diversi. Grazie a Dio, se ne torn a Londra. S, amico mio;
e nel frattempo io avevo scoperto che la gente deve mangiare, e
perci mi sono iscritta al partito comunista. Siamo arrivati?
Asa Heshel suon il campanello. Barbara si agitava l attorno,
battendo i piedi sul selciato. Dopo un po' si udirono dei passi. Asa
Heshel tir fuori uno zloty d'argento.
Il portiere apr il portone per uno spiraglio.
Chi cercate?
Pan Abram Shapiro. Su nello studio.
Voi chi siete?
Siamo suoi parenti.
Nu...
Asa Heshel fece un cenno a Barbara, che pass per prima. Il
portiere rientr nel suo sgabuzzino.
Sei un bugiardo consumato, disse Barbara.
E pazzo, anche.
Al quarto piano si fermarono. Barbara si sedette sul davanzale
della finestra del pianerottolo, coi piedi penzolanti. Asa Heshel
pos le valige.
Nel buio, gli occhi di Barbara erano fissi su di lui. Che cosa
stai pensando, bambino? gli sussurr.
Ho l'impressione che tutta l'umanit sia presa in una trappola.
Non si va n avanti n indietro. E noi ebrei saremo le prime
vittime.
La fine del mondo, eh? Sei proprio come pap, tale e quale!
In che cosa consiste il vostro ebraismo? Che cosa sono gli ebrei,
in sostanza?
Un popolo che non pu dormire e non lascia dormire nessun
altro.
Magari  perch hanno cattiva coscienza.
Gli altri non hanno coscienza addirittura.
Devo riconoscerti una sola virt: sei un vero reazionario da
capo a piedi. Forse  per questo che mi piaci. Il socialismo spazzer
via tutto, sciovinismo, miseria, mentalit borghese. In certo
senso, la gente come te  utile. Contribuisce a scavare la fossa al
capitalismo.
Barbara salt gi dal davanzale. Cominciarono a salire l'ultima
rampa.

2.

Quando furono davanti alla porta dello studio, Asa Heshel fu
d'un tratto colpito dalla sua propria stupidit. La gente non fa
irruzione nelle case nel cuore della notte, in casa di una persona
malata, per di pi. E con un'estranea, per di pi. Da quando
Abram era malato, Asa Heshel non era andato a trovarlo neanche
una volta. Aveva rimandato quella visita da un giorno all'altro.
Lo disgustava il pensiero del cambiamento che Abram doveva
aver fatto in sguito alla sua crisi di cuore; nonch il pensiero di
dover ascoltare i suoi discorsi rassegnati. Aveva sempre provato
una grande avversione per i medici, le medicine, i funerali e tutte
le persone che s'incontrano negli ospedali e nei cimiteri, che
sembrano trovare un segreto godimento nelle sventure degli altri.
Negli ultimi giorni era vissuto in una specie di nebbia; non
aveva risposto a nessuna lettera, si era dimenticato di pagare i
conti, era andato in giro con le tasche piene di carte dimenticate.
Aveva contratto un prestito presso l'Associazione degli Insegnanti,
era giunta a scadenza la prima rata d'ammortamento, ma non
aveva i cinquanta zloty necessari. Ormai le vacanze invernali stavano
per finire ed avrebbe dovuto mettersi a preparare le sue lezioni
per la ripresa dei corsi. Era in arretrato di varie settimane col
mensile che doveva passare ad Adele, e non si era pi fatto vivo
con lei, n era andato a vedere suo figlio David. Aveva perfino
evitato sua madre e Dinah. Ora si rese conto che questa sua improvvisa
irruzione da Abram lo avrebbe cacciato in un'altra rete
di complicazioni. Hadassah sarebbe venuta a sapere con chi lui andava
in giro. Nel parentado vi sarebbero state altre chiacchiere.
Sarebbero venuti a saperlo anche a scuola. Fu l l per dire a Barbara
che era meglio rinunciare ed andarsene. Ma era troppo esausto.
D'altronde nulla aveva pi importanza, ormai. Succeda quel che
deve succedere. Suon il campanello. Per un tempo che parve
assai lungo nell'interno dell'appartamento non s'ud alcun rumore.
Poi avvertirono dei passi. La porta si apr. Sulla soglia apparve
Avigdor, il pi anziano dei generi di Abram, il marito di Bella.
A quanto pareva, non era ancora andato a dormire. Portava un
gabbano a tre quarti e un piccolo zucchetto. La sua faccia quadrata
era bianca come il latte. Gli occhi pallidi guardavano con stupore
di miope dietro le spesse lenti degli occhiali.
Buona sera. Lei probabilmente non mi riconosce, disse Asa
Heshel.
S, che la riconosco. Lei  Asa Heshel. Perch stanno sulla
soglia? Entrino. Shalom aleichem.
Grazie. Un po' tardi, per una visita, eh?  una situazione
particolare... Le presento la signorina Fishelsohn.
Buona sera. Mio suocero non faceva che chiedere di lei. Si
domandava come mai lei non venisse a trovarlo. Sua moglie
viene tutti i giorni. Lui non vuol sentire neanche una parola
contro di lei. Quando prende in simpatia qualcuno, gli rimane fedele
sino all'ultimo.
Come sta?
Non troppo bene. Ma lei lo conosce. Non si arrende cos facilmente.
Ora dorme. Sta un po' meglio, ma il pericolo non 
superato. Ha bisogno di un'assistenza continua. Questa notte  il
mio turno di guardia. La notte scorsa c' stato il marito di Stepha.
Che cosa  successo? Come mai avete queste valige?
Forse avr saputo che hanno arrestato Hertz Yanovar.
Lo hanno gi rilasciato.
S, ma ha dato alla polizia una quantit di nomi e indirizzi.
Son venuto a sapere che mi stanno cercando per arrestarmi.
A lei? E perch? Che stupidaggine! Il guaio  che qui non c'
posto per dormire. Mio suocero sta nel letto grande, e io mi arrangio
sulla branda l vicino. Per dirvi la verit, non riesco a
chiuder occhio. Mi vengono ogni sorta di pensieri. Be', noi due
ci aggiusteremo in qualche modo. La signorina dovr adattarsi a
dormire su una poltrona.
Oh, grazie, ma non ho affatto sonno, disse Barbara in polacco.
 tutto un malinteso. Contro di me non hanno assolutamente
nulla.
Ma certo, cara signorina! Ma una volta che si sia caduti nelle
loro grinfie,  un guaio. La cosa migliore  non aver niente a che
fare con quella gente. Vi far un po' di t.
Oh, prego, non si disturbi.
Per nulla. Basta mettere su l'acqua, e la stufa a gas fa il resto.
Bene, entrate. Io non ho nessuna paura. Mi arrestino pure, se
vogliono. Se si occupano loro di mantenere la mia famiglia, io me
ne sto in prigione volentieri.
Lo studio era in un disordine incredibile. V'erano una quantit
di tele, libri, giornali, riviste, sparsi dappertutto.
Attraverso i vetri incrinati e sporchi del lucernario si vedevano
chiazze di neve e brandelli di cielo notturno. Nel mezzo della
stanza si ergeva una stufa di ferro con un lungo tubo, sul quale
erano posati ad asciugare degli asciugamani. Avigdor and in cucina
e ne torn poco dopo.
Ho messo su l'acqua per il t, disse. Se volete qualcosa
da mangiare, c' un po' di pane e burro. Ditemi, che novit ci
sono? In campo commerciale le cose non vanno troppo bene.
Conosco un ebreo di via Nalevki che dice che a noi succede come ai
fedeli alle Diciotto Benedizioni, uno esce prima e un altro esce
dopo... Ma tutti, prima o poi, dobbiamo uscire.
Lei ha un negozio? disse Asa Heshel.
Negozio  dire troppo. Si tira avanti mollica per mollica.
Volevo andare in Palestina, ma non hanno voluto rilasciarmi il
permesso. Bisogna appartenere a un partito. Se no, non sei un
essere umano. Dicono che il rabbino di Ger andr a stabilirsi in
Palestina. Il rabbino di Bialodrevna si oppone decisamente all'idea.
E pi ancora del rabbino Reb Moshe Gabriel. La vecchia
generazione sa una cosa sola: verr il Messia. Se la prende comoda
per.
Lei frequenta la casa di preghiera di Bialodrevna? domand
Asa Heshel, tanto per dire qualcosa.
Ogni giorno. A volte il mattino, a volte nel pomeriggio. Un
momento, l'acqua star bollendo. Corse fuori della stanza.
Barbara sorrise ad Asa Heshel. Che ometto curioso, disse.
Non  curioso affatto, rispose Asa Heshel. Gli uomini
come lui sono la spina dorsale dell'ebraismo.
Un'altra delle tue esagerazioni. Che cos'? Un piccolo bottegaio.
Uno zero.
Ai tuoi occhi, forse, ma non ai miei. Sono questi piccoli zeri
che per duemila anni hanno portato l'ebraismo sulle loro spalle...
Come pure il cristianesimo. Sono loro che hanno sempre porto
l'altra guancia.
E per amore di chi si dovrebbe porgere l'altra guancia? Per
amore di Mussolini?
Io non dico che si debba porgerla. Io non sono cristiano.
E non sei neanche ebreo.
In quel momento udirono nell'altra stanza uno starnuto, un grugnito
e un passo pesante. Il pavimento cigol.
Asa Heshel e Barbara alzarono gli occhi. La porta della stanza
da letto si apr, e sulla soglia apparve Abram.

3.

Asa Heshel aveva pensato che Abram, per la malattia, si fosse
dimagrito, invece lo trov pi massiccio di prima. Il suo pancione
rotondo gli sporgeva di sotto l'accappatoio, che gli si apriva sul
petto vasto e peloso. Era rosso in faccia. I capelli intorno alla
pelata erano tutti arruffati. Rimase a fissare Asa Heshel e Barbara
con i suoi grandi occhi neri che non avevano ancora perduto il
loro splendore. Sopra le folte sopracciglia, l'ampia fronte era attraversata
in tutta la sua larghezza da una profonda ruga sinuosa.
Barbara lo guardava sbalordita. Le ricordava certi satiri che si vedono
nelle vetrine degli antiquari.
Ci volle un po' prima che Asa Heshel riuscisse a parlare. Ti
sei alzato? disse. Dormivi?
S, sono io... il morto! disse Abram con voce contraffatta.
Fate la vostra confessione, sono tornato per strozzarvi.
Avigdor arriv dalla cucina con due bicchieri di t. Quando
vide Abram fece un passo indietro, e i bicchieri traballarono sul
piattino. Pap! Che cosa vi salta? Non dovete alzarvi dal
letto!
Ho fatto tante cose che non dovevo, rispose Abram in tono
aspro. Peccato pi peccato meno...
Pap, voi vi uccidete. Se Mintz lo sapesse, diventerebbe
furioso.
Faccia pure. Questi mediconzoli non servono a nulla.
Asa Heshel si alz e mise una sedia presso il tavolo per Abram.
Abram fece un passo con le sue logore ciabatte. Cerc di sedersi
pian piano, ma cadde di peso sulla sedia. Si port una mano al
petto. Riesco a far tutto. L'unico guaio  che le gambe non mi
reggono pi. Il peso  eccessivo.
Mi dispiace che ti abbiamo svegliato.  accaduta una cosa,
d'improvviso, e...
Non mi avete svegliato. Dormo fin troppo. Sono in ibernazione,
come un orso in una caverna. Ho sentito la tua dolce voce e
sono uscito fuori. Dunque, sei venuto, finalmente! Benedetto sia
l'ospite.
Permettete che vi presenti: Pan Abram Shapiro, Panna Barbara
Fishelsohn. Una strana visita, eh?
Onoratissimo di conoscerla. Niente  strano, al mondo. Che
cosa ti ha costretto a farmi questa visita? Dovresti vergognarti di
non essere mai venuto.
Me ne vergogno, infatti. Tu sai la storia di Hertz Yanovar.
Ha dato alla polizia i nomi di tutti i suoi conoscenti. E cos adesso
mi cercano per arrestarmi.
Stanno cercando anche me. Chiedi a mio genero.  stato qui un
poliziotto. Mi sospettano di non so quale furto. Ho la fortuna di
essere malato. Comunque, che cos'hai da temere? Tu sei tanto comunista
quanto io sono un ladro.
Ma ti tengono dentro ugualmente, per un paio di settimane a
dir poco.
Se scappi ti terranno dentro due anni. Va' dall'avvocato Breitman.
 un mio amico. Quanto a me, fratello, ormai ho un piede
nella fossa. Una volta volevo lasciarti una fortuna, nel mio testamento,
ma adesso temo dovrai contribuire alle spese del mio funerale.
Bene, fintanto che siamo qui, siamo qui. Mi dica, signorina,
 di Varsavia, lei? Si volse a Barbara e le fece quella domanda in
polacco.
S, ma sono appena tornata dall'estero.
Conosco due famiglie Fishelsohn. Una commercia in tessuti
e l'altra in pellami. A quale delle due appartiene, lei?
Barbara si morse il labbro, imbarazzata. N all'una n all'altra,
temo.
Non sar per caso lituana?
Dio ci scampi!
Una volta conoscevo le genealogie di tutta Varsavia. Ma ormai
non sono pi informato. C' un proverbio: "Il prestigio delle
famiglie  sepolto nei cimiteri".
Pap, visto che siete alzato, potreste prendere la vostra medicina,
disse Avigdor.
A che pro?  come mettere le mignatte a un morto. Sarete
stanchi, no? Si volse ad Asa Heshel e a Barbara. Dove possiamo
mettervi? Non c' nemmeno della biancheria.
Mille grazie, disse Barbara. Se non do disturbo, io passerei
la notte seduta qui.
Come potrebbe darmi disturbo? Una volta ero un tipo galante...
Avrei dormito per terra per cedere il mio letto a una signora,
ma ormai  troppo tardi anche per questo. Non ho pi la forza di
far niente. Come fa ad avere questi occhi cos ardenti? Sembra che
mandino scintille.
Pu darsi che siano ardenti, ma li odio, questi occhi.
Eh? E perch? Cerco di farle un complimento, e risulta proprio
l'opposto. Si dice che gli occhi siano lo specchio dell'anima. Gli
occhi ebrei sono famosi per il fuoco che hanno. I gentili hanno paura
di restarne bruciati. Scusami, Asa Heshel, ma gli occhi azzurri
dei gentili sono freddi e slavati come i loro cervelli. Forse  per
questo che sono cos spietati.
Pap, ecco la vostra medicina; possa farvi pro!
Abram ingoi la cucchiaiata e fece una smorfia. Qualche goccia
del liquido gli cadde sulla barba. Puah! Grazie. Dov' stata
all'estero?
In Francia.
A Parigi, eh? Ci sono stato. Tanto tempo fa. Una citt allegra,
u-a! Le donne non sono poi cos belle come dicono, ma hanno un
qualcosa... di chic. Comme i comme a, oh la-la. E i borsaioli di
Parigi sanno il loro mestiere, eccome! Mi tagliarono la tasca della
giacca proprio a regola d'arte. Salii in cima alla torre Eiffel e vidi
tutta Parigi come fosse sul palmo della mia mano. E poi, come-si-chiama,
Ntre-Dame, e Place de la Concorde. Vendono salsicce calde
con la mostarda, l. Be', comunque. Mi dica, li lasciano in pace,
gli ebrei in Francia?
I reazionari se la prendono sempre contro le minoranze.
Anche l? Qui in Polonia  amara come il fiele. Il mondo intero
si allea per soffocarci. In questi giorni ho il tempo di leggere i giornali.
Tutti battono sullo stesso chiodo: gli ebrei, gli ebrei! Gli ebrei
sono tutti bolscevichi, banchieri, massoni, speculatori di Wall Street.
Ci incolpano di tutti i peccati del mondo. Gli altri sono tutti immacolati.
Puri e innocenti come agnellini. Trotzkij, Rothschild, e il rabbino
di Ger, siedono tutti insieme a mangiare il budino del Sabato.
I Savi di Sion passano il tempo in qualche caverna a studiare i modi
per distruggere il mondo. E quell'Hitler  una bestia malvagia. Se,
Dio ne scampi, arriva al potere, ne vedremo delle belle.
Mi scusi, ma i capitalisti fanno tutto il possibile per farlo arrivare
al potere in Germania. Compresi i capitalisti ebrei, disse
Barbara.
Oh, allo stesso modo che gli antisemiti danno la colpa di tutto
agli ebrei, voi di sinistra date la colpa di tutto ai capitalisti. Ci deve
essere sempre un capro espiatorio. Io sono ben lungi dall'essere un
borghese; se la mia malattia durer ancora un po' non rimarr pi
un soldo per comprarmi un sudario. Con tutto questo, non posso
sopportare certe sciocchezze. Che cosa fa poi di tanto malvagio, il
capitalista? Il capitalista compra e vende.
E allora, secondo lei, di chi sarebbe la colpa se ci troviamo
nella crisi attuale?
Della natura umana. Potete chiamare l'uomo con tutti i nomi
che volete, capitalista, bolscevico, ebreo, goy, tartaro, turco,
qualunque cosa, ma la verit vera  che l'uomo  una cosa schifosa.
Se lo picchi, si mette a urlare. Ma se  l'altro che viene picchiato,
allora costruisce una teoria. Speriamo che nell'altro mondo le cose
andranno meglio. Vieni un po' di l con me, Asa Heshel. La signorina
Barbara ci scuser.
Abram si appoggi con tutt'e due le mani ai lati della sedia e
fece una smorfia come se provasse un violento dolore alle viscere.
Asa Heshel lo aiut ad alzarsi. Abram mosse qualche passo, poi si
ferm. Trasse un fazzoletto dalla tasca dell'accappatoio e si asciug
il sudore dalla faccia. Nella stanza da letto, una sedia era piena di
bottigliette, flaconi, scatole di pillole; piatti e bicchieri sporchi erano
disseminati dappertutto. Come pure libri e giornali. Abram deposit
cautamente la sua mole sul letto, e si appoggi a tre cuscini
sul capezzale.
Ah, credi pure, non sono pi che un guscio rotto, grugn.
Quando sto qui a letto, riesco ad adattarmi, ma quando mi alzo,
trovo che tutta questa storia non vale una presa di tabacco. Il cuore
di un uomo non vale un accidenti. Be', comunque, penso che non
durer per molto. E, se vuoi sapere la verit, ci sputo sopra a tutto
quanto. Avevo pensato di farmi cremare, ma che importanza ha!
Anche i vermi hanno diritto di mangiare, no? Anche loro hanno
moglie e figli. Be', parliamo di cose pi piacevoli. Come te la passi,
tu? Come vanno le tue avventure? Chi  quella ragazza? Non che
voglia farti la morale, ma devo dire che non dovresti comportarti
cos.
Te l'ho detto, sono ricercato, mi vogliono arrestare.
Certo, se vai in giro con gente simile ti arresteranno dieci volte.
Ti terranno in gattabuia per un pezzo. E non sar certo io a dar
cauzione per farti uscire. Hadassah si consuma gli occhi dal piangere.
Non  certo tipo da lamentarsi, ma lo vedo benissimo quel
che sta passando. Hai un'amica migliore di lei? Ti ha aspettato per
anni e anni. Per te ha voltato le spalle a tutto. E tu ora la ripaghi
in questo modo. Che cos'? Non l'ami pi?
L'amo molto.
E allora perch la martirizzi cos? Avanti, parla francamente.
Abram, io non sono un uomo di famiglia!
Te ne sei accorto adesso? Vorresti divorziare, eh?
Voglio essere lasciato in pace. Non posso pi reggere questo
fardello.
E che cosa vorresti diventare, un vagabondo?
Non ce la faccio pi. Sono mortalmente stanco.
Che sei stanco, si vede. Vuoi un po' di cognac? Me l'ha ordinato
il medico.
No, non mi gioverebbe.
Siedi. I tipi come te si stancano coi loro pensieri. Chi  quella
donna?
La figlia di un missionario.
E una comunista, per di pi?
Cos dice.
Aha! Bene. Chi semina raccoglie. Sono proprio contento che
presto non ci sar pi. Si stanno preparando brutti tempi, per voi
giovani.
Ci distruggeranno tutti.
Abram sollev un sopracciglio. Chi? Di che stai parlando?
Siamo stati spinti in una trappola... Dal punto di vista economico,
dal punto di vista spirituale. Sotto tutti i punti di vista.
 per questo, se non altro, che dovremmo essere uniti.
Perch? Non si pu dire che ci vogliamo cos bene.
Bella roba. Sono qui nel mio letto di morte, e devo essere io
a confortare lui. La fine del mondo non  ancora arrivata.
 arrivata la fine del nostro mondo.
Tu sei pazzo. Hai ceduto alla depressione. Che cos' che vorresti
fare? Metterti a sedere e piangere?
Personalmente, non so pi come andare avanti. Dacha  malata.
Hadassah non pensa che ai medici. Mi ossessiona con i suoi continui
rimproveri.
Piantala! Lasciami morire in pace. Dimmi, che cos' che vuoi
fare esattamente? Vuoi convertirti?
Voglio piantare tutto e andarmene via.
E dove? Ah, fratello, avevo tante speranze su di te. Mi hai
dato una gran delusione.
Non pi di quanto l'ho data a me stesso.
Tu sei un vigliacco, fratello. Ecco la verit. Vuoi fuggire da
tutto. Te ne andrai in giro per un po' con questa tua nuova scoperta,
e presto ne avrai fin qui anche di lei. Di questo passo finirai
per ucciderti.
Asa Heshel non rispose. I grandi e scuri occhi di Abram lo fissarono
lungamente dietro le pesanti ciglia. Il solco in mezzo alla fronte
si fece pi profondo, come una ferita. Dopo un poco Abram lasci
ricadere il capo sui guanciali e chiuse gli occhi. Rimase immobile
per un po'. Poi apr un occhio. Vieni a darmi un bacio.
Asa Heshel si pieg sul letto e baci Abram sulla fronte. Abram
alz le braccia e circond le spalle di Asa Heshel. Io credo in
Dio, mormor. Muoio da ebreo.
...
CAPITOLO NONO.

1.

Barbara pass le poche ore che restavano prima dell'alba affondata
in una poltrona. Appoggi i piedi su uno sgabello, si copr con la
sua pelliccia di caracul, e s'addorment. Asa Heshel non chiuse occhio.
Udiva Abram russare nella stanza da letto. Ogni tanto si svegliava;
Avigdor si alzava dalla branda, si affaccendava l attorno, tornava
a coricarsi. Asa Heshel passeggi un poco in punta di piedi. Provava
un senso d'avventura da lungo tempo dimenticato. Era bello trovarsi
in una casa sconosciuta con una donna sconosciuta, senza denaro,
in una situazione complicata. Si ferm presso la finestra e
guard fuori. Mi sto uccidendo, pens, su questo non c' dubbio.
Ma perch, perch? Perch non ho fede. Non ho quel minimo
di fede senza la quale non si pu esistere. Quell'umilt che  amicizia,
desiderio di allevare figli, volont di sacrificarsi per gli altri.
Non si pu neanche far carriera, senza di essa. Ma come posso salvarmi?
In che cosa posso credere? Odio Dio, odio lui e la sua
creazione. Come si pu amare un Dio morto, un Dio di carta?
Sono kaputt, kaputt!
Sedette su una sedia e si assop. Si svegli di soprassalto, poi
s'addorment di nuovo. Si avvoltol nel suo cappotto, e s'infil le
mani nelle maniche. Perch sospira tanto, Abram? Che cosa star
pensando? Ha paura della morte, nonostante tutte le sue spacconate.
Tutti ne hanno paura, e tutti muoiono. Com' schifosa la
creazione!
All'alba si addorment. Quando si risvegli era giorno fatto. Il
sole gettava una luce rossastra sui quadri. Barbara stava in piedi in
mezzo alla stanza, eretta, molto pallida. I suoi grandi occhi neri,
come quelli di un grande uccello, erano fissi lontano. Ti sei svegliato,
finalmente, disse. Fa un freddo terribile. Forse possiamo
scendere, e andare A prenderci una tazza di t.
Il portone era gi aperto. Dall'altra parte della strada c'era un
caff illuminato con una lampada a gas. V'era un solo cliente, seduto
a un tavolo. La cameriera non era ancora arrivata. Il padrone
stesso serv loro t e panini. Barbara non bevve subito il suo t,
ma tenne il bicchiere tra le mani per scaldarsele. Che cosa hai
intenzione di fare adesso? gli domand.
Vado da mia madre. Bench, se la polizia fa una perquisizione
a casa mia, trover il suo indirizzo e verr a prendermi l.
Dove abita? Io vado a raccontare tutto al mio avvocato.
Quando e dove ci ritroviamo? Facciamo alle sei davanti all'Opera?
Se non mi vedi arrivare, vorr dire che mi avranno arrestato.
Lo stesso per me.
Mangiarono in silenzio. Il caff si riemp di gente. La strada si
anim. Entr un venditore di giornali. Barbara compr il Corriere
del Mattino. Guard i titoli e fece una smorfia. Si mise a leggere
l'articolo di fondo. Appariva di volta in volta arrabbiata e rattristata.
Asa Heshel l'osservava. Come si somigliano tutti i credenti!
Come odiano le reciproche fedi! Come sono sicuri della propria!
Chiuse gli occhi per un momento. Era caldo, l dentro, quasi fin
troppo. V'era un odore di caff, di latte, di biscotti appena sfornati.
Tir fuori una matita e un pezzo di carta, e cominci a tracciare
linee, circoli, lettere, numeri. Se davvero la polizia lo ricercava, tutto
era perduto. Non gli avrebbero mai pi permesso di insegnare. E
anche se non lo avessero arrestato, la situazione sarebbe stata ugualmente
tutt'altro che buona. Era indebitato fino agli occhi. Disegn
un uccello con un becco lunghissimo, la cresta di un gallo e la coda
di un pavone. Entro i contorni scrisse pi volte la cifra cinquecento.
Era questa la somma di cui aveva bisogno.
Quando Barbara se ne and, Asa Heshel telefon a casa sua per
chiedere se c'era stata la polizia. Ma appena Hadassah ud la sua
voce riappese immediatamente il ricevitore. Asa Heshel non era
andato a trovare sua madre da molto tempo. Prese un tram che passava
per via dei Francescani. N sua madre n Dinah venivano mai
a trovarlo a casa sua, in via Bagatella. Parteggiavano sempre per
Adele. Ogni quindici giorni Adele portava David a far visita alla
nonna. Ancora si rivolgeva alla vecchia chiamandola mamma. E
Finkel, alludendo ad Hadassah, ancora la chiamava quella l.
Finkel aveva visto la nipotina Dacha soltanto due volte, una Volta
quando era ancora in fasce, e la seconda volta qualche mese prima.
David sapeva un po' di yiddish; Dacha capiva soltanto il polacco.
Era impossibile per la nonna avere una qualsiasi conversazione con
la bambina. Le aveva domandato: Gli vuoi bene, a pap? In
yiddish, e poich la bambina non aveva dato risposta, aveva commentato:
Un po' shiksa.
Tutto appariva irreale, ad Asa Heshel: l'aver passato la notte
fuori di casa, andare a trovare sua madre al mattino cos presto.
Era come se fosse di nuovo scapolo. A quell'ora mattutina, la miseria
del quartiere in cui abitava sua madre lo colp pi di ogni altra
volta. Le scale erano coperte di sporcizia. Sugli scalini erano seduti
dei bambini avvolti in cenci. Giocavano con sassolini e con gusci.
Una bambina aveva uno sfogo sulla fronte. Un ragazzetto con un
piccolo zucchetto in testa, riccioli laterali disordinati, corse fuori
da una porta con un libro di preghiere in mano. Chiam qualcuno
con un nomignolo, e corse di nuovo dentro. La figlia di Dinah, Tamar,
venne ad aprirgli. Era piccola e minuta, e assomigliava a suo
padre, Menassah David. Aveva una gran testa di capelli scuri, il
petto alto, occhi marrone, e una faccia larga disseminata di efelidi.
Aveva studiato alla scuola ortodossa Beth Jacob, e sapeva l'ebraico
altrettanto bene del polacco. Aiutava in casa fin dall'et di dieci
anni. Il pomeriggio lavorava come aiuto-contabile in un negozio di
stoffe di via Gensha. Quando Asa Heshel buss, stava affettando
una cipolla sull'acquaio. Si asciug le mani sul grembiale.
Zio Asa Heshel, disse, che bella visita. La nonna sar
contenta.
Dov'? E tua madre?
La mamma  andata al mercato. La nonna sta pregando. Pap
 andato alla casa di preghiera; Jerachmiel  alla yeshivah, e Dan
alla kheder.
Che novit? Mi sembra un secolo che non vi vedo.
Dovresti davvero vergognarti. Giusto l'altro giorno la nonna
diceva: "Lo vediamo tanto di rado quanto il medico". Come sta David?
E Dacha?
David deve andare a non so quale raduno, credo. Dacha ha
mal d'orecchi. E tu che cosa fai, Tamar?
La ragazza sorrise. Che cosa dovrei fare? disse. La mattina
aiuto in casa, e il pomeriggio vado a lavorare; ecco come passo le
giornate. Abbiamo fondato un gruppo femminile dei Lavoratori Religiosi.
Cerchiamo di ottenere i permessi per andare in Palestina.
Hanno creato una sezione femminile, nella fattoria vicino Mlava.
Pensi di andare in Palestina?
Perch no? Che cosa si pu fare, qui? La situazione del commercio
 terribile. Nessuno paga. Tutti comprano a credito. Ci sono
mucchi di cambiali protestate. Il vecchio  un tale burlone. Quando
viene un cliente a pagare un conto, gli dice: "Vedo che lei  un tipo
all'antica. Nessuno paga pi, oggigiorno". Ci fa morire dal ridere.
Comunque, una ragazza non pu andare in Palestina da sola. Danno
i permessi soltanto per famiglie.
Ti dovrai sposare, allora? Ho sentito che combinano finti
matrimoni.
Noi no! Perch stai l col cappotto addosso? Ti prenderai un
raffreddore.
La porta della stanza attigua si apr e la madre di Asa Heshel
entr in cucina. Ogni volta che la vedeva provava un colpo. Si faceva
sempre pi vecchia e rattrappita. Non aveva ancora sessant'anni,
ma sembrava ne avesse ottanta. La testa, dai capelli tagliati corti,
era coperta da uno scialle. Sul naso a becco le posava uh paio
di occhiali. In una mano teneva un fazzoletto e nell'altra un libro
di preghiere. Asa Heshel le and incontro e la baci. Lei lo guard
sorpresa, sorridendo. Non ti si vede pi, disse. Avevo detto
a Dinah di telefonarti, per sapere qualcosa di te. Non hai una buona
cera.
Questa notte non ho dormito troppo bene.
E perch non dormi bene? Un uomo della tua et dovrebbe
farsi dei bei sonni. Come stanno i tuoi?
Tutti bene.
Ti stai allontanando sempre pi. Forse non hai tempo, immagino.
Non c' da meravigliarsi, con tutti i pesi che hai sulle spalle.
Vuoi un bicchiere di t? C' anche un po' di torta avanzata dal
Sabato. Dinah torner tra poco. Ce l'ha con te. Tamar, prepara il
t per lo zio. Perch stai qui in cucina? Vieni di l, bench, a dir
la verit, qui fa pi caldo.
S, mamma, stiamo qui.
Tamar, sgombra quella sedia. E anche il tavolo. Nel frattempo,
io devo finire le mie preghiere.
Si volt, e torn nell'altra stanza. Tamar si affaccend a preparare
il t. Affett un limone. Usc dalla cucina e un momento dopo
torn con la focaccia del Sabato.
Come sta tuo padre? le domand Asa Heshel. Riesce a guadagnare
qualche soldo?
Tamar scroll le spalle. Niente. Ha due allievi, ma non pagano
mai. Jerachmiel mangia alla yeshivah. Hanno avuto un po' di soldi
dall'America. Dan aiuta lo scaccino, il venerd. E guadagna uno
zloty. La ragazza mostr due file di denti radi.
E tu? Non dovevano darti un aumento?
 gi tanto se non mi licenziano.
Asa Heshel bevve il t e mangi un boccone della focaccia rinsecchita,
lasciando il resto sul piatto. Sapeva che per i ragazzi sarebbe
stata una manna. Era in arretrato di pi di cento zloty, nel sussidio
che dava a sua madre, ma in questo momento tutto il suo patrimonio
ammontava a quattro zloty. E mancavano ancora quasi due
settimane allo stipendio della scuola. E non aveva lasciato niente
ad Hadassah. Quanto ad Adele, e al denaro che le doveva, era meglio
non pensarci. Se non fosse riuscito a farsi imprestare almeno un
centinaio di zloty subito, sarebbe praticamente morto di fame.
Ingoi una sorsata di t e scosse il capo, stupito di fronte alla sua
situazione. Abram ha ragione, pens. Mi sto proprio uccidendo.
Cominci a raccogliere le briciole della focaccia e se le metteva
in bocca. Mentre se ne stava l a sorseggiare il t, pens che non
era ancora troppo tardi per porre fine alla sua avventura con Barbara.
Ma la sua esistenza era troppo grigia, ed egli aveva assolutamente
bisogno di trovare qualcosa a cui aggrapparsi. Tra le anime
spente di cui era circondato non si riusciva a respirare.
Dopo aver scambiato qualche parola con la madre e con Dinah,
che era tornata dalla spesa, and nella stanza da letto e si distese
sul letto. La carta da parati veniva gi a brandelli; da una parete
all'altra erano stese file di panni ad asciugare. Dinah gli aveva detto
che non era pi prudente stendere i panni sul terrazzo, che li
rubavano.
La porta si apr, e sulla soglia comparve Menassah David. Portava
una giacca sbrindellata, che attraverso gli squarci mostrava
l'imbottitura. Gli stivali erano rotti, i tacchi interamente consumati.
Il lurido cappello gli posava di sghimbescio sopra lo zucchetto. Sotto
gli occhi ridenti, la barba scompigliata gli copriva quasi interamente
la faccia. Teneva uno scialle rituale sotto un braccio.
Dormi, eh? "Misero te, o dormiente! Sorgi, invoca il tuo Dio!"
Non c' ragione di disperarsi, credi a me! Ogni tristezza proviene
dall'impurit. Da una piccola favilla pu divampare una grande
fiamma.
Menassah David. Sei tu? Che ora ?
Non  mai troppo tardi. Tutto ci che l'uomo deve fare  pentirsi.
La redenzione giunger in ogni caso; e come la si potrebbe
impedire? Basta un pensiero pio per riequilibrare la bilancia.
Menassah David, fammi il santo piacere di piantarla con le tue
chiacchiere. Si ud dietro di lui la voce di Dinah. Dan non ha
un paio di scarpe da mettersi, e lui si mette a blaterare i suoi
sermoni.
Tutto andr per il meglio. "Colui che ci d la vita ci dar anche
il cibo". L'unica cosa  aver fede.
Mentecatto, lascialo dormire. Non lo tormentare.
E a che cosa serve dormire? Quando uno dorme non ha libera
volont. Alzati, Asa Heshel, danziamo.
Cominci a oscillare avanti e indietro, battendo le mani. Infatti,
che bravura c'era nel mostrarsi allegri in tempi d'abbondanza? La
vera grandezza stava nel darsi alla gioia quando l'acqua continuava
a salire.

2.

Asa Heshel si addorment. Quando si svegli erano quasi le tre.
La madre e Dinah cercarono di trattenerlo, ma lui insiste che doveva
andare. Promise che sarebbe tornato il giorno dopo. Si era alzato
con la persuasione che il tempo stringeva. Dove poteva trovare un
po' di denaro? Usc. Stava nevicando fitto. Si ferm davanti a una
libreria. La vetrina era piena di libri scritti in ebraico e in yiddish:
romanzi, poesia, teatro, opuscoli politici, una rivista revisionista che
propugnava la lotta contro le manovre dei sionisti e la loro politica
conciliante verso l'Inghilterra.
Mentre se ne stava l a guardare attraverso quel vetro impolverato
si rese conto con chiarezza che non sarebbe riuscito a trovare
il denaro in nessun posto. Pens di andare da Hertz Yanovar, ma
gi gli doveva venti zloty. E poi, ogni volta che lo vedeva, Hertz
gli leggeva i protocolli della sua societ di metafisica, storie di
dybbuk, di poltergeist, di un pesce che gridava: Ascolta, o Israele.
O di un bambino sotto la culla del quale ardeva un fuoco.
Comunque, Hertz probabilmente non sarebbe stato in casa. Durante
il giorno era sempre nella biblioteca di via Koshykova. Si tolse il
cappello e ne scosse via la neve. S'incammin verso la casa di Adele.
Lei lo avrebbe rimbrottato, ma che importava? Aveva la chiave
dell'appartamento, ma non l'adoper, e suon il campanello. Adele
venne ad aprire. Rimase a guardarlo con un'espressione dubbiosa,
come fosse incerta se farlo entrare o no.
Non mi riconosci? disse Asa Heshel.
Oh, ti riconosco, eccome! Pulisciti le scarpe.
 in casa David?
 al congresso del Shamrim.
Asa Heshel si pul le scarpe sullo stuoino. Inal n odore di
carne al fuoco, di patate e di cipolle fritte. Si rese conto d'un tratto
d'aver fame. Gli balen un ricordo della Svizzera, quando andava
a dar lezione a certi bambini, e la loro madre era sempre occupata
in cucina, a cuocere, a friggere. Ah, come sono caduto in basso!
pens. Disse forte: Che cosa scrive, David?
 pieno d'entusiasmo. Pensa! L'hanno messo nel comitato. Uno
su centinaia di delegati. Ha mandato una fotografia. Ha un ideale.
Bene, togliti il palt. Entra. Vuoi pranzare?
Ho finito adesso.
Peccato. Ogni volta che vieni, hai appena finito di mangiare.
Cominciavo a pensare ti fossi dimenticato il mio indirizzo.
Nel soggiorno, sul tavolo c'era una scodella di minestra interrotta
a met. Adele si sedette dinanzi ad essa. Asa Heshel si lasci andare
sul divano. Adele fin in fretta la minestra e spinse da parte la
scodella.
Bene, che cosa ti ha portato qui? disse. Forse volevi vedere
se eravamo morti di fame?
Prendila come vuoi.
Fintanto che David avr sua madre, sar al riparo dalla fame,
disse Adele con fermezza. Gli ho dato il denaro per il viaggio, e
un po' di zloty per le minute spese. La maggior parte dei delegati
sono ragazzi di famiglie abbienti, e non voglio che il mio bambino
si senta a disagio. Non hai una bella cera. Che ti succede?
Sono due notti che non chiudo occhio.
Che cos' accaduto? Tua moglie ha le doglie?
Asa Heshel le disse che era ricercato dalla polizia. Parl di Barbara.
Ammise che aveva passato la notte con lei in casa di Abram.
Non sapeva nemmeno lui perch dicesse tutte queste cose ad Adele;
per vanit mascolina, per farla ingelosire, o per farle capire una volta
per sempre che lei non poteva contare assolutamente sul suo aiuto?
Adele lo ascoltava in silenzio, lanciandogli ogni tanto occhiate oblique,
le narici dilatate. Insinu subito ch'egli stava allacciando una
relazione con questa Barbara. Un po' le dispiaceva che egli si immergesse
in questo fango, ma era pur venuto il giorno della sua
vendetta su Hadassah. Del resto, era sempre stata sicura che le cose
sarebbero andate cos. Quando un uomo tradisce una donna, tradir
sempre anche tutte le altre. Quanto a lei, lo aveva gi considerato
come perduto da un pezzo. C'era una sola cosa di cui si rammaricava:
di non riuscire a odiarlo come si meritava. Il suo rancore
verso di lui era sempre stato temperato dalla piet. Lo guardava,
seduto l, pallido come un morto, col suo vestito spiegazzato, la
cravatta male annodata, e provava l'impulso di ammonirlo e di soccorrerlo.
Perch uno doveva correre cos verso la propria rovina,
si domandava. Che cosa strana. Si ricord di un viaggio che aveva
fatto con lui da Ginevra a Losanna e poi a Briga. Avevano mangiato
al ristorante della stazione, e avevano guardato, le montagne
che sovrastavano il villaggio come immense mura, i fianchi coperti
di vigneti.
Perch non mangi qualcosa? disse. C' tanta roba.
No, rispose lui. No, grazie.
Almeno prendi un bicchiere di t. Usc dalla stanza, e torn
con un piatto di carne per s ed un bicchiere di t per Asa Heshel.
Mangiando, lo guardava sconcertata. Come poteva, un uomo della
sua et, comportarsi come un ragazzo irresponsabile? Che cosa gli
passava per la testa? Come poteva, un padre, dimostrare cos poco
interesse per suo figlio? Era strano, ma sembrava che proprio questo
suo comportamento anormale le avesse in certo modo impedito
di risposarsi.
Spesso le veniva in mente che fintanto che questo rebus rimaneva
insoluto, lei non poteva liberarsi del tutto da lui. Aveva una nebulosa
convinzione che lui non avrebbe avuto altro che delusioni, con
ogni altra, e sarebbe tornato a lei.
Che cosa pensi di David? gli domand. Vuole andare in Palestina.
Che cosa ne sar di lui, laggi? Se avesse voglia di continuare
gli studi diventerebbe un genio.
Il mondo ci sputa sopra, sui nostri geni.
Dice che far ottenere un permesso anche a te. Ha preso molto
da te, ma non ha i tuoi difetti. Non so come sia possibile. Sa tutto
delle tue gesta, ma ti difende. Dovresti vedere i ragazzi che vengono
a trovarlo. Sono vere personalit. Tutti dediti alla causa. Pronti
a ogni sacrificio. Non riesco a capirli. Una generazione completamente
nuova.
Non potendo venire peggio di me,  venuto meglio.
Se non altro, riconosci di essere quello che sei. Comunque, non
 il caso di sentirsi cos sconfitti. Anche tu hai le tue qualit. Ah,
perch le cose son dovute andare cos! Ti amavo talmente!
Si spavent delle sue proprie parole, ma ormai le aveva dette.
Asa Heshel chin la testa. Nessuno pu costruire nulla, su
di me.
Ma perch, perch?
Sono malato. Fisicamente e spiritualmente.
S,  vero. Sei malato. Adele afferr al balzo questa frase.
 per questo che non posso avercela con te. Se fossi al tuo posto
andrei da uno psichiatra.
Allora ogni ebreo al mondo dovrebbe andare da uno psichiatra.
Ogni ebreo moderno, voglio dire.
Forse hai bisogno di denaro. Posso imprestartene un po'. Di
quanto hai bisogno?
No, Adele. Non potr mai restituirtelo.
Che cosa conti di fare?
Mi baloccher ancora per un poco.
Con che cosa? domand lei. Con le vite umane.
E con che altro?
Si alzarono in piedi.
Tu mi hai fatto molto male. Ma non farne anche ad Hadassah.
Io ho le spalle larghe, lei, invece,  malata. Non sopravyivrebbe.
Mentre diceva queste parole prov la strana sensazione che fosse
un'altra persona a parlare con le sue labbra. Era sua madre morta
che aveva parlato, la sua voce, la sua intonazione.

3.

Asa Heshel pass quella notte con Barbara in casa di una comunista
gentile di via Leshno. Affinch il portiere non si accorgesse che
degli estranei trascorrevano la notte nella casa, la coppia vi si rec al
principio della sera, prima che il portone venisse chiuso, e ne usc a
mattino inoltrato. Fu data loro una stanzetta buia che conteneva un
letto e un lavabo zoppicante. La mattina dopo alle undici i due salirono
sul tram numero nove. L'avvocato che Barbara aveva consultato
il giorno prima l'aveva consigliata di tornare a casa il pi presto
possibile, dicendo che quanto pi fosse rimasta nascosta, tanto pi
difficile si sarebbe fatta la sua situazione. Lo stesso poteva dirsi per
Asa Heshel. Barbara si aspettava che nel momento stesso in cui
fosse rientrata a casa sarebbe stata arrestata; sicuramente c'era un
poliziotto in attesa sul portone o vicino ai Giardini Sassoni. L'avvocato
le aveva promesso che se fosse stata arrestata, l'avrebbe fatta
uscire dietro cauzione; ma non si poteva esser sicuri n di quale sarebbe
stata l'accusa n se il giudice istruttore avrebbe concesso la
libert su cauzione.
Ora se ne stava seduta in silenzio, raggomitolata, guardando attraverso
il finestrino appannato, che tergeva continuamente col
guanto. Che strano gioco stava giocando il destino con lei? Fintanto
che era stata sola, nessuno le aveva dato fastidio; ora che aveva
trovato un amante, doveva mettersi nelle mani della polizia. Cerc
mentalmente di giustificare il sacrificio che stava compiendo per
amore del proletariato, ma chiss come, quella mattina tutto il suo
zelo sociale sembrava svanito. Tutti quei lavoratori che vedeva l
fuori, carrettieri, portieri, erbivendoli gentili del mercato, non sapevano
che lei stava soffrendo per loro. E se anche l'avessero saputo,
che cosa gliene sarebbe importato? Quella grassona dalle guance
rosse, per esempio, seduta a quella bancarella di scarpe; suo marito,
probabilmente, era un ciabattino, ma che cosa gliene importava a lei,
della classe operaia? Passava il suo tempo a correre in chiesa, a baciare
la mano al prete, e a maledire gli ebrei e i bolscevichi. Dopo la
rivoluzione, lei sarebbe stata tra gli eletti, mentre Barbara avrebbe
dovuto difendersi dall'accusa di essere la figlia di un ecclesiastico.
Perch diavolo doveva fare proprio lei la parte del capro espiatorio?
Cerc di scacciare questi pensieri borghesi. Avrebbe avuto bisogno
di qualche incoraggiamento, in quel momento. Ma chi avrebbe potuto
darglielo? Rimpianse di essere tornata in Polonia, e anche di
aver iniziato una storia con questo pessimista con moglie e figli, e
che mancava del pi piccolo barlume di fede nell'umanit. Caro Dio
del cielo, se suo padre avesse saputo come si stava comportando la
sua Barbara! Era sicuro che lei fosse ancora vergine. Chiuse gli occhi.
Dopo la notte di lussuria viene la punizione, pens. Proprio
com' scritto nei libri sacri.
All'angolo di via Krulevska, Barbara scese dal tram. Fece il gesto
di baciare Asa Heshel, ma erano impediti dalla falda del cappello.
Avrebbe voluto dirgli qualcosa, ma non c'era tempo. Gli strinse un
polso. Il tram si rimise in moto mentre lei stava scendendo. Asa Heshel
si fece strada fino alla piattaforma. Attraverso la nebbia intravide
ancora la sua pelliccia di caracul, e il pallido ovale del suo volto.
Lei lo salut con la mano e si volse come se volesse rincorrere il
tram, come se all'ultimo momento si fosse pentita di averlo lasciato.
Il tram prosegu verso il boulevard del Nuovo Mondo, piazza delle
Tre Croci, e viale Uyazdover. Asa Heshel cominci a rievocare l'ebbrezza
della notte scorsa, i baci, gli abbracci, le parole ardenti, ma
tutto questo gli aveva lasciato un sapore amaro. Ricord che, nell'uscire,
Barbara gli aveva detto:  questo il tuo laboratorio di
felicit!
In via Bagatella scese dal tram, ma invece di andare direttamente
a casa, come aveva deciso di fare, travers la strada per assicurarsi
che non vi fosse nessuno in attesa davanti al portone.
Non v'era nessuno. Entr in un ristorante e telefon a Barbara.
Aveva sperato che venisse lei stessa a rispondere, invece ud la voce
aspra del padre. Riappese. Dopo qualche momento chiam casa
sua. Rispose la domestica.
Sono io, Yadwiga, disse.
Ges Maria! Il signore!
 venuto nessuno a cercarmi? domand. C' stata la
polizia?
La polizia? E perch avrebbe dovuto venire la polizia?
 in casa la signora?
S, vado a chiamarla.
Mentre aspettava si rese conto che stava accumulando errore
su errore. Non avrebbe dovuto far parola della polizia. Non era impossibile
che il telefono fosse sorvegliato. Magari adesso stavano gi
circondando il ristorante. Ma ormai era troppo tardi.
Di nuovo ud la voce di Yadwiga. Sua moglie non vuol parlarle.
 meglio che venga a casa.
Usc, ma invece di andare a casa, si mise a camminare per via
Marshalkovska. Il fatto che la polizia non si fosse fatta viva non
era una prova che non lo stesse cercando. Magari c'era un poliziotto
nascosto in qualche posto. Continuava a camminare a
lunghi passi, e ogni tanto si voltava per vedere se fosse seguito.
Che voce acuta aveva il vecchio, riflett a proposito del padre
di Barbara. Probabilmente l'avevano arrestata. D'un tratto si
ferm. Fece dietro-front e torn sui suoi passi. Faccio conto
di essere un aristocratico francese e che mi stanno portando alla
ghigliottina, pens. Mi rimangono soltanto quindici minuti di
vita. Se non altro ho passato una bella nottata.
Ogni tanto si fermava per trarre un profondo respiro. Alz
gli occhi al cielo. V'erano delle nuvole, ma le finestre degli ultimi
piani riflettevano il sole. L'aria era fragrante. Gli uccelli cinguettavano.
Probabilmente, tra poco sarebbe scoppiato un temporale.
Vide luccicare qualcosa, per terra. Un brillante? No, soltanto
un pezzo di vetro.
Arriv a casa. Aveva la chiave dell'ascensore, ma sal a piedi.
Abram s che era un uomo di coraggio! Sapeva come vivere e come
morire. Aveva ancora in s la linfa che aveva nutrito il loro popolo
in tutte le ore buie che aveva passato. Era proprio un vero
ebreo in senso biologico.
Premette il bottone del campanello. Yadwiga venne ad aprire.
Proprio come aveva fatto Adele il giorno prima, esit un momento
prima di farlo entrare. Diede un'occhiata nel soggiorno; non c'era
nessuno. And nel suo studio. Era stato messo tutto in ordine,
erano stati lavati i vetri, lucidato il pavimento. La scrivania era
stata sgombrata di tutti i libri e le carte, come se lui se ne fosse andato
via per sempre. Gli venne in mente che  cos che succede quando
uno muore. Sulla scrivania era posato un avviso dell'ufficio delle
imposte.
La porta si apr e Hadassah fece capolino nella stanza. Sembrava
smagrita; era tutta ben pettinata. Evidentemente aveva cominciato a
usare la cipria. Lo guard in silenzio.
Avanti, entra, disse lui. Prendi una rivoltella e sparami.
Volevo soltanto dirti che ho venduto l'appartamento.
Lui la guard con aria interrogativa. Che vuoi dire?
Mi hanno offerto millecinquecento dollari. Affitter un appartamento
a Otwotsk. Dacha non resiste al clima di Varsavia. E poi
nemmeno io ho nessuna ragione di star qui.
L'hai portata di nuovo dal medico?
C' stato un consulto.
E chi  che ti d millecinquecento dollari?
Pap e la mia matrigna. Abbiamo discusso la cosa. Spero che tu
non farai obiezioni. Non mi sento pi di restare qui a Varsavia.
Andr a seppellirmi a Otwotsk, in attesa che Dio mi riprenda
finalmente.
Vuoi che ci separiamo?
Perch? Se vorrai venire a Otwotsk, starai con noi.
Asa Heshel non si rendeva ragione di come fosse potuto accadere
tutto questo. Quando le aveva prese, Hadassah, queste decisioni?
Quando aveva avuto il tempo di parlarne con la matrigna? Comunque,
si rendeva conto che questa era l'unica soluzione; era nella logica
delle cose, come si esprimevano i filosofi.

* * *

Quel giorno successero parecchie cose. Ida mor nell'ospedale ebraico.
Il rabbino di Bialodrevna mor durante le preghiere della sera.
I chassidim avrebbero voluto nominare rabbino Reb Moshe Gabriel,
ma Reb Moshe Gabriel rifiut. Dopo molte insistenze, Aronne
acconsent ad assumere il sacro fardello sulle sue spalle. Ma non
per molto. Aronne stava progettando di andare in Palestina con
un gruppo di giovani chassidim. La corte di Bialodrevna era ormai
bell'e finita.
...
PARTE DECIMA.

CAPITOLO PRIMO.

Alle due tombe che anni prima Reb Meshulam Moskat aveva comprato
dall'ufficio della Comunit, se n'erano aggiunte altre in tal
numero da fiancheggiare un intero viale. Giacevano tutti l, ora, uno
accanto all'altro: Meshulam e la sua seconda moglie, Joel e Regina
Ester, Nathan e Saltsha, Abram, Hama, Dacha, Perla. Tra loro v'erano
anche le tombe di Moshe Gabriel e di un paio di nipoti. La lapide
di marmo sopra la tomba di Meshulam dominava su tutte le
altre. L'iscrizione elencava tutte le sue virt, la sua conoscenza
della Torah, la sua filantropia, la sua onest negli affari. Sulla lapide
di Abram, Stepha, la figliuola minore, aveva fatto incidere il
nome, oltre che in ebraico, anche in caratteri latini, secondo la moda
corrente. Sopra la tomba di Moshe Gabriel, i chassidim di Bialodrevna
avevano progettato di erigere un monumentino con una luce perpetua,
com'era giusto per quel sant'uomo, ma da quando Aronne
se n'era andato in Terra Santa la corte chassidica di Bialodrevna si
era praticamente dispersa e non v'era n il denaro per farlo costruire
n chi s'interessasse alla cosa.
Soltanto tre figli di Meshulam erano ancora vivi, ora: Pinnie,
Nyunie e Lia, che era in America. Pinnie era ancora proprietario
di uno dei palazzi che aveva ereditato alla morte del vecchio, e
da questo traeva di che vivere. La casa di preghiera di Bialodrevna
in via Gzhybovska esisteva tuttora, e Pinnie passava l la maggior
parte del suo tempo, leggendo il Talmud o discutendo di politica.
Bench la guerra tra la Polonia e la Germania sembrasse imminente,
Pinnie era ottimista. Fishel, il primo marito di Hadassah, era anch'egli
un assiduo lettore di giornali. E ammoniva che a meno di un
miracolo, Hitler sarebbe diventato, Dio ne scampi, il padrone del
mondo. Fishel si era sposato una seconda volta, e ora aveva bambini.
Lui, Pinnie, e pochi altri, restavano ancora tra i fedeli di Bialodrevna.
Era vero che il loro rabbino era andato in Palestina e che
i pellegrinaggi per il Nuovo Anno si eran dovuti abbandonare, ma
questo poco importava. Un santo rimane un santo. Alla casa di preghiera
giungevano lettere in cui si diceva che nella colonia Nachlat
Yechiel, cos intitolata in omaggio all'antico rabbino di Bialodrevna,
fondata da Aronne con un'altra ventina di chassidim, le antiche
pratiche religiose erano scrupolosamente osservate. I chassidim di
Bialodrevna che si erano staccati ed erano entrati a far parte di altre
corti erano considerati uomini di poca fede. Ogni Sabato il gruppo
dei fedeli si riuniva nella casa di preghiera di Bialodrevna. Si udivano
anche acute voci di ragazzi. Poi gli anziani ripetevano antiche
parole di saggezza di Bialodrevna. Certo, le cose in Polonia andavano
male. Gli antisemiti non stavano mai in ozio. E la giovane generazione
era debole ed incapace. Ma gli antichi profeti, i saggi, i dotti,
non avevano forse predetto la venuta di giorni come questi, doglie
della nascita del Messia? Era l'eterna lotta. Quanto pi le sacre
potenze si accrescevano, tanto pi aumentava la sfida delle forze
del male. I chassidim cantavano e sospiravano finch le stelle non
erano alte nel cielo. Per allungare la durata del Sabato ritardavano
l'accensione delle candele.
D'inverno, ogni sera del Sabato, i chassidim si radunavano a
casa di Fishel, in via Gnoyna, per consumare insieme il pasto
tradizionale. La moglie di Fishel, figlia di una ricca famiglia,
aiutava a servire. Nonostante che Pinnie fosse zio di Hadassah,
partecipava anch'egli a queste riunioni. In vecchiaia, Pinnie si era
allontanato dal resto della famiglia Moskat. Non andava mai a
trovare neanche l'unico fratello che gli restava, Nyunie, che aveva
voltato interamente le spalle al costume chassidico. Ma l'eresia non
gli aveva giovato. Pinnie aveva saputo che davanti al negozio di
Nyunie, in via della Santa Croce, sostava ogni giorno un picchetto
di studenti polacchi per avvertire gli eventuali clienti che il proprietario
del negozio era ebreo. E che Nyunie aveva perfino ricevuto
delle bastonature da parte della canaglia fascista.
E pertanto, che gusto c'era a scimmiottare i gentili? Non era
gi abbastanza provato che quanto pi gli ebrei s'indebolivano nella
loro fede, tanto peggio gli andavano le cose?
Il vecchio Meshulam Moskat era stato un re tra gli ebrei; e
con tutti i loro difetti, i suoi figli avevano procurato di restare
ebrei. Ma i nipoti avevano tralignato completamente. I generi
di Joel erano dei poveri. I loro figli erano diventati artigiani. La
secondogenita di Abram, Stepha, era diventata infermiera nell'ospedale
ebraico, dopo essersi separata dal marito medico. Due dei
figli di Lia erano cresciuti in America; e praticamente non si
distinguevano dai goym. Lo stesso Pinnie aveva ben poco di che
rallegrarsi; una delle sue figlie era morta di parto, un'altra era
andata a stabilirsi in Francia col marito. Delle due ch'erano rimaste
a Varsavia, una aveva sposato un avvocato, e la pi giovane,
Dosha, era impiegata come ragioniera in una banca. Quanto a Masha,
l'apostata, si diceva che suo marito l'avesse piantata. Hadassah
era andata a rintanarsi in un sobborgo di Otwotsk. Gli unici tra
i nipoti di Meshulam Moskat, a parte il rabbino Aronne, che ancora
seguivano la tradizione, erano i figli di Perla, ma gli altri
sapevano ben poco di loro, poich abitavano nella parte settentrionale
di Varsavia e andavano in pellegrinaggio dal rabbino di Ger.
Erano passati pi di vent'anni dalla morte del vecchio Moskat,
e il suo reame ebraico di piazza Gzhybov era andato in rovina da
un pezzo.
I chassidim chiacchieravano, si arrotolavano sigarette, bevevano
acquavite. Nel mezzo delle conversazioni e delle bevute, Fishel
e il suo aiutante Anshel, si ritiravano in un'altra stanza. Nel momento
in cui finiva il Sabato e iniziava la nuova settimana il telefono
cominciava a squillare. Fishel aveva un vasto giro d'affari.
Se il suo matrimonio con Hadassah avesse funzionato, e lui fosse
rimasto genero di Moskat, avrebbe assunto nella famiglia il posto
del vecchio Meshulam. Ma Hadassah lo aveva lasciato per un miscredente.
Certe donne dicevano che Hadassah aveva giurato di
non mostrare mai pi la sua faccia a Varsavia. Non abitava proprio
a Otwotsk, ma a qualche distanza, nel villaggio di Shrudborov, nel
cuore della foresta. Suo marito viveva con un'altra donna. Le donne
sussurravano che Fishel non l'aveva ancora dimenticata. Ma
come si fa a sapere la verit, su queste cose?
Dopo il pasto, Pinnie se ne tornava a casa sua in via Shliska. Andare
a far visita a Nyunie era fuori questione. A parte il fatto che
Pinnie non poteva sopportare la mondanit del fratello, Nyunie
era andato ad abitare in tutt'altra parte di Varsavia: in via Bagatella.
Chi si azzardava a frequentare quartieri come quelli? Chiss
se il portiere avrebbe aperto il portone a un ebreo in gabbano?
Inoltre, Bronya, la moglie di Nyunie, era un'insopportabile brontolona.
Pinnie, perci, era rimasto praticamente solo. Camminava
per la strada, guardando dentro ogni portone. Nella casa un tempo
occupata da Meshulam abitava gente sconosciuta. Nel corso
degli anni, le case avevano cambiato diversi proprietari.
Pinnie doveva camminare in fretta. Presso via Shliska cominciava
il quartiere gentile, e un ebreo poteva trovarsi nei guai.
I nazisti polacchi avevano l'abitudine di andare in giro con dei manganelli
di caucci, e manganellavano gli ebrei che incontravano.
Ad attraversare i Giardini Sassoni si rischiava la pelle. Uno dei
suoi nipoti, figlio della sua primogenita, all'universit doveva
ascoltare le lezioni sempre in piedi, poich gli studenti gentili non
permettevano che un ebreo si sedesse, oppure esigevano che sedessero
in un ghetto di banchi separati dagli altri. E questi
idioti insistevano sul loro diritto di sedersi con i nemici d'Israele.
Pinnie si gratt la barba grigia. Ah, che cos'era diventata la
Polonia! Che cos'era diventato il mondo intero! Un covo di
canaglie!
Pinnie si sent sollevato quando il portiere gli apr il portone.
Qui, nel suo cortile, era il padrone. Nessuno avrebbe osato toccarlo,
qui. I pochi anziani gentili della casa ancora lo salutavano
con un cortese buon giorno. Hannah, sua moglie, gli apr la
porta. Nei primi anni del loro matrimonio avevano litigato senza
tregua, ma ora, in vecchiaia, Hannah lo aspettava, la sera, e non
andava a letto fintanto che lui non era rientrato. Quando lui usciva
di casa, adesso, lei stava sempre con l'ansia che potesse cadere
nelle mani della canaglia e prendersi una bastonatura. Sapeva bene
che sarebbe bastato un colpo per spacciarlo. E poi, aveva bisogno
di averlo sempre vicino per parlare delle loro figlie e dei nipoti.
Pinnie si sedette al tavolo, mentre Hannah preparava un po'
di t.
Bene, come vanno le cose da Fishel? gli domand.
Che nessun buon ebreo abbia mai di peggio.
Finiranno per chiudere la banca. Il governo si prender tutto.
Mazal tov. Ci vuol dire che Dosha rimarr senza impiego.
Magnifico. E per di pi, una vecchia zitella. Che vergogna e che
sciagura.
 tutta colpa tua.
Pinnie prese fuoco. Te la prendi con me, adesso! Ascoltami
bene. Sono vecchio, ormai, e non ho pi la forza di litigare. Ma se
ti metti a tormentarmi con quella tua linguaccia velenosa, prendo
e me ne vado. Vendo la casa per quattro soldi, magari, ma non ho
nessuna voglia di sopportare le tue matterie.
Ma senti, ma senti, il signorino si  offeso! Che cosa ho detto?
Gli altri padri fanno in modo che una figlia non rimanga l ad
aspettare che le vengano i capelli grigi.
E una madre come si deve alleva delle figlie come si deve, e
non delle shiksa! reag Pinnie. Sei tu che l'hai mandata in queste
scuole moderne. Tu, ce l'hai trascinata, con le tue mani, razza
di sporca lituana!
Hannah scosse la testa imparruccata. Va' a dormire! disse.
Non sai neanche quel che dici!
Pinnie si assorb nella lettura della preghiera prescritta prima
di coricarsi. Si mise a passeggiare avanti e indietro per la stanza,
mormorando frasi e perdendosi in cupi pensieri. Ma che cosa
volevano, dunque, queste donne? Erano loro la causa di tutti i guai,
e poi davano la colpa agli uomini. Gli uomini dovevano darsi da
fare, dovevano sgobbare, mentre loro se ne stavano comodamente
sedute in casa come principesse, e passavano il tempo a lamentarsi.
E qual era il risultato di tutto questo? Che gli uomini morivano
prima del tempo e loro campavano fino alla pi tarda et. Varsavia
era piena di vedove. Pinnie si arricciava la barba e i rimasugli dei
suoi riccioli laterali. Sua moglie non gli aveva dato requie quando
erano giovani, e continuava a torturarlo anche in vecchiaia.
Non fosse stato una persona civile avrebbe preso un bastone e
le avrebbe spaccato il cranio. Ma no, non era nel suo carattere.
Doveva sopportare e starsene zitto. Magari era una punizione per
i peccati che aveva commesso. Cominci a recitare forte, scandendo
bene ogni parola:

Alla mia destra  Michele. Alla mia sinistra  Gabriele.
Davanti a me  Uriel. Dietro di me  Raffaele. Sopra il mio capo
 la divina presenza di Dio. Nella Tua mano depongo il mio
spirito. Tu mi hai redento, o Signore, Dio di verit...
...
CAPITOLO SECONDO.

Quando Hadassah aveva ceduto l'appartamento di Varsavia e si
era trasferita a Shrudborov, il commento della famiglia era stato
ch'ella si era volontariamente esiliata in Siberia. Avevano pronosticato
ch'ella sarebbe morta di solitudine, e Dacha sarebbe venuta
su come una selvaggia, senza alcuna disciplina. Si dicevano
che in quella regione, d'inverno, la neve era tanta ch'era impossibile
andare a far la spesa. Inoltre, non c'era nessun ebreo, in quei
paraggi. Ma gli anni passavano e Hadassah non moriva; e Dacha
si era rimessa in salute perfettamente.
L'appartamento che Hadassah aveva preso in affitto le costava
pochissimo. D'estate, lei e Dacha potevano farsi una bella provvista
di legna per la stufa, e inoltre raccoglievano una quantit
di funghi e di fragole. Le contadine delle fattorie circostanti vendevano
latte e uova quasi per niente. Avevano anche un giardino
dove Hadassah coltivava verdure ed ortaggi e teneva dei polli. La
scuola che Dacha frequentava era lontana pi di un chilometro,
ma la bambina non doveva far la strada da sola. Il padrone di casa,
un russo, aveva tre figlie, e le quattro bambine andavano e venivano
da scuola tutte insieme. Hadassah si era portata da Varsavia
tutti i suoi mobili e i suoi libri. Aveva anche una radio e un
fonografo. Asa Heshel le passava quindici zloty la settimana, e
suo padre Nyunie gliene dava altri dieci. Lei stessa cercava di
arrotondare le entrate con lavori di cucito.
Nelle giornate di sole se ne stava sulla veranda, allungata su un
lettino pieghevole, del tipo in uso nei sanatori, gli occhi riparati
con occhiali da sole, e passava il tempo a leggere o a cucire. Quando
faceva freddo passava tutta la giornata a letto. Dacha, quando
era libera dalla scuola, la aiutava nelle faccende domestiche. La
famiglia russa aveva preso Hadassah sotto le sue ali. La ragazza
pi grande portava l'acqua, spazzava i pavimenti, e accendeva la
stufa. In contraccambio Hadassah le ricamava vestiti e sciarpe.
La moglie del padrone entrava continuamente da lei per vedere
se avesse bisogno di qualcosa. Era anche lei in una situazione analoga
a quella di Hadassah; Vanya, suo marito, se ne andava a Varsavia
per intere settimane lasciandola completamente sola. Si diceva
avesse un'amante, l, la moglie di un maggiore russo. La
villa era quanto rimaneva di una tenuta anteguerra, il podere era
di un'ottantina di acri, ma di terreno sabbioso; la costruzione
era malandata, e il pozzo a una distanza proibitiva. I russi che
venivano a villeggiare l d'estate pagavano soltanto un terzo dei
prezzi di Otwotsk. La donna non cessava mai di parlare di suo
zio, esattore, che era stato fucilato dai bolscevichi; degli ufficiali
coi quali ballava quando era ragazza, e di suo marito Vanya, quel
buffone, quel buono a nulla, che non faceva che mangiare, bere,
dormire, e spassarsela con donne. Ogni volta che tornava a casa la
picchiava, e lei andava in giro con un occhio nero. Lui si stendeva
sul letto e dormiva per l'intera giornata. Oppure prendeva il
fucile, e partiva con i suoi cani per una giornata di caccia. Ogni tanto
tornava con una lepre, e la famiglia, per una volta tanto, mangiava
un po' di carne.
La signora invidiava Hadassah.  vero, il marito di Hadassah
non era certo un compagno molto devoto, ma a confronto di suo
marito si comportava da vero signore. Quando veniva, il sabato
mattina, portava sempre un regalo per Dacha. E non picchiava mai
Hadassah, n l'insolentiva, n la mortificava di fronte agli altri.
Se ne stava tranquillo a leggere un libro sotto un albero. Giocava
coi bambini. I suoi vestiti erano sempre puliti e assestati. Era sempre
accuratamente rasato. Non mancava mai di salutarla e di scambiare
qualche parola con lei, n di portare delle riviste alla sua
figliuola pi grande. Entrava nello spirito dei giochi dei ragazzi,
si arrampicava sugli alberi, inseguiva il capro, spingeva l'altalena.
A volte prendeva l'ascia e, alla sua goffa maniera cittadina, spaccava
la legna per tutt'e due le famiglie. Poi si stendeva nell'amaca
appesa tra due pini, e leggeva, prendendo appunti con una piccola
matita.
A volte, il sabato, oltre al marito, venivano anche altri visitatori,
venivano delle amiche e cugine di Hadassah, Klonya, Masha,
Stepha, Dosha. Nella villa vi era una certa animazione. Le signore
portavano regali per le bambine, cioccolatini, cappellini, grembialini,
giocattoli, dolciumi, in scatole e pacchetti dai vivaci colori.
Bisognava preparare le stanze per gli ospiti, e non v'erano mai
discussioni per il prezzo. Le signore erano tutte sopra la quarantina,
ma di aspetto giovanile e molto eleganti. Klonya e Stepha, 
vero, erano un po' robuste, ma Hadassah, Masha e Dosha mantenevano
tuttora la loro figura slanciata. Quando giocavano a palla
in giardino, si sarebbe potuto prenderle per delle ragazze. Soltanto
guardandole pi da vicino si potevano notare i fili bianchi nei loro
capelli tagliati corti, e le piccole rughe agli angoli degli occhi.
Il marito di Hadassah era alquanto stempiato, e la sua alta figura
era leggermente curva. Ma Hadassah giurava che era esattamente
cos quando lo aveva conosciuto, a diciannove anni. Ognuna di
queste signore di Varsavia aveva le proprie abitudini. Appena mangiato,
Dosha Moskat inforcava un paio d'occhiali e si metteva a
leggere un libro od una rivista, voltando rapidamente le pagine,
come se divorasse le righe stampate. E non alzava pi gli occhi
fino all'ora di riprendere il treno per Varsavia. Masha si dedicava
alle bambine. Raccontava delle storie, proponeva indovinelli,
insegnava loro a cucire. Il suo accento polacco era stranamente chiaro
e scandito, come quello di una attrice. Stepha mangiava di buon
appetito, e appena alzata da tavola andava a stendersi sul letto
e si addormentava. Hadassah e Klonya, tenendosi per mano, partivano
per lunghe passeggiate. La moglie di Vanya sapeva la storia
di ciascuna di loro; tutte quante, tranne Klonya, avevano avuto
lo stesso nonno, un certo Meshulam Moskat, un milionario. Le loro
storie le erano perfettamente chiare, pure incontrava una certa
difficolt a capire queste ebree ed il loro modo di vivere. Fumavano
sigarette, s'ingolfavano in discussioni serie, ridevano senza un motivo
apparente, e litigavano per cose che in realt non avrebbero
dovuto avere alcun interesse per delle donne. Parlavano del problema
ebraico, della Palestina, della religione, dicevano la loro
opinione sui libri che leggevano, inframmezzando di parole e di
frasi yiddish i loro discorsi in polacco. I loro occhi neri brillavano.
S'incipriavano la faccia, si mettevano il belletto sulle guance, e lo
smalto sulle unghie ben curate. L'altra gente del posto provava
sempre un certo disagio, quando questo gruppo varsaviano invadeva
la villa. Era inutile che i gentili fossero venuti via da Otwotsk,
questi ebrei li seguivano fin qui con le loro chiacchiere cittadine, i
loro lussi, le raffinatezze, i profumi. Dopo ogni visita si lasciavano
dietro, una generosa somma di denaro; e ci nonostante, Vanya
brontolava sempre quando le vedeva apparire. Si nascondeva, e si
teneva lontano finch non erano ripartite. Se ne stava disteso sul
letto, con gli stivali, fumando, sbadigliando, sputando. Che cosa
aspetta Hitler a venire? diceva a sua moglie. Li brucer tutti
dal primo all'ultimo, com' vero che Dio mi vuol bene.
Ma che dici, pelandrone! gli rispondeva la moglie. Che
cosa credi di guadagnarci, se viene Hitler? Ti porter via l'ultima
capra che ti  rimasta. I tedeschi faranno ci che fecero l'ultima
volta, svaligeranno tutto e tutti.
Pazienza, ci rimetter una capra. Ma confischeranno tutti gli
alberghi degli ebrei, e li metteranno nelle mani dei cristiani. Non
si pu andare avanti cos.
Faresti meglio a darti un po' da fare, piuttosto, e a non far
morire di fame la tua famiglia. I mariti ebrei consegnano alla moglie
i loro guadagni, e tu, invece, spendi tutti i tuoi soldi per le
tue puttane.
Chiudi il becco, se non vuoi che te lo chiuda io, le rispondeva
Vanya. Tu finirai come loro.
...
CAPITOLO TERZO.

Asa Heshel, come chiunque altro, paventava ci che sarebbe
avvenuto: la guerra di Hitler e i pogrom nazisti. Non occorreva
essere uno stratega per vedere da che parte tirava il vento. Il lupo
nazista stava ululando alla porta della Polonia. Gli ebrei di Polonia
erano inermi e indifesi. Ogni giorno Asa Heshel pensava di
andarsene dal paese. Aveva avuto l'occasione di andare in Palestina;
e vi sarebbe stata la possibilit di andare in Sud America o
in Australia. Ma i giorni passavano e lui non faceva nulla. In tutta
questa confusione la sua vita immediata aveva assunto la
forma che lui da tanto tempo aveva desiderato. Ora, come nei
suoi anni giovanili, viveva di nuovo solo. Si era sbarazzato delle
lamentazioni di Hadassah e delle indisposizioni di Dacha, si era
sbarazzato di donne di servizio e di visitatori, di debiti e di tasse.
David era partito per la Palestina, e lui non doveva pi passargli
un mensile. La madre era morta, e il suo corpo era stato seppellito
nel cimitero di via Gensha. (Aveva perfino trascurato di far mettere
una lapide sulla sua tomba). E cos, adesso, se ne stava rilassato
a godersi la calma che precede la tempesta: per la stanzetta
che aveva affittato presso una famiglia di via Novolipki pagava
cinquanta zloty il mese. Mangiava in trattoria. La sua situazione a
scuola era alquanto migliorata. Era in grado di comprarsi dei vestiti
decenti e qualche libro.  vero, non era diventato professore
di filosofia. Non aveva rivalutato i vecchi valori n creato un nuovo
sistema. Ma il bisogno di riflettere sulle questioni eterne non
lo aveva abbandonato. Se ne stava alzato fino alle due del mattino
a baloccarsi con ogni sorta di speculazioni intellettuali. Se Spinoza
aveva ragione nel dire che le idee inadeguate e confuse sorgono
da una necessit altrettanto reale di quelle adeguate e chiare, e che
nel mondo delle idee non vi  nulla che possa dirsi interamente
falso, allora, continuare a riflettere era di per s positivo. In Dio
ogni idea  vera.
Dalla sua finestra vedeva il cielo, le stelle, i pianeti, la Via
Lattea. Quella scia biancastra ch'egli ora fissava era stata emanata
da corpi celesti migliaia d'anni prima, al tempo del patriarca Giacobbe,
o quando erano state costruite le piramidi. Com'era strano
essere qui in una stanza al quinto piano di un edificio di via
Novolipki e sentirsi in contatto con l'eternit del cosmo! Com'era
strano pensare che le stesse leggi che governavano il sole e la luna,
le comete e le nebulose, governavano anche la vita e la morte,
Mussolini, Hitler, ogni delinquente nazista che cantava l'Horst
Wessel impaziente di spargere sangue ebraico.
Dalle riflessioni sull'universo Asa Heshel passava a considerare
la sua vita privata. Hadassah si era ritirata in un romitaggio.
Ogni volta che andava a trovarla, la morte era l'unico argomento
di cui parlasse. Dacha veniva su indisciplinata e selvaggia tra le
ragazze gentili del luogo. Probabilmente non c'era nulla ormai,
che lei non conoscesse. E se ne andava in giro con ragazzi gentili.
Chiss che cosa combinava! Asa Heshel cercava continuamente
di rassicurarsi che in realt non aveva alcuna importanza che una
ragazza vivesse con un uomo con o senza matrimonio, e che
quest'uomo fosse ebreo o gentile. Pure, la cosa non cessava di
preoccuparlo. David era in un kibbutz nell'alta Galilea, circondato
dagli arabi. Non si poteva fare un passo senza portarsi il fucile.
Ogni volta che una lettera tardava, Adele stava male. Il marito
di Dinah, Menassah David, aveva perso anche l'ultima oncia di
responsabilit. Se non era Asa Heshel a darle un po' di denaro,
Dinah sarebbe morta di fame. Era gi qualcosa che Barbara non
avesse bisogno del suo aiuto.
Quando, anni prima, aveva passato quella notte con lei in casa
di quella comunista polacca, era persuaso che fosse la prima e l'ultima
volta. Era stato emesso un mandato d'arresto a carico di Barbara.
Lei aveva parlato di ritornare in Francia, o magari passare in
Russia. Invece era rimasta a Varsavia, ed era tuttora la sua amante.
Suo padre era morto. Il Comintern aveva liquidato il partito comunista
polacco. Alcuni dei suoi aderenti erano in prigione, altri
nel campo di concentramento di Kartuz Berez. Alcuni erano diventati
socialisti di destra, e altri si erano staccati del tutto dal movimento.
Ma evidentemente Barbara era rimasta una funzionaria
di partito. Ogni tanto faceva dei viaggi fuori Varsavia. Conduceva
una vita clandestina. Ufficialmente figurava come contabile in
una fabbrica di bottoni di via Orla. Si vestiva con eleganza. Evitava
tutte le riunioni di sinistra ed era abbonata al reazionario
Corriere di Varsavia. Ogni domenica assisteva alla funzione nella
chiesa evangelica. In casa sua non v'era nemmeno un libro di
sociologia o di politica. Sul tavolino in mezzo alle due finestre
della sua stanza era posata la Bibbia ch'era appartenuta a suo padre,
con una croce dorata impressa sulla copertina.
Conduceva una vita rigidamente metodica. Quando era a Varsavia
telefonava ad Asa Heshel alle otto e un quarto del mattino;
e s'incontrava con lui alle sette di sera in un certo ristorante.
Ciascuno pagava per s; c'era stato questo accordo tra loro sin
dall'inizio. Anche quando andavano al cinema o a teatro Barbara
non voleva che Asa Heshel le pagasse il biglietto. La maggior parte
delle serate che passavano insieme, subito dopo mangiato andavano
nella stanza di lei, che aveva l'ingresso indipendente. Barbara
attaccava la radio e si accendeva una sigaretta. Dopo un poco
spegneva la radio. Si sedevano uno di fronte all'altra su due seggiolini
che lei aveva ereditato dal padre e si guardavano intimamente,
e nel tempo stesso con una certa estraneit. Barbara aveva
l'abitudine di cominciare le loro conversazioni dicendo: Bene,
che cos'ha da dire l'accusato? Oppure gli domandava: Dunque,
che cos'hai fatto oggi a favore della controrivoluzione?
Ho fatto onestamente la mia parte, rispondeva lui.
Barbara sorrideva, mostrando i suoi lunghi denti. Continuamente
rinnovavano il proponimento di evitare ogni discussione politica,
e continuamente ci ricascavano. Il discorso si svolgeva sempre
attorno alla stessa questione: la gente conosce la storia a sufficienza
da essere in grado di predirne il corso? Asa Heshel sosteneva
che, nell'impossibilit di conoscere tutti gli elementi, era impossibile
prevedere qualsiasi risultato. L'idea di un regno della libert
si opponeva al concetto di causalit. Ogni idea di giustizia era
fuor di luogo in un sistema in cui ogni corpo poteva essere mosso
soltanto da un altro corpo. Il concetto di uguaglianza era in
contrasto con la realt biologica. Barbara lo ascoltava, alzandosi
ogni tanto per pompare la stufa Primus. I discorsi di Asa Heshel
mettevano in questione le basi stesse di tutto ci in cui ella credeva.
E tuttavia era pi interessante delle continue discussioni con i
compagni che incontrava nei loro segretissimi luoghi di riunione.
Diceva ad Asa Heshel:
E allora che cosa dovremmo fare? Metterci gi e morire?
La morte non  la peggior cosa che ci sia.
Un punto di vista davvero vantaggioso.
Si metteva a passeggiare in su e in gi, gettandogli occhiate di
traverso, come se ancora non potesse credere che un antimarxista
di quel genere, un ex studente di yeshivah fosse proprio il suo
amante. Parlava come un fascista, ma sorseggiava il t con tutta
la compostezza di un giovane chassid. Curvava ancor di pi le
spalle, si mordeva le labbra, sogghignava. A volte le sembrava un
diciottenne, e un momento dopo aveva l'aspetto di un vecchio
ebreo malato. Non nascondeva a Barbara che andava a trovare
Hadassah, e che ogni tanto vedeva anche la sua prima moglie,
Adele. Quando pensava a lui durante le sue assenze da Varsavia,
le sembrava avere pi sostanza, le appariva pi reale che non quando
erano insieme. Quando si era data a lui quella notte, anni prima,
le era sembrato uno di quei gesti spensierati che uno commette
in periodi d'indecisione, tra un amore e l'altro. Pure, era in parte
a causa di lui che era rimasta in Polonia, che non si era sposata,
che era diventata una funzionarla di partito, sempre pronta a
qualunque compito rischioso le venisse affidato. E ora che un'altra
guerra mondiale sembrava imminente, come sarebbe andata a
finire?
Nel cuore della notte Asa Heshel si rivestiva e tornava a casa
sua. Aveva paura a passare tutta la notte nella stanza di Barbara:
avrebbe potuto esserci un'incursione della polizia. N Barbara
avrebbe avuto piacere che i vicini vedessero uscire un uomo da
casa sua, la mattina. Si vestiva al buio. Barbara si svegliava per
qualche momento per poi riaddormentarsi. Con voce assonnata gli
ricordava di richiudersi dietro la porta. Lui s'infilava una scarpa
e poi se ne restava l per un po', esausto. Era strano: n lui n
Barbara avevano alcun timore di Dio, ma ancora si vergognavano
della gente. Annodandosi i lacci delle scarpe con dita intirizzite,
si metteva a fare un bilancio della propria vita. Gli anni erano
passati in oziose fantasticherie, ripensamenti, sfrenate passioni.
Sua madre era morta nella pi squallida miseria. David era cresciuto
quasi senza conoscerlo. Aveva distrutto la vita di Adele
nonch quella di Hadassah. Anche Barbara si lagnava continuamente
di lui. Nella sua bramosia di piacere aveva trascurato tutto:
la salute, i parenti, il lavoro, la carriera.
Disse: Buona notte, ma Barbara non rispose. Scese le
scale buie. Un gatto si mise a miagolare. Un bambino si svegli e
si mise a piangere. Ogni volta il portiere lo faceva aspettare un
pezzo. Via del Ferro, dove Barbara abitava, era male illuminata
con lampioni a gas. Qua e l c'era una prostituta in attesa. Asa
Heshel camminava adagio, a capo chino. Ricominciare tutto da
capo? Come? Con che cosa? Si ferm, e si appoggi al muro per
riposarsi un poco. Soffriva di anemia. Il cuore gli batteva o troppo
in fretta o troppo adagio. Aveva continuamente un prurito
nervoso. Era molto soggetto ai raffreddori. Per quanto tempo
potr andare avanti cos? si domand. In quei momenti si sentiva
letteralmente sfuggire la vita. Al portone di via Novolipki dovette
nuovamente suonare il campanello. Sal i quattro piani di
scale ed apr la porta. Il letto era pronto. Si svest e cadde
immediatamente addormentato, ma dopo un certo tempo si risvegli
atterrito da un sogno. Il suo sonno era stato pieno di visioni:
cadaveri, funerali, rettili, bestie. Stupro, assassinio, fuoco, tortura.
Lui si giaceva con sua sorella Dinah, e poi con Dacha sua figlia.
E aveva perfino rapporti impuri con la madre morta. Tremava, ed
era tutto coperto di sudore. Che cosa mi prende... Che cosa vogliono
da me?... Che immondezzaio c'era nel suo subcosciente?
Gett via le coperte e rimase l, boccheggiante. Gli doleva un molare
trascurato da molto tempo. Gli prudevano le ginocchia. Era
pieno di paura e molto eccitato. Nell'alba livida cominci a pensare
alla figlia pi grande di Vanya. Ogni volta che lui andava a
Shrudborov, la ragazza gli correva dietro. Lo guardava negli occhi,
faceva in modo di parlargli, di rimaner sola con lui nei boschi. 
vero che non aveva ancora diciassette anni, ma probabilmente
non era neanche pi vergine. Se lui non fosse stato cos timido,
cos vigliacco!
...
CAPITOLO QUARTO.

Asa Heshel cercava di convincersi di essere rassegnato alla guerra
incombente, alle persecuzioni degli ebrei, e di essersi abituato
da un pezzo all'idea della morte. Ma in verit era pieno di paura.
Quando gli capitava di crovarsi per la strada a notte tarda, camminava
all'ombra dei muri. Pi d'una volta i fascisti Nara e gli
appartenenti alle organizzazioni scioviniste studentesche avevano
aggredito degli ebrei nel suo quartiere. Era anche pi pericoloso, a
volte, quando, come quella sera, doveva andare a piedi dalla stazione
di Otwotsk a Shrudborov. In queste strade solitarie non
sarebbe stato eccezionale prendersi una coltellata nella schiena.
Come sempre, quando arrivava alla villa di Hadassah, i cani
legati nel cortile cominciarono ad abbaiare. La moglie di Vanya
corse nella veranda con una lampada a petrolio. Dacha era gi
andata a letto, ma alla notizia che suo padre era arrivato, si rialz
subito. Usc fuori in accappatoio e pantofole. Ogni volta che
Asa Heshel la rivedeva ne restava sorpreso. Sembrava crescere
di giorno in giorno. Ora gli stava davanti, per met bambina e per
met donna; non rassomigliava n alla madre n al padre, ma era
piuttosto un miscuglio dei Katzenellenbogen e dei Moskat. I
capelli erano castani e gli occhi verdi. Sia Asa Heshel sia Hadassah
avevano le labbra sottili, la bambina invece aveva una bocca
grande, piena, e sinuosa che Asa Heshel trovava ardita e appassionata.
Lo guardava felice, corrugando un po' la fronte, come fanno
i bambini quando sono svegliati d'improvviso. I suoi incontri con
la figlia erano sempre un po' imbarazzanti per Asa Heshel. Dacha
sapeva tutto delle sue gesta. E per il fatto di vederla cos di rado,
doveva continuamente ricordare a se stesso che lei era carne della
sua carne. Dopo un momento d'esitazione, Dacha lo abbracci.
Hadassah disse: Va bene, ora torna a letto, Dacha. Domani
avrai tutta la giornata per vedere tuo padre.
Oh, mamma, non voglio andare a dormire adesso. Rester
sveglia tutta la notte.
Approfittando dell'inaspettato arrivo di suo padre, Dacha fece
una seconda cena, mangi un po' di pane e bevve un bicchiere di
latte. Ora dava un bacio a suo padre, ora a sua madre ed indulgeva
in tutte le moine di una figlia unica. Raccontava volubilmente
della scuola, delle compagne, degli insegnanti, dei ragazzi, dei film
che aveva visto. Conosceva tutte le attrici di Hollywood.
Chiacchierava di sport, di automobili, di aeroplani. Com'era diversa
dalle ragazze che lui aveva conosciuto nella sua giovent! E come
doveva essere stata diversa Hadassah alla sua et!
Era circa l'una dopo mezzanotte quando Dacha torn a letto.
Anche Asa Heshel e Hadassah si disposero a coricarsi. Asa Heshel
fu il primo a spogliarsi. Hadassah stava ancora trafficando nell'altra
stanza, pettinandosi, lavandosi i denti. Entr nella stanza da
letto al buio, in una lunga camicia da notte, e si coric nel letto
matrimoniale, il pi lontano possibile da lui. Per un pezzo nessuno
dei due parl. In questi momenti di silenzio tutte le recriminazioni
della loro vita coniugale venivano a galla. Era questa la
moglie ch'egli aveva ingannata. Era questo l'amore che aveva
deluso. Era questa l'Hadassah che un giorno era piombata nella
sua stanza in via Shviento-Yerska col suo berrettino di velluto
e un libro sotto il braccio, l'Hadassah che gli aveva dato il primo
bacio della sua vita. E ora veniva a lei uscendo dalle braccia di
un'altra.
Ciascuno se ne stava disteso nella sua parte del letto, zitto, in
attesa. Ogni volta dovevano ricominciare a far conoscenza. In
tutti questi anni che era vissuta nei boschi, Hadassah era divenuta
silenziosa come gli alberi che la circondavano. Non aveva mai
studiato filosofia, lei, ma aveva imparato ad apprezzare le cose
a suo modo. Aveva visto scomparire le persone a lei pi vicine,
aveva assistito al declino della sua famiglia. Solamente di rado
leggeva i giornali, ma sapeva che la Comunit ebraica in Polonia
era sull'orlo della catastrofe. A Karchev, un villaggio vicino a
Otwotsk, i nazisti polacchi gi avevano cominciato a picchiare gli
ebrei. E notizie analoghe venivano da Przytek, Brisk, Novominsk.
A Otwotsk aveva conosciuto degli ebrei fuggiti dalla Germania,
che vagavano di casa in casa, vendendo calzini, fazzoletti e cravatte.
Che cosa contava la sua gelosia a confronto della tragica situazione
di quella gente? Aveva trovato ormai da un pezzo una giustificazione
al comportamento di Asa Heshel. Che colpa aveva
se non era il tipo dell'uomo di famiglia? Poteva forse pretendere
che se ne stesse a Varsavia in solitudine assoluta?  vero ch'era
soltanto un modestissimo insegnante, ma lei continuava a pensare
ch'era fin dalla nascita una persona che non poteva essere misurata
col metro comune. Una volta che la sua matrigna si era lasciata
andare a violente espressioni contro di lui, aveva risposto
adirata:  mio marito e gli voglio bene! Da allora, Bronya non
era pi tornata a Shrudborov.
Hadassah giaceva immobile, in ascolto. La primavera era venuta
pi presto, quest'anno. La neve aveva cominciato a sciogliersi alla
met di febbraio. Nelle foreste gli alberi gocciolavano, rigagnoli
d'acqua serpeggiavano fra gli alberi per gettarsi nello Shviderek
e quindi nella Vistola. Uccelli invernali gorgheggiavano con voci
umane. Caldi vapori s'innalzavano dal suolo fradicio d'acqua.
Negli orti gli alberi da frutto avevano un aspetto nudo e nerastro,
come sempre nell'imminenza di emettere le gemme. I contadini
borbottavano che la primavera precoce era un segno premonitore
di guerra e di spargimento di sangue. Gli animali nelle stalle sembravano
irrequieti per il cambiamento di stagione. Il capro di
Vanya non faceva che belare continuamente, e i galli emettevano
continui chicchirich. Anche gli insetti risorgevano alla vita, ronzando
contro i vetri delle finestre. Hadassah si accost un poco ad
Asa Heshel. Era ancora bello giacere tra le sue braccia.
Asa Heshel dorm fino a tardi. Dacha non and a scuola. Si sedette
sull'orlo del letto a chiacchierare con suo padre. Hadassah and
in cucina a preparare la colazione. C'era un fragrante odore di
latte fresco e di caff. Le figlie di Vanya venivano ogni tanto a
far capolino. Anche donne e ragazze di case pi lontane venivano
a vedere il visitatore. Hadassah non aveva mai saputo spiegarsi
come mai Asa Heshel attirasse tanta gente e cos diversa, quando
in realt egli pareva non far attenzione a nessuno.
Dopo colazione fecero una passeggiata verso Garvolin. Qui la
ferrovia era ad un solo binario. Dall'orlo della foresta spunt fuori
una lepre. Dacha correva avanti con un'amica. Il sole, dietro
le nuvole, appariva rossastro, circondato da un alone dorato. Raggi
di luce trafiggevano i vapori, taglienti come lame. Era difficile capire
se i rumori smorzati che giungevano fino a loro fossero prodotti
dallo stormire dei pini, dalla lontana ferrovia, o da un carro
che passava nella strada. I capelli di Hadassah si muovevano al
vento. Il suo volto solitamente pallido aveva un po' di colore. Era
questo che aveva sognato per tutta la sua vita: una capanna nella
foresta, un figlio, e il marito al suo fianco.
La sera Asa Heshel prese il treno per tornare a Varsavia. Ogni
volta che Hadassah lo accompagnava alla stazione di Otwotsk aveva
il presentimento che quella era l'ultima volta che lo vedeva. Gli
diede un pacchetto di biscotti fatti da lei. Passeggi con lui su e gi
sul marciapiede. Gli uomini ancora la guardavano, ma lei si seccava
delle loro occhiate. L'amore era stato abbastanza crudele
con lei.
Il treno stava per partire. Asa Heshel si volt per abbracciarla.
Lei gli si strinse forte. Non avrebbe mai saputo quanto lo
amava. Non avrebbe mai capito quanto avesse sofferto per causa
sua, fin dal primo giorno, quando lo zio Abram l'aveva portato
a pranzo a casa sua. Asa Heshel sal sul treno, e rimase a
guardarla dal finestrino. Lei lo guardava di sotto in su, accennando
col capo. D'un tratto ebbe vergogna; aveva passato la
quarantina, era una donna di mezza et. Chiss, magari era destinata
a diventar vecchia. Scosse la testa come a dire no.
Il treno si mise in moto. Hadassah si volt incamminandosi
verso casa. Asa Heshel le aveva promesso che sarebbe tornato
la prossima settimana, ma lei sapeva bene quanto poco si potesse
contare sulle sue promesse. Era sicura che quella notte avrebbe
dormito nelle braccia dell'altra.
...
CAPITOLO QUINTO.

1.

Prima di Pasqua arrivarono a Varsavia, dall'America e dalla Palestina,
diversi membri della famiglia. Koppel era ormai un vecchio
sulla settantina, e sua moglie Lia era di poco pi giovane.
L'anziana coppia era venuta in Polonia per rivedere i figli.
Koppel aveva mandato una somma a Shosha, in Palestina, perch potesse
venire a incontrarlo a Varsavia. Lia doveva incontrarvi suo
figlio Aronne, che veniva a Varsavia dalla Terra Santa non soltanto
per rivedere sua madre ma anche per raccogliere fondi per
la colonia ortodossa da lui fondata. Lia contava di riportarsi in
America sua figlia Masha. Costei non viveva pi col marito, e
Lia sperava che, una volta in America, Masha sarebbe tornata
alla fede giudaica. Con Lia era venuta anche la sua figliuola minore,
Lottie, che era divenuta insegnante in un college americano.
La notizia dell'imminente arrivo di Lia aveva portato nuova vita
nella famiglia Moskat. Pinnie e Nyunie avevano immediatamente
posto fine al dissidio che li divideva da anni. Le cognate Hannah
e Bronya, che erano nemiche mortali, avevano ricominciato
a parlarsi. I nipoti Moskat cominciarono a telefonare agli zii e
alle zie. Tutti quanti erano dominati dallo stesso pensiero:
trovare un aiuto per andarsene dalla Polonia finch si era ancora
in tempo.
Il giorno in cui Lia e Koppel dovevano arrivare con l'espresso
di Parigi, l'intera famiglia si riun in casa di Pinnie. C'erano
tutti meno Hadassah, Asa Heshel e Masha. L'appartamento era
pieno di nipoti e pronipoti Moskat. Pinnie li guardava e scrollava
le spalle. Un miracolo di Dio! Non si era mai reso conto
che il vecchio Meshulam avesse generato una simile moltitudine.
Comunque, non era pi come una volta. Allora, quando la famiglia
si riuniva in casa del vecchio per Hanukka o Purim, erano
tutti tagliati nella stessa stoffa. Ma ora Pinnie in cuor suo li paragonava
agli animali dell'arca di No, tanta era la variet dei tipi:
con barba e rasati, studenti di yeshivah e giovanotti moderni,
donne in parrucca e donne coi capelli nudi. La maggior parte delle
ragazze parlavano in polacco. Dur fatica a riconoscere le figlie
di Joel, ma del resto, mai era riuscito a distinguerle con sicurezza
una dall'altra. Erano tutt'e tre grasse e flaccide, una
perfetta combinazione di Joel e di Regina Ester, potessero le loro
anime trovare eterna pace in paradiso. Quanto ai loro figli, erano
dei perfetti estranei per Pinnie. Il figlio di Perla, Simchah, aveva
parecchi fili bianchi nella barba. Il genero di Pinnie, l'avvocato,
stava parlando in polacco con la figlia di Abram, Stepha.
Avigdor, il genero di Abram, e sua moglie Bella, si erano portati
dietro una nidiata di figli. Il pi grande, Meshulam, o meglio,
Max, come lo chiamavano, aveva terminato il suo corso al Tecnichum.
Stava parlando con Dosha, la figlia nubile di Pinnie.
Pinnie vagabondava per le stanze con Nyunie, il moderno
dei due fratelli. Pinnie era di appena un paio d'anni pi vecchio
di Nyunie, ma sembrava suo padre. Era completamente bianco,
curvo, e non aveva pi neanche un dente. Parlava con voce incerta.
Nyunie aveva la barba grigia, ma conservava una faccia
piena, il collo fermo e privo di rughe. Teneva un sigaro tra i
denti, e una catena d'oro gli ballava attraverso il panciotto.
Pinnie continuava a dar di gomito a Nyunie, indicando col dito.
Chi  quello l con gli occhiali?
Quello  il nipote di Joel.
Che cosa fa?
Questa  una domanda difficile.  appena tornato dal servizio
militare.
Ma come! Ha dovuto fare il militare? Ahim. Chi  quella
vergine l?
e' La figlia di Avigdor. Che cosa ti fa credere che sia vergine?
chiese malignamente Nyunie.
Uh, Nyunie!
Secondo l'orario, il treno sarebbe dovuto arrivare alle otto
e mezzo. Fin dalle otto l'intera famiglia era in attesa alla stazione.
Nyunie aveva pagato i biglietti d'ingresso per tutti. Bronya,
con aria cupa, lo guardava scialacquare i pochi zloty che lei
gli concedeva per le minute spese. Il treno di Parigi aveva un'ora
di ritardo. Il treno proveniente da Gdynia doveva arrivare alle
dieci. Aronne era venuto dalla Palestina con una nave polacca.
Shosha e suo marito avevano viaggiato sulla stessa nave. Sembrava
assai probabile che i due treni, quello di Parigi e quello
di Gdynia, sarebbero arrivati press'a poco alla stessa ora. I
chassidim di Bialodrevna erano accorsi per dare il benvenuto al
loro rabbino. In tempi ordinari vi sarebbe stata una grande folla
ad aspettarlo, poich con gli anni Aronne aveva acquistato una
larga fama tra gli ebrei di Varsavia. I giornali lo nominavano
spesso, e tutti ne cantavano ipocrite lodi per i sacrifici ch'egli
faceva per contribuire alla ricostruzione della Terra Santa. Ma
Fishel Kutner, Pinnie Moskat, e alcuni altri anziani chassidim
avevano sostenuto che in brutti tempi come questi non era il caso
che gli ebrei si facessero troppo notare, e pertanto i giovani chassidim
erano stati persuasi a non venire in gran folla alla stazione.
Nemmeno Fishel vi era comparso, poich aveva preferito non
vedere i Moskat. Chiss, magari poteva esserci Hadassah. Aronne
sarebbe stato ospitato in casa del segretario di Fishel, Anshel,
il quale qualche anno prima aveva sposato una vedova, e abitava
in via Bagno.
E quasi non fossero stati abbastanza il clan Moskat e i chassidim
di Bialodrevna, v'era un altro gruppo ad accogliere Koppel
e sua figlia Shosha, e cio gli altri figli di Koppel, Manyek e
Yppe, con le loro famiglie. Tutti quanti presero il biglietto d'ingresso.
I polacchi che erano alla stazione guardavano con disgusto
quella variopinta marmaglia ebrea. Hitler era gi praticamente
con un piede nella Polonia e questi ebrei continuavano
ad andare in giro come se nulla fosse. Non capivano che cosa
bolliva in pentola per loro? O forse avevano gi preparato segretamente
il colpo mortale per Hitler? Alle dieci meno dieci arriv
il treno di Parigi. Koppel e Lia scesero da un vagone di prima
classe. Koppel, nonostante l'et avanzata, portava una giacca
chiara, un cappello chiaro e scarpe di un marrone rossastro.
Portava un bastone, e con l'altra mano teneva una valigetta. Lia
era ancora una bella donna. Aveva i capelli bianchi, ma sulla
sua faccia ben incipriata e imbellettata, per met coperta dalla
veletta, ancora non si notava una ruga. Subito si ud la sua voce
forte, che agli altri ricord un poco quella del vecchio Meshulam.
Lottie portava un cappello e un soprabito di foggia maschile;
una sciarpa avvolta attorno al collo, e sul naso occhiali
con spesse lenti. Si ud Lia che domandava: Dov' Aronne?
Il treno di Gdynia sta per arrivare da un momento all'altro.
Nyunie! Pinnie!
Lia abbracci e baci Nyunie, ma non baci Pinnie. Questo
non era il Pinnie che lei conosceva. Era un vecchio ebreo cadente,
tutto ritirato e grinzoso, con una bocca comicamente affondata.
Gli occhi di Lia si riempirono di lacrime. Cominci ad
abbracciare ed a baciare gli altri, senza nemmeno sapere chi fossero.
La gente le parlava, ma lei non riusciva nemmeno a distinguere
chi era che le parlava. Donne che le sembravano gi vecchie
la chiamavano zia. Le loro bocche puzzavano di cipolla.
Delle ragazze le parlavano in polacco, ma lei non riusciva a trovare
le parole per rispondere. Pinnie le domand di Meyerl, ma
sul momento Lia non riusc a ricordarsi che aveva un figlio con
quel nome. Poi cap che si trattava di Mendy. Meyerl? rispose.
Sta benissimo. Ha due splendidi bambini.
Zlatele, perch te ne stai l senza dire una parola? Pinnie
trov il coraggio di domandare.
Zio Pinnie! Lottie gli gett le braccia al collo e lo baci
su entrambe le guance. Pinnie perse completamente la testa.
Hannah, dove sei? chiam, cercando sua moglie.
D'un tratto si materializz Masha. Non era stata a casa di
Pinnie, il quale non avrebbe fatto entrare l'apostata. Ed era circolata
la voce che non sarebbe venuta nemmeno alla stazione. E
invece eccola qui, con una giacca dal collo di volpe argentata,
un vestito orlato di pelliccia, e un cappello a fiori. Tutti gli altri
si scostarono da lei. Madre e figlia si abbracciarono in silenzio.
Nella sua prima visita a Varsavia, Lia non s'era incontrata
con la figlia.
Mentre accadeva tutto questo, Koppel aveva rivolto la sua
attenzione alla propria famiglia. Manyek era ormai un uomo sulla
quarantina. V'era una forte rassomiglianza tra loro. Nyunie
Moskat li guardava sorpreso. Era come se vedesse due Koppel,
uno vecchio e l'altro giovane. La moglie di Manyek si era fatta
massiccia. Yppe si appoggiava a suo marito, un ometto con il
labbro superiore ombreggiato da radi baffi. Invece del tirante
che da bambina portava sulla gamba storpia, ora usava le grucce.
Bashele era morta. Anche il suo secondo marito, il carbonaio
Chaim Leib, era partito per l'estremo riposo. Sia Manyek sia
Yppe si erano portati i loro figli. Koppel aveva tutte le loro fotografie
nella tasca della giacca, ma ora non riusciva a riconoscerne
nessuno. Per lui, Yppe era semplicemente una zoppa di mezza
et. Parlava balbettando un po', e Koppel riusciva a malapena a
capire ci che diceva.
Manyek aveva messo su una pancia notevole. Si volse al padre
e disse: Aspettiamo qui. Il treno di Gdynia arriver da un
momento all'altro.
Ehi, padrone, dove devo portare il bagaglio? disse forte
il facchino che aveva caricato i bagagli di Koppel, di Lia e di
Lottie sul suo carrello.
Forse, sar bene che li porti al deposito bagagli, sugger
Manyek in polacco.
S. E portatemi la ricevuta, disse Koppel nel suo yiddish
americanizzato.
Bambini, questo  il vostro nonno, continuava a dire in
polacco la moglie di Manyek alla sua cucciolata e a quella di
Yppe.
Ho gi dimenticato la lingua, disse Koppel. S, io sono
il dziadek, il nonno. Tu come ti chiami? Di chi sei figlia?
Sono la figlia di Manyek, Andzha.
Aha, Andzha, vai a scuola, eh?
S. Faccio la sesta.
In America si chiama high school. Dimmi, li picchiano gli
ebrei, qui?
A me, nessuno mi ha mai picchiato.
Succeder, una volta o l'altra. A Parigi tutti dicono che ci
sar la guerra. Sai un po' d'inglese?
A scuola c'insegnano il francese.
Il francese non lo conosco. Comunque, quella lingua l non
si parla, si gorgoglia. Alla tua et io gi lavoravo per vivere.
Ero fattorino in via Gensha. Spazzavo il negozio. Mi davano mezzo
rublo la settimana. E se non rubavo qualcosa, stavo senza
niente.
Lia si accost al gruppo. Che cosa sono questi discorsi di
ruberie? Presentami alla tua famiglia, piuttosto.
Questa  mia moglie, disse Koppel dopo un momento di
esitazione. Suo padre era il mio padrone. Gli rubai il denaro
dalla cassaforte e poi gli rubai la figlia.
Lia fece un balzo indietro. Sei ammattito?
 la verit. Una volta tuo padre, riposi in pace, mi disse:
"Dimmi, Koppel, tu ci credi nell'altro mondo?" E io gli risposi:
"Quando ci andr glielo far sapere". Era in gamba, il vecchio.
Lo sapeva benissimo che io lo derubavo, ma chi non lo derubava,
a quei tempi?
Dio mio, Koppel, dovresti vergognarti di te stesso! lo
rampogn Lia in inglese. Appena rimetti il piede qui, ricominci
a fare il pazzo.
Va bene, va bene, grugn Koppel. Ma  la verit di Dio.

2.

Anche il treno di Gdynia era in ritardo. I chassidim di Bialodrevna
capeggiati da Anshel si fecero strada tra i Moskat e la
famiglia Koppel. Poi tutti quanti si portarono sul marciapiede
al quale doveva arrivare il treno di Gdynia. Dalla stazione emerse
un gruppo di marinai polacchi coi loro berretti tondi, la corta
casacca e gli ampi calzoni. I chassidim indietreggiarono un poco;
era facile prendersi qualche bastonata da quei tipi. Pinnie e
Nyunie si guardavano attorno sgomenti. Lia guardava sbalordita;
non si era immaginata che la Polonia avesse una marina. L'uniforme
somigliava un poco a quella dei marinai americani, pens,
tranne che gli americani erano tutti alti, e questi sembravano
quasi dei nani. Koppel scosse la testa. Anche loro si credono
una nazione, riflett. Basterebbe una nave americana per buttare
a fondo tutta la loro flotta. Nonostante tutti i guai che aveva
avuto in America a causa della sua attivit di contrabbandiere,
si riteneva un patriota americano. In Francia aveva avuto delle
discussioni con Lia. Lui sosteneva che una sola via di Brooklyn
valeva tutti i boulevard di Parigi. Insisteva che i francesi non
conoscevano neanche l'abbicc in fatto di cucina, che gli alberghi
erano sporchi, e che le donne erano qualcosa di orrendo.
Guardando questi marinai polacchi, disse: Ma guardali!
Sembrano mascherati per Purim!
Koppel, ti prego! lo ammon Lia. Cciti la bocca.
All'inferno tutti quanti!
Tutti pensavano che Aronne avrebbe viaggiato in seconda classe;
invece scese da un vagone di terza. Lia vide una magra figura
dalla barba arruffata, un soprabito spiegazzato e un ampio cappello
di velluto. Aveva sentito che Aronne faceva lavori agricoli
ma nessuno l'avrebbe immaginato vedendolo. Non era neanche
abbronzato come tutti quelli che tornavano dalla Palestina.
Immediatamente i chassidim gli si affollarono intorno.
Lia non sapeva se dovesse abbracciarlo o no. Si fece largo
tra la folla. Ud Aronne che diceva: Mamma! Sei tu!
S. Sono io!
E non riusc a dire altro.
Aronne, Aronne! Sono io, Zlatele!
Zlatele! Sia benedetto il nome di Dio!
Sia pure vostro figlio, ma  il nostro rabbino, interloqu
Anshel. Il rabbino sta da me in via Bagno. Ed  ora di andare.
 tardi.
Cos presto? Va bene. Verr a trovarlo l.
I chassidim si portarono via Aronne. Lia li segu con lo sguardo
mentre si allontanavano, urtandosi l'un l'altro. Aveva vissuto
due terzi della sua vita a Varsavia, vi era tornata in visita una
volta, ricordava la Polonia. Pure, mentre guardava questi chassidim
portar via suo figlio, muovendosi goffamente, contorcendo
le loro facce, si rese conto che aveva dimenticato molte cose.
Si guard attorno in cerca di Masha. Ah, che strana progenie
aveva messo al mondo: Un rabbino, un'apostata, una professoressa
d'universit, un avvocato di Wall Street! D'un tratto si
ricord che la tomba di Moshe Gabriel era ancora senza lapide.
Mentre se ne stava l, in mezzo a quella confusione di treni, di
locomotive, di binari, alla luce dei lampioni, tra i passeggeri che
si affrettavano qua e l, un'oscura sensazione che provava da parecchio
tempo le divenne d'un tratto chiara: non aveva pi
molto tempo da vivere. Le rimanevano pochi anni al massimo.
Al cimitero di Brooklyn era gi in attesa l'appezzamento che
Koppel aveva comprato dall'associazione varsaviana. E allora,
che senso aveva prendere tutto cos a cuore? Perch doveva
continuare in questi eterni litigi con Koppel? Perch doveva
tormentare Lottie? Che senso avevano, tutti questi viaggi? Si
perse talmente nei suoi pensieri che nemmeno s'accorse che Koppel
stava abbracciando sua figlia Shosha e suo marito.
Pinnie le si accost. Che cosa stiamo ad aspettare ancora?
Si fa tardi. Non troveremo pi neanche un droshky.
Un momento. Devo andare da loro.
In questi anni trascorsi in Palestina, Shosha era diventata
una vera bellezza. Lia la guardava incantata. Pur mantenendosi
snella si era fatta un po' pi piena. Era abbronzata dal sole, e i
suoi occhi sembravano pi chiari. Continuava a baciare suo padre,
Manyek, Yppe, e la cognata. Prese il fazzoletto dalla borsa
e si asciug gli occhi; anche gli altri l'imitarono, versando qualche
lacrima al pensiero di Teibele, morta immaturamente. Il
marito di Shosha, Simon, si teneva un po' in disparte. Era scuro
come uno zingaro, con un'enorme massa di capelli neri come la
pece. Le sue membra possenti sembravano straripare dai vestiti.
Dalle maniche gli sporgevano le mani immense. Simon coltivava
da s il suo aranceto in Palestina.
Pinnie non lo conosceva, ma gli si accost ugualmente dandogli
un cortese benvenuto. Il gigante strinse la mano di Pinnie nella
sua zampa enorme e si chin su di lui come su un bambino.
Si avviarono tutti insieme per uscire dalla stazione. L'addetto
ritir i biglietti d'ingresso, squadrando ciascuno con uno
sguardo acuto, come volesse fissarsi nella memoria le loro facce.
Manyek ritir i bagagli dal deposito. Koppel aveva prenotato
per telegrafo tre stanze all'hotel Bristol, una per se stesso e Lia,
una per Shosha e suo marito, e una per Lottie. Fuori della stazione,
questi cinque salirono su un tass. Manyek chiam un
droshky, Yppe fece altrettanto. Alcuni membri della famiglia
Moskat s'incamminarono a piedi, altri presero il tram. Ecco come
andavano immancabilmente le cose con questi americani,
riflettevano. Erano sempre circondati da un mucchio di gente, e
non si riusciva mai a scambiare una parola. E d'altronde, non era
il caso di riporre molte speranze su di loro. Anche se Lia avesse
voluto portarli tutti con s in America, ci non implicava che
fosse in grado di farlo. Le figlie di Joel se ne andarono irritate.
La loro zia americana non le aveva quasi guardate. Stepha se ne
and via con Dosha, la figlia pi giovane di Pinnie. Parlavano di
Hadassah.
L'ha fatta giusta a non venire, disse Stepha. Sembrava
di essere in un circo.
Che cosa credevi? Non  possibile sbrigarsi in dieci minuti,
quando si  in tanti.
Quel Koppel ha proprio l'aria di una vecchia volpe.
Dicono che sia mezzo matto.
 straordinario che abbiano avuto il coraggio di venire in
Polonia, in un momento come questo. Con la guerra che pu scoppiare
da un momento all'altro.
I cittadini americani sono in una botte di ferro.
Forse penserai che sono pazza, ma ti dico sinceramente che
vorrei fosse gi incominciata, disse Stepha dopo una breve pausa.
Dosha rimase di sasso.
Stepha! Hai perduto la testa?
Per me quest'attesa  peggio di qualunque realt. Per lo meno,
una volta che ti abbiano ammazzata, sei morta, e ti puoi ridere di
tutti quanti.
Ah, Stepha, che sciocchezze dici! Io non ho niente da temere.
Non ho nessuno. Ma tu... Tu hai un figlio.
Me l'hanno bastonato, la settimana scorsa... Credevo gli avessero
fratturato il cranio.
Dio mio! Com' successo? Perch non mi avevi detto niente?
Gli sono saltati addosso come un branco di avvoltoi. Sei contro
uno. "Fila! Vttene in Palestina!" gli urlavano. Stava andando
a una riunione, con la sua uniforme. Appartiene all'organizzazione
Trumpeldor.
S, sono le peggiori canaglie, adesso, che comandano, disse
Dosha con un sospiro. Lo sa Dio, come finir.
...
CAPITOLO SESTO.

I CHASSiDiM di Bialodrevna avevano preso in affitto una panetteria
in via Krochmalna, dove poter preparare il pane azzimo della
Pasqua secondo le pi strette regole rituali. Fecero tutto il rabbino
Aronne e gli altri. Portarono l'acqua in un barilotto nuovo di
zecca e la lasciarono riposare per tutta la notte. I chassidim in
persona pulirono le tavole, raschiarono i matterelli, la pala del
forno, e le tavole dove si dovevano stendere le sfoglie per tagliarle
ed intaccarle. Non incisero le tacche sulla pasta non lievitata,
ma le impressero con mestoli di legno, secondo l'uso antico. Anshel,
presso il quale era alloggiato il rabbino, ebbe il compito d'infornare
le stiacciate. Fishel tagli la pasta. Pinnie e gli altri impastarono,
arrotolarono, e versarono l'acqua. Durante tutto il tempo
i fedeli cantavano e recitavano i salmi.
Tutto fu seguito strettamente secondo la lettera del rituale.
La moglie di Anshel scald il forno sotto la sorveglianza del rabbino
in persona. Affinch le griglie si arroventassero vi ammucchiarono
carboni ardenti che poi coprirono di sabbia. Gli uomini
mangiarono soltanto pane azzimo asciutto. Alle donne ed ai
bambini fu permesso di mangiare altre leccornie pasquali, focacce,
pudding di pane azzimo, budini azzimi. Pertanto occorsero due
batterie complete di utensili da cucina e di piatti. Al principio,
Pinnie avrebbe voluto che Aronne trascorresse i giorni festivi in
casa sua, ma il rabbino fece intendere chiaramente che la cosa non
gli sarebbe stata gradita. Le figlie di Pinnie non erano troppo lige
alle norme rituali, n Aronne si fidava della moglie di Pinnie, in
quanto originaria della Curlandia, dove gli usi erano diversi. Fu
deciso che Aronne avrebbe osservato la serata della Seder(1) in casa
di Anshel. Da parte sua Pinnie celebr una Seder per l'intero clan
Moskat, compreso Koppel e i suoi figli. Lia pag tutte le spese.
Mand anche un lungo telegramma ad Hadassah a Shrudborov e si
mise in contatto con Asa Heshel a Varsavia. Voleva che fossero
entrambi presenti, quella sera. Preparare una Seder per una ventina
di persone non era affatto cosa da poco. Hannah e le ragazze
non ce l'avrebbero fatta da sole. Lia si avvolse un fazzoletto intorno
al capo, si leg un grembiale alla vita, si rimbocc le maniche,
e si mise all'opera. Gli altri le dicevano di non disturbarsi;
alla fin fine lei era un'ospite, un americana.
Ma Lia non si lasci dissuadere. In America non aveva mai
avuto l'occasione di affaccendarsi negli ardui preparativi di una
celebrazione. L comprava qualche libbra di pane azzimo fatto a
macchina, e tutto finiva l. Ma qui a Varsavia essere ebrei conservava
ancora il fascino di una volta. Lavava, strofinava, e diede
prova delle sue doti di massaia, inutilizzate da molto tempo.
Le donne si affaccendavano a prosciugare la carne secondo la
tecnica prescritta, a pulire casseruole e tegami, a lucidare i piatti.
Da un gancio sul soffitto pendevano azzimelle chassidiche
preparate apposta per Pinnie. Le altre di qualit normale erano
contenute in un cestino coperto. Qualche settimana prima, Hannah
aveva messo a fermentare il borscht, e la sera precedente la
Seder, Pinnie aveva acceso una candela ed eseguito la prescritta
ispezione del pane lievitato.
Le briciole di pane che Hannah aveva messo in precedenza negli
angolini e nelle fessure qua e l per la stanza furono raccolte,
avvolte in un cencio e bruciate il giorno dopo.
Hannah temeva che non avrebbe fatto in tempo. Ma quando
arriv la vigilia di Pasqua non mancava nulla. Erano state preparate
tre tavole, coperte con tovaglie. Ci si era fatti imprestare
dai vicini altre sedie e panche. Per Pinnie era stata preparata la
tradizionale poltrona-letto. In cucina lo stufato andava cuocendo
entro enormi tegami, e il pesce gorgogliava entro grandi pesciaiole
di rame che Hannah non aveva avuto occasione di usare da molti
anni, ormai. Nella bacinella d'argento che Pinnie aveva ricevuto
in dono da suo padre, il vecchio Meshulam, c'era la tibia, l'uovo,
il rafano, le erbe amare, il prezzemolo e il ravanello. Il vino e
l'idromele erano pronti in polverose bottiglie o in caraffe. Lia
aveva comprato coppe da vino, tovaglioli, panni per coprire le azzimelle,
Hagadah stampigliati in oro. Hannah copr il vassoio delle
azzimelle con un drappo che aveva ricamato per Pinnie quando
era una giovane sposa. Vi erano ricamate le figure dei Quattro
Figli: il saggio, il malvagio, il semplice, e colui che non sa chiedere.
Hannah e Lia recitarono le prescritte benedizioni sopra le
candele, le cui fiamme diffondevano un certo calore nella stanza.
Hannah aveva coperto le finestre, come precauzione contro il malocchio.
Mentre Pinnie era fuori per le preghiere, e quest'anno
la casa di preghiera di Bialodrevna era stipata di fedeli, la famiglia
si riun. Negli ultimi anni era venuto di moda portare dei fiori
alla funzione della Seder. Arrivarono mazzi di fiori in tale quantit
che Hannah non sapeva pi dove voltarsi. Ogni momento
si apriva la porta. Koppel aveva portato la sua famiglia con due
tass, Shosha, Simon Bendel, Manyek e sua moglie, Yppe e suo
marito, e tutti i ragazzi. Shosha e Simon si parlavano in ebraico.
Koppel era gonfio di vanit. Che cosa ne pensate, di questa
mia figlia? si pavoneggiava. Un vero pozzo di scienza.
Hadassah, che si era portata anche Dacha, era la prima gita che
faceva a Varsavia da anni. Aveva un abito nuovo, ed era andata
dal parrucchiere. Era ancora una bella donna. L'ultima leva dei
Moskat la conosceva appena. I pronipoti del vecchio Meshulam
si affollarono attorno a lei, con grandi esclamazioni di ammirazione.
Il ragazzo di Stepha disse a Dacha che sapeva costruire aeroplani
con pezzi di legno e fil di ferro. Portava un camiciotto marrone
con una menorah ricamata sulla manica. Si vantava che gli
insegnavano a sparare con un fucile vero. Sulle prime Asa Heshel
si era assolutamente rifiutato di venire. Erano anni che non vedeva
il suocero. Ma Hadassah lo aveva avvertito che se l'avesse
piantata in asso anche questa volta, lo avrebbe lasciato per sempre.
La prospettiva di questa riunione con i Moskat gli era talmente
penosa che prima di recarsi in casa di Pinnie si ferm in un
bar e butt gi tre cognac. Non avvezzo ai liquori com'era, quella
bevuta lo mise immediatamente in allegria.
Pinnie ritorn dalla casa di preghiera col suo colbacco di pelliccia.
Salut tutti con grande effusione. A Lia, quando lo vide,
venne da piangere. Era uno degli ultimi rappresentanti della vecchia
guardia. Quei berretti di pelliccia cos li avevano portati Joel,
Nathan, e Moshe Gabriel, e persino Abram. Il suo tono, nel porgere
gli auguri, era lo stesso tono che usavano loro. Subito, Pinnie
cominci a darsi da fare col bacile d'argento. La tibia doveva stare
a destra, l'uovo a sinistra, e le erbe amare nel mezzo. Ma comunque
rigirasse il bacile, la disposizione non veniva mai giusta. Come
ogni anno, in quest'occasione, Hannah dovette venire in suo aiuto.
Anche Nyunie intervenne a dare una mano. I due fratelli cominciarono
subito a discutere sulla giusta tecnica rituale.
Pinnie indoss una veste bianca e recit le formule. Hannah
port una caraffa piena d'acqua e un bacile. Pinnie si lav le
mani e distribu il prezzemolo. Gli uomini avevano tutti il cappello
in testa, o lo zucchetto. Al dito di Lia brillava un enorme diamante.
Hannah si era messa al collo la catena d'oro che le aveva dato il
vecchio Meshulam Moskat come dono per il suo fidanzamento.
Shosha portava appesa attorno al collo una Stella di Davide d'argento,
fatta in Palestina. Pinnie cominci a recitare:

Questo  il pane dell'afflizione che i nostri padri mangiarono
in terra d'Egitto...

Poich Pinnie non aveva figli maschi, era stata la sua figliuola
minore, Dosha, a rivolgergli, ogni anno, le Quattro Domande tradizionali.
Quest'anno, con tanti ragazzi presenti, fu deciso che le
frasi di rito sarebbero state pronunciate da loro, tutti insieme. Le
loro voci si levavano all'unisono. Il ragazzino di Yppe recitava le
parole ebraiche con grande bravura, interrompendosi a ogni frase
per darne la traduzione in yiddish. Frequentava una scuola ortodossa.
Il ragazzo di Stepha pronunciava le frasi con accento sefardita.
Pinnie fece una smorfia. Non gli piaceva il modo in cui questi
ebrei moderni avevano cristianizzato la lingua sacra. Dopo
che gli furono rivolte le domande, Pinnie pass a leggere le risposte
prescritte: Schiavi eravamo del Faraone d'Egitto...
Tutti recitarono con lui, alcuni in ebraico, altri in traduzione
polacca. Lia leggeva le parole e piangeva. Avrebbe voluto portare
anche Masha, alla Seder, ma Pinnie si era fermamente rifiutato
di ammettere l'apostata in casa sua. Aveva preteso che lei prima
facesse un bagno rituale e celebrasse tutte le cerimonie prescritte
per il ritorno alla fede. Koppel si comport in modo strano per
tutta la durata della celebrazione. Parlava forte in inglese, e confondeva
continuamente i nomi dei nipoti. Ogni tanto si metteva
a ridere; o faceva delle smorfie grottesche. In vecchiaia era diventato
piuttosto eccentrico. Man mano che la cerimonia si svolgeva,
Pinnie cadeva sempre pi in uno stato di estasi. Si dondolava
qua e l, agitava le braccia, e alzava la voce. Alz la caraffa
del vino e con voce rotta dal pianto esclam: Ed  questa la promessa
che ha sostenuto i nostri padri e noi stessi, poich a ogni
generazione i nostri nemici si sono levati per annientarci, ma il
Santissimo, che sempre sia lodato, ci ha salvato dalle loro mani...
Hadassah mormor i versi in polacco, Lottie in inglese. Hannah
si soffiava violentemente il naso. Da tutti si levavano sospiri. S,
ogni generazione aveva avuto i suoi Faraoni, i suoi Haman, i suoi
Chmielnicki. E adesso c'era Hitler. Sarebbe accaduto il miracolo
anche questa volta? Chiss se tra un anno gli ebrei avrebbero potuto
ancora riunirsi cos per celebrare la Pasqua? O se invece,
Dio guardi, il nuovo Haman li avrebbe annientati?
Asa Heshel sedeva in silenzio. Pensava alla sua famiglia. Ricordava
la Seder in casa di suo nonno. Ricordava i suoi zii, sua madre.
A Tereshpol Minor e nei paesi vicini vivevano ancora dei
suoi cugini. E in via dei Francescani, Menassah David stava celebrando
la Pasqua nel suo modo particolare: leggendo l'Hagadah(2)
e danzando in estasi. In Palestina, David, suo figlio, stava celebrando
la festivit con gli altri coloni suoi confratelli. Adele, probabilmente,
era tutta sola in casa sua. Barbara aveva comprato
un biglietto per l'Opera. Asa Heshel guard l'Hagadah e scosse
la testa. Dacha era seduta accanto a lui e lo teneva sottobraccio.
Come fanno a parlare tanto di miracoli? pens Asa Heshel. Li
uccidono a ogni generazione. Se non fosse per i pogrom e le stragi,
a quest'ora saremmo centinaia di milioni. Guard Yezhek, il
figlio di Stepha, guard Dacha, guard gli altri ragazzi. Erano tutti
condannati. L'effetto dei tre cognac cominciava a svanirgli.
Pinnie lev alto il vassoio col pane azzimo e lo indic con
gesto trionfante: Perch mangiamo questo pane non
lievitato?...

NOTE.

1. Celebrazione familiare che viene tenuta la prima sera della Pasqua
ebraica. (N.d.T.).

2. Il rituale della sera di Pasqua. (N.d.T.).
...
CAPITOLO SETTIMO.

Verso la met di maggio, Adele si mise in viaggio per la Palestina.
Cedette la casa, vendette i mobili e la macchina per cucire, e pag
seicento zloty per avere un posto su una nave che introduceva
clandestinamente immigrati in Palestina. Tutto fu fatto attraverso
un tale che, si diceva, aveva le mani in pasta. La nave doveva
partire non da Gdynia ma da un piccolo villaggio di pescatori.
I passeggeri potevano portare soltanto una valigia. Adele vendette
quasi per nulla i materassi, i cuscini, le lenzuola che aveva ereditato
da sua madre; e diede ai poveri i vestiti, la biancheria, le
scarpe che non poteva portarsi dietro.
Il viaggio sulla piccola nave sarebbe dovuto durare quattro settimane,
attraverso il Baltico, il mar del Nord, l'Atlantico, e il
Mediterraneo. Le uniche soste sarebbero state fatte in Marocco,
in Italia, e in Egitto. Adele pose all'organizzatore dell'impresa ogni
sorta di domande: sarebbero passati per lo Skagerrak e il Kattegat,
o attraverso il canale di Kiel? Sarebbero passati per la Manica o
avrebbero fatto il giro intorno alla Scozia e all'Irlanda? E, soprattutto,
sarebbero riusciti a passare Gibilterra? L'uomo cerc
di tranquillizzarla dicendole che avevano pensato a tutto. Quanto
alla Palestina, sarebbero arrivati di notte. Non c'era bisogno di
nessun documento. Adele non rimase soddisfatta di quelle risposte
evasive; era dubbiosa e preoccupata. Comunque, non c'era
niente da fare. Si struggeva dal desiderio di rivedere David. E l
in Polonia sarebbe scoppiata la guerra da un momento all'altro.
Asa Heshel accompagn Adele alla nave. Le diede anche un regalo
da dare al figlio, una macchina fotografica. Partirono di sera
dalla stazione di Vienna, e viaggiarono in seconda classe. Adele
appoggi la testa contro la spalla di Asa Heshel e si addorment.
Era stanca per l'ansia e la preoccupazione. Nel sonno, s'immagin
di essere ancora giovane, e ancora la moglie di Asa Heshel; e che
quello fosse il loro viaggio di nozze in Svizzera.
Asa Heshel leggeva un giornale: campi di concentramento, camere
di tortura, prigioni, esecuzioni. Ogni giorno arrivavano dalla
Germania treni carichi di ebrei espulsi. In Spagna continuavano
a fucilare i repubblicani. In Etiopia, i fascisti assassinavano gli indigeni.
In Manciuria, i giapponesi ammazzavano i cinesi. Nella
Russia sovietica continuavano le epurazioni. L'Inghilterra stava
ancora cercando un'intesa con Hitler, e contemporaneamente pubblicava
un Libro Bianco sulla Palestina che proibiva di vendere
terra agli ebrei. I polacchi cominciavano finalmente a cacciarsi in
testa che Hitler era loro nemico; la stampa tedesca stava conducendo
apertamente una campagna di odio contro la Polonia. Ma al
Sejm polacco i deputati perdevano ancora il tempo a discutere
interminabilmente e con gran dovizia di particolari le leggi rituali
ebraiche per la macellazione del bestiame. I giornali d'opposizione
sostenevano che l'esercito polacco, che era costato tanti milioni, era
in condizioni di scarsa preparazione. Il direttissimo correva nella
notte emettendo di tanto in tanto il suo fischio. Scure foreste scorrevano
ai lati, interrotte ogni tanto da chiuse facciate di case e di
fabbriche. Il mondo di Dio, che sembrava avvolto nel sonno, era
sveglissimo: ogni albero, ogni fiore, ogni stelo succhiava il nutrimento
dalla terra.
Al mattino il treno arriv a Gdynia. Asa Heshel vide il mare
per la prima volta in vita sua. Lampeggi in distanza, come uno
specchio. Nel porto erano ancorate diverse navi da guerra polacche,
che beccheggiavano sulle onde come tante anatre. Un autobus
attendeva i passeggeri del treno, che in apparenza si recavano
in villeggiatura in una localit poco lontana. La maggior parte
erano giovani, ragazzi e ragazze, ma non c'erano bambini. Era
proibito portare bambini. Alcuni parlavano ebraico. Tutti quanti
avrebbero voluto danzare una hora palestinese, ma non erano permesse
dimostrazioni. Pure, quando l'autobus part per il villaggio
di Putzk, un gruppo di loro esplose in un canto palestinese: Lunga
vita al popolo ebraico.
L'autista si volt furibondo. Che cosa vi prende? Non potete
aspettare di essere sulla nave, per cantare?
Arrivarono al villaggio, che consisteva quasi soltanto in alcune
pensioni. Qui, negli ultimi anni, la Societ Culturale Ebraica e la
Lega per l'Istruzione Agricola avevano organizzato campi estivi.
L'autobus si ferm presso un gruppo di baraccamenti di legno.
Dentro, tutto sentiva di legno fresco. I viaggiatori furono sistemati
attorno a tavoli nudi e fu loro servito pesce fritto e pane.
Era un pesce piatto, dal dorso scuro e il ventre bianco, che faceva
pensare a remote latitudini. Attraverso le finestre si vedevano la
spiaggia e le onde che si abbattevano sulla battigia. Il mormorio
delle onde si mescolava col silenzio, il mare si mescolava col
cielo. Una pace di Sabato gravava sugli spazi aperti. Gabbiani volteggiavano
sull'acqua emettendo stridi acuti. All'orizzonte, una barca
giaceva sotto una grande vela come un cadavere sotto il sudario.
Tra i giovani era sorto un certo spirito cameratesco. Parlavano
tra loro in yiddish, polacco, ebraico e tedesco. Una ragazza rideva
continuamente, un giovane, per fare lo spiritoso, si era tolto le
scarpe ed andava in giro a piedi nudi. Alcuni si erano allungati sulle
panche e si erano addormentati; molti altri si erano messi a giocare.
Altri ancora uscirono a passeggiare lungo la spiaggia che era
folta di pini fin quasi all'orlo dell'acqua. In lontananza apparve
un piroscafo da cui si levava una scia di fumo. Non si capiva se
si stesse avvicinando od allontanando. Il mare non era n agitato n
calmo: Asa Heshel continuava a guardare incantato quella meraviglia:
la divinit stessa aveva preso la forma del mare. Adele, in
piedi accanto a lui, era molto pallida, come se gi soffrisse il mal
di mare. Salirono su una collina boscosa e si sedettero sul muschio e
gli aghi di pino. Su una radice che sporgeva dal terreno crescevano
dei funghi. Una fila di formiche entrava e usciva da un formicaio.
Trascinavano i loro fardelli, tutte affaccendate. Si sentiva il
ronzio dei mosconi, e di lontano giunse il lamento di un cuculo.
Il vento freddo proveniente dal Baltico si mescolava con l'aria
calda che saliva dal suolo.
Adele prese la mano di Asa Heshel. Asa Heshel, perch mi
hai trattato cos?
 troppo tardi, ormai, per parlarne.
Dimmi la verit, ti sei mai innamorato di nessuna?
Asa Heshel rimase zitto.
Se fossi stato in te avrei sposato Barbara, disse, senza neanche
sapere il perch, n a quale scopo lo dicesse.
D'un tratto si rese acutamente conto che stava per partire e che
forse non lo avrebbe rivisto mai pi. Lo guard furtivamente, e
not come fossero bianche, di una bianchezza anormale, le sue
unghie. Guard il suo naso, la sua bocca, gli occhi, le orecchie.
Era bello o brutto? Non avrebbe saputo dirlo. V'era un qualcosa
di elusivo nei suoi lineamenti, qualcosa di non fissato; la facevano
pensare alle onde che aveva guardato poco fa, al loro incessante
mutamento. In questo momento, mentre se ne stava l seduto
appoggiato al tronco di un pino, le sembrava che dalle linee del
suo volto emanasse una strana delicatezza. Sulla sua fronte alta
tremolavano fili dorati, e dagli occhi azzurro chiaro traspariva
una semplicit infantile. Soltanto sulle labbra taglienti v'era una
certa amarezza. Le venne in mente che non era mai riuscita a capire
che cos'era che lo torturava. Forse il suo cuore languiva per
qualcuna? Fu sul punto di domandarglielo, ma d'un tratto cap
egli non era, per la sua stessa assenza, un uomo di questo mondo.
Era uno di quelli che devono seguire Dio o morire. Lui si era
allontanato da Dio, e a causa di questo era morto: un corpo vivo
con un'anima morta. Sbalord al pensiero che questa semplice verit
le fosse sfuggita fino a quel momento.
Verso sera i viaggiatori furono stipati in un autobus. Adele
diede un bacio d'addio ad Asa Heshel, gli rimase appesa al collo
per un lungo momento, poi gli strinse la mano tra le sue. Lui sent
il salato delle sue lacrime. La vide salire sull'autobus con gli altri.
Non riusc a procurarsi un sedile presso il finestrino, si pieg per
salutarlo sventolando un giornale. All'ultimo momento, proprio
nell'attimo in cui l'autobus si metteva in moto, grid: Asa
Heshel! come si fosse ricordata d'un tratto una cosa della massima
importanza. Asa Heshel si mise a correre, ma l'autobus acceler
e si allontan lasciandosi dietro una scia puzzolente.
...
CAPITOLO OTTAVO.

I giornali erano pieni di notizie di guerra. La stampa tedesca
chiedeva il corridoio polacco e l'alta Slesia. L'Inghilterra e la
Francia garantivano i confini della Polonia.
Ma anche quell'anno, come in quelli precedenti, la famiglia Moskat
part per la villeggiatura a Otwotsk e dintorni. Nyunie aveva
una casa per conto suo a Shvider. Pinnie aveva preso in affitto un
villino a Falenitz per la sua famiglia e per Aronne. Anche Lottie
stava con loro. Lia e Koppel stavano in una pensione a Otwotsk.
Hadassah e Dacha erano rimaste a Shrudborov, nella casa di Vanya.
Masha si era gi procurata il passaporto e il visto per l'America;
per il momento abitava in casa di Hadassah. Stepha e Dosha venivano
a trovarle ogni sabato. Il genero di Abram aveva avvertito
tutti quanti che era una pura idiozia restare ancora in Polonia. La
catastrofe poteva giungere da un momento all'altro. Insisteva con
Reb Aronne e con Lia che partissero finch erano ancora in tempo.
Giurava che se lui avesse avuto i documenti necessari non
avrebbe pi indugiato neanche un momento. Ma i forestieri non
sembravano aver alcuna fretta.
A Varsavia, Rabbi Aronne stava raccogliendo i manoscritti di
suo padre, Reb Moshe Gabriel, di Reb Yechiel di Bialodrevna.
Li aveva messi a posto e li aveva passati a una tipografia. Faceva
tutto lui, sia la revisione dei manoscritti sia la correzione delle
bozze. Inoltre, stava formando un gruppo di chassidim per la sua
colonia di Nachlat Yechiel, facendo pressioni sull'Ufficio per la
Palestina affinch concedesse i visti necessari. Bisognava continuamente
intervenire presso uffici governativi, metter di mezzo persone
influenti. V'era una quantit di pratiche da sbrigare, documenti
da ottenere, certificati di cittadinanza, congedi militari.
Il rabbino era in movimento dalla mattina alla sera. Sapeva che
il disastro era imminente, ma che cosa avrebbe concluso, fuggendo
via? Il pastore non abbandona il suo gregge. Nel profondo del suo
cuore il rabbino aveva il presentimento che all'ultimo minuto
sarebbe accaduto il miracolo.
Koppel confidava nel suo passaporto americano. Continuava a
ripetere che a tutti questi paesi d'Europa, ammesso che potessero
chiamarsi paesi, tremavano le ginocchia solo al sentir nominare
l'America. Fintanto che a Varsavia vi fosse stato un console americano,
lui, Koppel, poteva permettersi di mandarli tutti al diavolo.
E poi era vecchio, ormai; che cosa potevano fargli? Mettergli il
sale sulla coda? Dopo tutto, New York non sarebbe scappata. E
l, lui era solo, senza parenti n amici. Tutto quel che poteva fare
era di starsene ad ascoltare la radio, o uscirsene nel parco a leggere
il giornale. L a Varsavia, invece, aveva un figlio e un genero,
una figlia e una suocera, e dei nipotini. Aveva ricercato alcuni dei
suoi vecchi amici. Isador Oxenburg e sua moglie Reitze erano
morti da un pezzo. Ma le loro figlie lo avevano accolto a braccia
aperte. Anche Itchele Peltsevisner era morto, per il calcio di un
cavallo. David Krupnick era morto di polmonite. Ma sua moglie
si trascinava ancora, sempre fumando quelle sue sigarette antiasmatiche.
Leon il Rigattiere e Motie il Rosso ancora andavano a
casa sua a giocare a carte. Ogni volta che Koppel andava a trovarli,
portava una bottiglia di acquavite, una libbra di salsicce o
una scatola di sardine. Il gruppetto di vecchi rimaneva su fino a
tardi, a chiacchierare. Leon il Rigattiere era ridotto pelle ed ossa.
Guardava Koppel e diceva: Dunque, Koppel, come te la passi?
Tutto bene, in America, no?
Certo che sto bene, rispondeva Koppel ridendo. Ho rubato
a man salva.
Questo vezzo di vantarsi dei suoi furti era diventato un'ossessione,
per Koppel. Ogni tanto tornava a raccontare la storia di
quando aveva svaligiato la cassaforte di Meshulam Moskat. E ogni
volta il bottino aumentava. Parlava apertamente della sua attivit
di contrabbandiere di alcool a New York. Lia lo scongiurava
di non coprirla di vergogna. Le figlie arrossivano. Manyek aveva
ammonito suo padre che se non la smetteva con questi indegni discorsi
avrebbe rotto ogni rapporto con lui. Ma Koppel se ne rideva.
Di che cosa vi vergognate tanto? esclamava. Ladro una volta,
ladro per sempre. E cacciava un dito nelle costole del figlio.
In casa della signora Krupnick, Koppel poteva parlare a suo
piacimento. Tirava fuori un pacco di assegni per viaggiatori e lo
mostrava agli amici. Mostrava anche i suoi libretti di deposito.
Raccontava a quei poppanti ogni sorta di operazioni finanziarie,
di speculazioni immobiliari o su titoli di Borsa, le imprese dei
gangster e dei ricattatori americani. Derideva la malavita varsaviana:
tutto quel che sapeva fare era di aprire una serratura con
un grimaldello o cacciare un coltello nella pancia di qualcuno.
I gangster americani andavano in giro in automobile, ammazzavano
la gente con i mitra, e riuscivano ad aprire casseforti spesse
un palmo. Motie il Rosso, ora completamente bianco, disse che poco
tempo prima i delinquenti di Varsavia avevano scavato una galleria
sotto la Banca di Polonia, ma Koppel fece un gesto di disprezzo.
E la chiami una banca, quella? disse, in tono di
commiserazione.
Lia evitava la sua compagnia. Lottie non gli rivolgeva la parola.
Simon, il genero palestinese, non lo guardava nemmeno. Koppel
andava nella cucina della pensione di Otwotsk e mostrava alla
cuoca come si cucinava in America. L, l'acqua usciva direttamente
dal rubinetto. E in ogni casa c'era un frigorifero elettrico. E
c'era perfino del sapone kasher per lavare i piatti. Koppel ruppe
due uova in una padella e la mise sul fornello, invece di rivoltare
la frittata con un cucchiaio la rivolt lanciandola in aria.
La cuoca fece una smorfia sprezzante. Trucchi americani.
Quando Lia lo sorprese a compiere queste prodezze si ritir subito
in camera sua. Quando entr Koppel, grid: S,  proprio
quel che mi merito! Se ho potuto rinunciare a un uomo come
Moshe Gabriel per unirmi a un cane come te, ho avuto quel che mi
spettava.
Se vuoi divorziare, sono d'accordo, rispose Koppel. E ti
dar gli alimenti.
Lia si avvolse le spalle in una sciarpa leggera, prese la borsetta
e il bastone, e se ne and a Shrudborov. Camminava per il sentiero
sabbioso, fermandosi ogni tanto per togliersi una scarpa e
vuotarla della sabbia e dei sassolini. A volte, la notte era assalita
dal terrore che scoppiasse la guerra e loro non potessero pi tornare
in America, ma durante il giorno questo terrore svaniva.
Il cielo era di un azzurro limpido. Il sole indorava le foreste di
pini, le case, i pali telegrafici. Gli uccelli cinguettavano. I treni
correvano avanti e indietro, i ragazzi giocavano. I fonografi emettevano
musiche e canzoni. Venditori ambulanti coi lunghi caffettani
andavano in giro con cesti di frutta. Ricordavano a Lia gli anni
della sua giovinezza. Proprio l, in quelle foreste, passava il tempo
a sognare Koppel. A Shrudborov, Lia si sentiva a suo agio. Hadassah
le portava da bere l'acqua fresca del pozzo. Dacha la baciava.
Lia portava sempre un regalo per la bambina. Le figlie di Vanya
facevano a gara per servirla. Masha emergeva dalla sua stanza.
Lia lanciava alla figlia occhiate in tralice. In questi anni era talmente
cambiata quasi da non poterla riconoscere. V'erano molti
fili bianchi nei suoi capelli corti. Il suo aspetto, ora, sembrava
quello di una gentile. Per quanti tentativi Lia avesse fatto per avvicinarsi
a lei, non era riuscita ad infrangere il muro che le separava.
La cosa peggiore era che Masha aveva dimenticato l'yiddish,
e parlava a sua madre in un bastardo miscuglio di polacco e di
yiddish.
Lia scosse la testa, afflitta. Non sei contenta di andare in
America?
Sono contenta.
Masha usc sulla veranda, sedette, e apr il suo libro. Questa
donna americana con i capelli bianco-argento e quel faccione
rosso le era estranea. Non sapeva che cosa avrebbe fatto in quella
lontana America. Questi discorsi che si facevano, che lei dovesse
riconvertirsi al giudaismo, erano privi di senso. Non era mai stata
una cristiana veramente credente, e non riusciva a prendere sul serio
nemmeno la fede ebraica.
Da quando aveva ingoiato quella sorsata di tintura di iodio, il
pensiero del suicidio non l'aveva pi abbandonata. Non avrebbe
mai pi tentato il veleno, ma v'erano altri mezzi. Nel fondo della
sua valigia c'era una rivoltella. E poi v'era sempre la possibilit
d'impiccarsi. Da quando aveva cominciato a far le pratiche per
andare in America, il pensiero di buttarsi dalla nave le ricorreva
ogni giorno. Era troppo vecchia, ormai, per cominciare tutto da
capo. Le erano gi cessate anche le mestruazioni.
...
CAPITOLO NONO.

Erano anni che Asa Heshel e Barbara progettavano di trascorrere
insieme le vacanze estive. Ma erano sempre sorti degli impedimenti.
Asa Heshel non aveva mai avuto abbastanza denaro, e non voleva
farsene dare da Barbara. In pi, all'ultimo momento, Barbara doveva
fare qualcuno dei suoi viaggi per il partito. Quell'anno, tuttavia,
Asa Heshel aveva ottenuto un prestito di quattrocento zloty
dalla cassa dell'Unione Insegnanti, e Barbara non aveva pi nessun
impegno politico poich il partito aveva cessato ogni attivit.
Non era facile per Asa Heshel partire con lei. La guerra poteva
scoppiare sul serio da un giorno all'altro. Non se la sentiva di
lasciar sole Hadassah e Dacha a Shrudborov. Inoltre, in compagnia
di Barbara, aveva paura di essere arrestato. Ma non riusciva a sopportare
il caldo opprimente di Varsavia. Decise di non dire niente
ad Hadassah, ma di scriverle dopo, dal luogo di destinazione. In
sguito le avrebbe mandato un po' di denaro. Tutto si svolse senza
intoppi. Asa Heshel pass il sabato e la domenica a Shrudborov.
Lasci ad Hadassah sessanta zloty. Il lunedi mattina di buon'ora
fece la valigia e s'incontr con Barbara alla stazione di Vienna.
Aveva pagato alla sua padrona di casa un mese di pigione anticipato.
I due salirono sul direttissimo di Cracovia.
Il treno si ferm a Skierniewice, Piotrkow, e a Radomsk. Alle
stazioni si vendevano biscotti, limonate, cioccolato e giornali. Sulle
banchine v'erano folle di ebrei e gruppi di soldati. Nel treno,
una donna raccontava che nella Grande Polonia si stavano gi
scavando le trincee. I ricchi si facevano allestire rifugi antiaerei
privati. Un vecchio dalla faccia rossa e un paio di grossi baffi bianchi
interruppe la conversazione dichiarando che le minacce di
Hitler erano soltanto un bluff per indurre la Polonia a cedere il
Corridoio. Ora che l'Inghilterra e la Francia avevano garantito i
confini della Polonia ad Hitler non rimaneva che rodersi le unghie.
Il treno arriv a Cracovia verso sera. Dalle vicine montagne spirava
un vento fresco. La luce del tramonto si rifletteva sui crocefissi
dorati in cima ai campanili delle chiese, sui finestroni gotici
dalle vetrate dipinte, sui quadranti dorati degli antichi orologi.
I passanti camminavano tranquillamente, non con la fretta dei
passanti di Varsavia. I tram avanzavano silenziosi. I cavalli dei
droshky sembravano trottare quasi a tempo di danza. Le campane
delle chiese esortavano i fedeli a rammentarsi d'avere un'anima immortale.
Una monaca guidava un gruppo di bambini vestiti da
prete. Seminaristi dalla lunga veste nera e il cappello rotondo a
larga falda, portavano sotto il braccio grossi volumi, come
Gemarah ebraici. Dei piccioni camminavano qua e l becchettando
sul selciato. Pass un cieco guidato da un cane. Sui castelli degli
antichi re di Polonia, i monumenti, le torri, le cattedrali, gravava
una riposante tranquillit. Nel cielo cominciavano ad apparire le
stelle. Poco lontano di l v'era il quartiere ebraico Kasimir, con le
sue antiche sinagoghe ed il vecchio cimitero, il luogo di riposo di
generazioni di rabbini, sant'uomini, capi della comunit ebraica.
Asa Heshel trasse un profondo sospiro. Non si era reso conto, fino
a quel momento, di quanto avesse bisogno di un po' di riposo.
L'albergo dove alloggiavano era su una via fiancheggiata da una
doppia fila di alberi. Avevano una grande stanza a due letti. Alle
finestre v'erano vasi da fiori. Sugli asciugamani erano ricamati vecchi
proverbi: Il mattino ha l'oro in bocca, Dove c' un ospite,
c' Dio. In un angolo c'era un lavabo con un ramaiolo di rame
e una brocca di terracotta. In quella stanza, pareva ad Asa Heshel
che tutto il resto fosse lontano e irreale. Hitler, la guerra, la scuola
dove insegnava, i Moskat. Barbara si tolse il vestito senza nemmeno
accendere la luce e si lav nella penombra del crepuscolo. Asa
Heshel si gett tutto vestito sul letto dall'alto baldacchino con le
colonne scolpite. Ascoltava il silenzio che entrava nella stanza attraverso
i ventilatori della finestra. Desiderava una cosa soltanto,
adesso: riposarsi, dimenticare per un poco tutti i pesi e gli
affanni.
Per il pasto della sera andarono in un caff di cui lo scrittore
e pittore polacco Vyspianski era stato un assiduo frequentatore.
Ancora adesso molti suoi quadri pendevano alle pareti. Asa Heshel
era contrario ad andare nei posti frequentati dai turisti. Barbara
dovette insistere per convincerlo a entrare. Lanterne cinesi diffondevano
una luce morbida. V'erano altre due coppie che si
parlottavano attraverso il tavolo. La cameriera in grembiale bianco
camminava in punta di piedi. Dopo mangiato, Asa Heshel e Barbara
fecero una passeggiata per il quartiere ebraico. Qui le strade
erano strette e tortuose, pavimentate con grosse selci. In un vicoletto
poco illuminato videro un vecchio ebreo in zucchetto e lunghi
riccioli laterali. Dietro il banco di un negozio di alimentari
c'era una vecchia con una grossa parrucca in testa. Alla sua destra
v'erano pile di legna tagliata e mucchi di carbone. Alla sua
sinistra pendevano filze di funghi secchi. Una ragazzetta con le
spalle avvolte in uno scialle stava comprando qualcosa che veniva
pesato su una vecchia bilancia dalla lunga asta. In un'altra via, i
due videro un gruppo di uomini e di ragazzi che cantavano una
preghiera in onore della luna nuova. Danzavano l attorno dicendosi
l'un l'altro: Shalom aleichem! Aleichem Shalom!
I ragazzi avevano lunghi riccioli dondolanti e cappelli a larghe
falde, come piccoli rabbini.
Barbara si ferm a guardarli. La luce lunare cadeva su quelle
pallide facce e sulle barbe nere, e si rifletteva negli occhi scuri.
I ragazzi saltabeccavano come capre, cantando, leggendo su un
libro di preghiere, a volte sospingendosi l'un l'altro giocosamente.
Attraverso la finestra aperta di una casa di preghiera si vedevano
scaffali pieni di libri, l'Arca della Legge, leoni dorati, candele accese.
Barbara pens a suo padre che, sul letto di morte, aveva
gridato che voleva essere seppellito in un cimitero giudaico.
Ritornati in albergo, non accesero la luce. Grazie a Dio, erano
finalmente soli. Domani avrebbero proseguito il viaggio verso le
montagne. Che tutto andasse alla malora. Questa notte nessuno
avrebbe pi potuto levargliela. Barbara restava in piedi presso la
finestra. Guardava fuori il cielo sgombro, la distesa irregolare dei
tetti. Asa Heshel bevve un sorso d'acqua fresca. Ricord d'un
tratto la sua separazione da Hadassah, la sera prima. Lei lo aveva
accompagnato a piedi da Shrudborov sino alla stazione di Otwotsk.
Al momento di separarsi, lo aveva baciato tre volte ed aveva detto:
Se muoio, voglio essere sepolta vicino a mia madre.
Soltanto allora si rendeva conto della stranezza del suo comportamento.
Che cos'era successo? Forse aveva intuito che lui sarebbe
partito? Un pensiero terribile gli attravers la mente: non l'avrebbe
rivista viva mai pi.
...
CAPITOLO DECIMO.

Nelle case di preghiera e di studio, quell'anno, come ogni anno
nel mese di Elul, gli ebrei suonavano lo shofar, l'antico corno di
ariete, come protezione contro Satana. Il governo polacco stava
prendendo misure difensive alla sua maniera. Nei parchi e nelle
piazze venivano scavate trincee dove poter trovare rifugio in caso
di bombardamento della citt. Preti e rabbini diedero l'esempio
sollevando le prime palate di terra. Ricchi cittadini, chassidim, studenti
di yeshivah, si presentarono volontari per collaborare ai lavori
di scavo. Per timore di un'improvvisa incursione degli aeroplani
tedeschi, il lavoro veniva eseguito di notte, in completa
oscurit. Tutte le finestre erano oscurate con fogli di carta nera
o con coperte. L'esercito polacco era parzialmente mobilitato. Era
un segreto a tutti noto che i generali e i colonnelli che erano stati
i veri padroni del paese fin dall'ascesa di Pilsudski, erano ben
lontani dall'essere preparati per una guerra moderna. Nonostante
tutte le assicurazioni del maresciallo Smigly-Rydz, secondo cui
ogni palmo di terra polacca sarebbe stato difeso, era scontato che
le forze polacche si sarebbero ritirate sul fiume Bug.
Pinnie Moskat si portava sempre in tasca una carta geografica.
Ogni giorno dimostrava agli altri fedeli della casa di preghiera di
Bialodrevna che quell'Hitler non era altro che un pazzo. Nyunie
scrisse una cartolina ad Hadassah a Shrudborov, insistendo perch
venisse a Varsavia. Le avrebbe prese in casa sua, lei e Dacha. Ma
Hadassah non voleva tornare in citt; i combattimenti sarebbero
cominciati vicino a Danzica, e non dalle parti di Shrudborov.
Aronne, il rabbino di Bialodrevna, progettava di trascorrere alcuni
giorni a Falenitz. Lia avrebbe voluto affrettare la partenza per
l'America, ma Koppel non ne voleva sapere. Passava il suo tempo
in casa della vedova Krupnick, la ex signora Goldsober. Le portava
dei regali e se ne stava con lei a giocare a carte. Lei gli cucinava
i suoi piatti favoriti. Anche Leon il Rigattiere e Motie il
Rosso facevano parte della compagnia. I vecchi amici bevevano
acquavite, mangiavano zampetto di vitello in gelatina, e fumavano
le sigarette americane di Koppel. Koppel li trattava ad ananassi
e a caviale. Parlavano della societ Anshe Zedek, della quale, tanti
anni fa, il defunto Isador Oxenburg era stato presidente, delle
guerre tra le bande di ragazzini di Varsavia e di Praga, della rivoluzione
del 1905, e delle battaglie tra scioperanti e malavita.
Com'erano lontani, quei tempi! Tutti scomparsi. Itche il Cieco,
andato. Shmuel Smetana, andato. Chatskele Shpigelglass, andato.
Andati i ricattatori, i ruffiani, i carrettieri. I borsaioli di via
Smotcha erano diventati sindacalisti. I malviventi di piazza Janash
adesso organizzavano le dimostrazioni comuniste. Erano diventati
tutti intellettuali.
Motie il Rosso scosse malinconicamente la testa. Finita per
sempre la vecchia Varsavia. Morta e sotterrata. Possiamo recitarle
il kaddish.
Ti ricordi quella volta che Baruch Palant fece la scommessa
che sarebbe riuscito a ingoiare tre dozzine di uova? disse Leon
il Rigattiere.
Ah, che tempi!
Koppel disse che gli americani non sapevano mangiare. L'unica
cosa che conoscevano era il sandwich. Godevano a fare a pugni,
ma sempre secondo le regole. Se uno portava gli occhiali, se li
doveva togliere. E c'era una regola che proibiva di colpire sotto
la cintola. Parl anche delle corse dei cavalli. Accidenti, c'era un
cavallo che aveva fatto guadagnare al suo proprietario pi di un
milione di dollari.
Leon il Rigattiere si lecc le labbra. Son bei soldi!
Puoi proprio dirlo, convenne Motie il Rosso.
E credete che si debba star l? prosegu Koppel. Niente affatto.
Uno se ne sta seduto al bagno turco come un re, e sa tutto
quel che sta succedendo. Gli arrivano i numeri man mano, con
l'elettricit. E intanto una donna ti fa il massaggio.
Aha, Koppel, rise la signora Krupnick. Sempre il vecchio
Koppel.
Credi che un uomo non sia pi un uomo soltanto perch 
vecchio? Gli occhi continuano a vedere, e il cuore a desiderare. Ma
nient'altro. Per il resto sei finito.
Tu hai ancora tempo per dirlo.
Te lo ripeto, Koppel, tu continui a perder tempo finch un
giorno o l'altro arriva Hitler e non riuscirai pi a partire.
E che cosa vuoi che mi faccia Hitler? Mi mette il sale sulla
coda?
Dice che li spazzer via tutti, gli ebrei.
Leon il Rigattiere prese fuoco. Anche Haman lo aveva detto!
Quando vide che Mardocheo non voleva piegarsi, disse che avrebbe
ammazzato tutti gli ebrei. E che cosa accadde? Arriv Ester, e lui
fin appeso a una corda.
Con Hitler non ci sar Ester che tenga.
Creper ugualmente.
Hai gi prenotato il posto alla sinagoga per Rosh ha-shan e
Yom Kippur? disse la signora Krupnick.
Andr a pregare a Falenitz, col rabbino. Dopo tutto, pare che
io sia il suo patrigno.

* * *

Il giorno pass senza che Koppel quasi se ne accorgesse. Dopo
cena i vecchi amici rimasero a giocare a carte. Prima che girassero
gli occhi era arrivata mezzanotte. Era difficile avere un tass nel
quartiere di Praga. Perci Koppel rimase a dormire l. La signora
Krupnick gli diede l'accappatoio e le ciabatte del suo defunto
marito. Gli aggiust ben bene il letto. Koppel rimase sveglio, al
buio, lucidissimo. Quasi non riusciva a credere ch'era di nuovo a
Varsavia. Sembrava quasi impossibile che fosse lo stesso Koppel
che era stato un tempo l'usciere di Meshulam Moskat. Il marito
di Bashele. Tutto gli sembrava un sogno. Cominci a pensare alla
morte. Quanto tempo gli restava ancora? Due o tre anni al massimo.
Lo avrebbero seppellito a Brooklyn. Tornando dal cimitero
i necrofori si sarebbero fermati a bere qualcosa a Delancey Street
o alla Seconda Avenue. Lia avrebbe incassato l'assicurazione di
ventimila dollari. Che cosa se ne sarebbe fatta di tutto quel denaro?
Era anche lei un vecchio ronzino. No, decise di fare un nuovo
testamento e di lasciare tutto ai suoi figli. Appena tornato in
America. Bene, e poi? I vermi lo avrebbero spolpato fino all'osso.
Tra poco tempo, nessuno si sarebbe pi ricordato che era esistito
un Koppel. Era possibile che ci fosse davvero l'anima? Che roba
poteva essere? Che cosa poteva fare, andando in giro senza un
corpo?
Si addorment. Qualche ora dopo si svegli di soprassalto.
Allung la mano e si assicur che nella tasca dei calzoni ci fosse sempre
il libretto dei travellers' check, e il passaporto nella tasca
della giacca. Lia aveva ragione. La cosa migliore era di andarsene
dalla Polonia il pi presto possibile. Le guerre erano troppo per
lui. Nella sua testa c'era una confusione di pensieri che non gli dava
tregua. La lapide sulla tomba di Bashele era caduta. Avrebbe
dovuto farcene mettere un'altra, ma si era dimenticato di occuparsene.
Il suo secondo marito, Chaim Leib, era sepolto senza
nemmeno un segno che indicasse la tomba. Cominci a pensare
a Lia. In America, comunque andassero le cose, era sua moglie;
qui in Polonia era praticamente un'estranea, per lui. Sua figlia
Lottie non gli rivolgeva mai la parola. E il suo proprio figlio,
Manyek, lo trattava dall'alto in basso, solo perch aveva un posto
da ragioniere. In America un ragioniere era uno zero; qui in
Polonia, ogni piccolo colletto bianco si sentiva un padreterno. Si
mise a tossire.
La signora Krupnick si svegli. Che c', Koppel? Non puoi
dormire?
Nel tuo letto s che dormirei.
Vi fu un silenzio. La signora Krupnick sospir e ridacchi. Sei
pazzo, sono vecchia.
Anch'io sono vecchio.
Koppel rimase sveglio fino all'alba. Poi si addorment, ma fece
un brutto sogno. Quando si alz non riusc a ricordarlo, ma gli
aveva lasciato un sapore amaro in bocca. Era impaziente di vestirsi
e andarsene il pi in frtta possibile. La signora Krupnick gli
port del t e del latte, ma lui sorb soltanto qualche sorso di t.
Si vest e and via dicendo che sarebbe tornato pi tardi. La
signora Krupnick abitava ancora in via Mala. Nella stessa casa, al
piano di sotto, abitava Zilka, la figlia di Isador Oxenburg. Koppel
non voleva farsi vedere da lei. Si calc il cappello sulla fronte e
si mise un paio d'occhiali affumicati. Cerc di scendere le scale in
fretta, ma le gambe non gli obbedivano. Finalmente arriv in via
Stalova, e col bastone faceva cenno ai tass che passavano, ma
nessuno si ferm. Alla fine sal su un tram. Fu preso da un intenso
desiderio di vedere Lia. Voleva dirle che erano due vecchi, ormai,
e che era sciocco continuare a litigare come facevano. Il bigliettaio
gli diede il biglietto. Koppel si frug in tasca, ma non
aveva neanche uno spicciolo; consegn al bigliettaio un foglio da
venti zloty. L'uomo si mise a brontolare, ma poi affond la mano
nella sua borsa e cominci a contare il resto sul palmo di Koppel,
monete da cinquanta groszy, da venti, da dieci. D'un tratto la
mano di Koppel ricadde e tutte le monete si sparpagliarono sul
pavimento della vettura. Un dolore lancinante gli travers il petto
e il braccio sinistro. Cadde all'indietro. I passeggeri balzarono su.
Il bigliettaio suon il campanello per avvertire il conducente.
Muoio, pens fugacemente Koppel.  la fine. Soltanto
un frammento di pensiero ancora aleggiava nel fondo della sua
coscienza, che ci che stava succedendo ora aveva qualcosa a che
fare col sogno di quella notte.
Non si risvegli pi. Non si accorse di essere portato fuori
del tram e disteso sul marciapiede. Non ud arrivare l'ambulanza.
Non si rese conto di essere trasportato in un ospedale cattolico
e messo in un letto di corsia. Non vide il giovane medico mettergli
uno stetoscopio sul petto e dare ordine che gli facessero
un'iniezione.
Passarono due giorni senza che nessuno della famiglia riuscisse
a sapere che cosa ne fosse di lui. Lia era nella pensione di Otwotsk.
Soltanto il terzo giorno la polizia scopr che il morto con passaporto
americano aveva un figlio, Manyek Berman. Manyek, Yppe, e
Shosha si recarono all'obitorio. Simon non volle che Shosha scendesse
nel locale, era incinta. Scesero soltanto Manyek e Yppe. Su
tavoli dal piano di lamiera giacevano cadaveri coperti con tela di
sacco. L'inserviente, uno zoppo con una grossa protuberanza sul
cranio, sollev la copertura di uno dei corpi. Era Koppel, ma nel
tempo stesso non era Koppel. La faccia si era curiosamente ritirata
e aveva acquistato un colore giallastro, come un osso. Le orecchie
erano bianche, il naso era puntuto come un becco d'uccello.
La dentiera era caduta. La bocca aperta sembrava una caverna.
All'angolo degli occhi aleggiava un sorriso. Era come se il cadavere
dicesse tacitamente: Bene, vedete?... Ecco com'... Yppe
cominci a singhiozzare e si afferr al braccio di Manyek. Manyek
sollev una palpebra del morto. La pupilla fissava ciecamente il
nulla.
Poche ore dopo, Lia si precipit a Varsavia. Le due famiglie, i
Moskat e i Berman, si diedero da fare nei preparativi del funerale.
Pinnie and negli uffici della Comunit per prendere gli accordi.
Lia sedeva immobile nella cucina di Pinnie. Non piangeva,
ma continuava a torcersi le mani. Era stato tutto uno sbaglio:
il suo divorzio da Moshe Gabriel, il suo matrimonio con Koppel,
l'averlo continuamente tormentato e rimproverato invece di cercare
d'incoraggiarlo e di essergli di sostegno. Ma ormai era troppo
tardi, troppo tardi.
Un funerale ebraico si radun alla porta dell'ospedale cattolico.
I gentili si fermavano a guardare quello strano spettacolo. V'era
una folla di amici, di parenti in lutto. C'era la signora Krupnick,
che singhiozzava forte e si soffiava il naso. C'erano Regina e Zilka,
le sorelle Oxenburg. Nyunie sosteneva Lia sottobraccio, alla maniera
moderna. Motie il Rosso e Leon il Rigattiere guardavano
lontano, in silenzio. Lottie continuava ad asciugarsi gli occhiali.
Aronne, il rabbino, non era venuto a Praga; li avrebbe raggiunti
al cimitero. Tra i convenuti v'era una donna con una faccia piatta
e scura e occhi calmucchi. Lia la riconobbe. Era Manya, la serva
di Meshulam Moskat. Come avesse fatto a sapere della morte di
Koppel rimase un mistero per lei.
...
CAPITOLO UNDICESIMO.

La notizia che Hitler e Stalin avevano firmato un accordo fu appresa
da tutti come un annuncio di guerra. Ci nonostante, Asa
Heshel non credeva che le ostilit vere e proprie sarebbero cominciate
tanto presto. Si trovava, con Barbara, in un villaggio vicino
al Babia Gora, a una certa distanza sia da Zakopane sia da Cracovia.
Giornali ne arrivavano pochi, da quelle parti, e v'erano anche
poche radio. Asa Heshel e Barbara pensavano che la zona
intorno a Cracovia sarebbe stata la pi sicura. Lui aveva mandato
un po' di denaro ad Hadassah, e aveva ricevuto in risposta una
lettera con la quale lei lo informava che a Varsavia stavano scavando
trincee dappertutto, e che la notte la citt era oscurata, ma
che a Shrudborov nulla era cambiato. Koppel, l'usciere, era morto;
la zia Lia e Masha contavano di partire per l'America subito dopo
il Capodanno ebraico. Lottie sarebbe andata in Palestina con
suo fratello Aronne. Tutti quanti gli mandavano affettuosi saluti.
Il mercoled mattina Asa Heshel e Barbara andarono a Zakopane.
Poi presero l'autobus per Morske Oko, e di l proseguirono
a piedi per Charnystav. Passarono la notte in una locanda. Dall'altra
parte della frontiera, in Cecoslovacchia, v'erano le orde naziste,
ma non v'era alcun pericolo che l'invasione potesse cominciare
attraverso le montagne. Il giorno dopo tornarono al villaggio vicino
al Babia Gora. Era una calda giornata d'autunno, e i contadini
stavano battendo il grano. Una sposa con due damigelle in costumi
ricamati andavano di capanna in capanna, e con profonde riverenze
invitavano i vicini a un matrimonio. Intanto si stava celebrando
un altro matrimonio, e davanti alla chiesa erano fermi diversi
carri infiorati. I finimenti dei cavalli erano adornati con rami.
Giovanotti in camicie ricamate, con piume rosse e verdi sul
cappello, suonavano violini, tamburi e cembali. Altri cantavano
canzoni di montagna. Nei campi, dietro le capanne, vecchie contadine
scavavano patate. L'aria era cos chiara che, allungando una
mano, sembrava di poter toccare le montagne; in mezzo alle rocce
scure erano nitidamente visibili le strade ed i sentieri.
La contadina presso la quale abitavano Barbara e Asa Heshel
aveva preparato per loro una cena di fragole con panna. Barbara
scald dell'acqua in un caldaio e si lav i capelli. Asa Heshel usc
sull'aia e si allung su un'amaca appesa tra due alberi. Dall'altra
parte dell'aia v'era un ripido rialzo di terreno, simile a un bastione
di fortezza, sulla cui sommit v'era una fila di pini, come guerrieri
vestiti di verde. Il sole basso nel cielo brillava come una lampada
rossa. I vapori che circondavano i picchi delle montagne
prendevano un colore acceso. Un falco ruotava in alto. Il silenzio
era tale che Asa Heshel poteva udire il battito delle sue ali.
In quelle settimane trascorse in campagna era aumentato di
qualche chilo. L'appetito era buono, e la notte dormiva saporitamente.
Quella vacanza aveva creato tra lui e Barbara una dimestichezza
che non avevano mai conosciuto. Barbara accarezzava l'idea
di avere un bambino da lui. Non tenevano pi i conti separati, ma
avevano un fondo comune. Lui le insegn a cucinare certi piatti
che faceva sua madre: focacce di tritello, taglierini con piselli,
gnocchi di farina cotti nel latte. Nel pomeriggio se ne andavano
nell'orto, si sdraiavano sull'erba sotto un grande melo, e parlavano
di qualunque cosa gli passasse in testa. Si divertivano a fare combinazioni
di parole polacche e yiddish. A volte discutevano semiaddormentati.
Qualunque cosa Barbara dicesse approdava sempre alla
stessa conclusione: non poteva esservi benessere sociale senza
economia pianificata, e non poteva esserci economia pianificata
senza dittatura del proletariato. Le prime notizie del patto Hitler-Stalin
avevano gettato Barbara in una certa confusione, ma ben
presto si riebbe: lo avevano reso inevitabile l'Inghilterra e la
Francia con la loro politica. Prima avevano aiutato Hitler a salire
al potere, e poi avevano cercato di aizzarlo contro la Russia.
Anche gli argomenti di Asa Heshel avevano una direzione precisa: si
sapeva troppo poco per poter prevedere la storia. Finch la gente
continuava a procreare in modo incontrollato, gli esseri umani
avrebbero dovuto lottare per spartirsi la terra. Inoltre, dove stava
scritto che esisteva un sistema per salvare l'umanit? E per quale
ragione gli esseri umani dovevano essere salvati?
Il gioved sera andarono a letto presto, e Barbara si addorment
subito. Asa Heshel rimase lungamente sveglio. Non aveva
chiuso la persiana e restava a guardare il cielo notturno fittamente
cosparso di stelle. Ogni tanto una meteora attraversava lo spazio
lasciandosi dietro una scia luminosa. Silenziosi lampi estivi balenavano
in un angolo del cielo, preannunciando una giornata calda.
Le lucciole mandavano la loro luce intermittente; v'era un gracidio
di rane; ogni sorta di insetti alati penetravano nella stanza
sbattendo contro le pareti, le imposte, le colonne del letto. Asa
Heshel si mise a pensare a Hitler; secondo Spinoza, Hitler era
parte della Testa di Dio, un aspetto della Sostanza Eterna. Ogni
suo atto era stato predeterminato da leggi eterne. Anche se uno
rifiutava Spinoza, doveva pur ammettere che il corpo di Hitler
era parte della sostanza del sole, da cui in origine si era staccata
la terra. Ogni infame azione di Hitler era una parte funzionale del
cosmo. Se si era logicamente conseguenti, bisognava quindi ammettere
che Dio era male, o altrimenti il dolore e la morte erano
bene.
Barbara sussult. Per un momento parve avesse smesso di
respirare, come fosse tesa in ascolto. Poi il suo respiro torn a
essere udibile, e nel sonno pass un braccio sotto il collo di Asa
Heshel. Lui le si accost con ardore, pass la sua mano sopra il
corpo di lei, sulle spalle, i seni, il ventre. Questo ch'era disteso
vicino a lui era un essere umano, un essere simile a lui, il prodotto
d'innumerevoli coppie di maschi e femmine, anello di una catena
d'indeterminabile attivit, erede di scimmie, pesci, ed esseri informi
scomparsi senza lasciar traccia. Anche lei era soltanto una cosa
evanescente, presto sarebbe tornata nel calderone in cui si preparavano
nuove forme. Per quando Asa Heshel si addorment, l'alba
era gi spuntata.
Sent che qualcuno lo svegliava; era Barbara. La capanna dalle
pareti scialbate e le pesanti intravature era piena di sole. L'aria era
fragrante per l'odore di latte appena munto e di caff. Asa Heshel
reag di malumore:
Perch mi svegli? Lasciami dormire!
Asa Heshel!  scoppiata la guerra! disse Barbara, trattenendo
a stento le lacrime.
Asa Heshel rimase zitto per un momento. Quando? Come fai
a saperlo?
L'hanno sentito alla radio. Hanno gi cominciato a
bombardarci.
Asa Heshel si lev a sedere. Dunque ci siamo!
Dobbiamo partire subito.
Fuori, la strada del villaggio era affollata di contadini. La maggior
parte, con la faccia levata in alto, scrutavano il cielo. Degli
aeroplani avevano sorvolato il villaggio, ma nessuno sapeva se
fossero polacchi o nazisti. Ogni tanto qualcuno cacciava la testa
dentro la finestra della stanza dove abitava quella gente di citt.
Barbara tir la tenda. Asa Heshel si vest e usc. Nessun treno fermava
al villaggio. Bisognava trovare un carro che li portasse fino
a Yordanov; qui avrebbero potuto prendere il treno locale per
Cracovia. Asa Heshel domand a un contadino se li avrebbe portati
fino a Yordanov, ma l'uomo scroll le spalle: chi poteva essere
tanto scemo da rischiare cavallo e carro per una strada, in un momento
come quello? Asa Heshel arriv fino all'ufficio postale, dove
a volte capitava di trovare un passaggio. Il villaggio era in tumulto.
Le porte delle case erano aperte. I vecchi parlavano seri,
i giovani facevano gli spiritosi. All'ufficio postale Asa Heshel incontr
un insegnante gentile di Zakopane, che lui e Barbara avevano
conosciuto durante l'ascensione del Babia Gora. Guard Asa
Heshel stupefatto. Ma come!  ancora qui, signore? I nazisti
possono arrivare da un momento all'altro.
Asa Heshel si sent incollare la camicia addosso per il sudore.
Non riesco a trovare un carro e un cavallo.
Se fossi in lei, signore, partirei a piedi.
L'insegnante trasse di tasca una carta geografica, e con una matita
indic i pi vicini villaggi cechi dall'altra parte della frontiera.
Gadza, Namestovo, Yablunka. Verano dei valichi attraverso i quali
i carri armati nazisti potevano arrivare da un momento all'altro.
Forse, lei, signore, pu riuscire a procurarmi un carro e un cavallo,
in qualche posto. Pagher con tutto ci che ho, disse Asa
Heshel.
L'insegnante vi riusc. Decise di andare con loro. Il viaggio fino
a Yordanov sarebbe durato almeno tre ore. I contadini guardarono
la gente di citt salire sul carro. Barbara e Asa Heshel sedettero
su balle di paglia. L'insegnante sedette accanto al guidatore.
Il cavallo s'incammin lentamente. Asa Heshel si volse verso il
Babia Gora e il cielo sereno che lo sovrastava. Gli venne alle labbra
il versetto dei salmi: Alzer i miei occhi verso le montagne,
di dove mi giunger il soccorso.
...
CAPITOLO DODICESIMO.

1.

Asa Heshel e Barbara arrivarono a Varsavia con gli abiti a brandelli,
le scarpe rotte, e senza le loro valige. A lui era cresciuta la
barba, e l'abito bianco di Barbara era diventato di un colore indefinibile.
In sei giorni di vagabondaggi avevano subto dei bombardamenti,
avevano sofferto la fame e la sete. Avevano passato
le notti nelle stazioni o nei campi. Avevano percorso a piedi lunghe
distanze, si erano riparati nei fossi. Fin dall'inizio Asa Heshel si
era conciliato all'idea della morte. In un taschino del panciotto
teneva una lametta da barba con la quale pensava di tagliarsi le
vene alla vista dei primi tedeschi. Ancora prima di partire da Cracovia,
Barbara aveva sostenuto ch'era una pazzia tornare a Varsavia.
Sarebbe stato molto meglio dirigersi verso Rzeszow, e di l proseguire
per Volhynia, o magari per la frontiera romena. Ma Asa
Heshel non ne aveva voluto sapere. Barbara non riusciva a capirlo:
un tipo come lui, il marito infedele per eccellenza, il padre che
aveva piantato i suoi figli, tutt'a un tratto aveva sviluppato questo
grande attaccamento per la famiglia. Non aveva diritto, diceva, di
lasciar sole Hadassah e Dacha in una situazione come questa. Sua
sorella era a Varsavia. Gli uomini lasciavano le loro case e seguivano
l'esercito polacco in ritirata, ma lui, Asa Heshel, l'eterno
disertore, faceva di tutto per penetrare nella citt quasi assediata.
A un certo punto avevano quasi deciso di dividersi. Ma poi avevano
finito col restare insieme. Negli ultimi giorni del loro viaggio
si erano scambiati appena qualche parola. Asa Heshel si comportava
in modo strano. In una tasca della giacca aveva un libro di
algebra senza copertina e dei fogli di carta. Tra un bombardamento
e l'altro faceva dei calcoli con una matita. Non aveva paura del
pericolo, diceva, era soltanto annoiato. E dove si poteva trovar rifugio
da questo caos se non nel regno delle idee perfette? Un
triangolo conteneva pur sempre due angoli retti. Nemmeno Hitler
poteva cambiare una cosa come questa. A Piotrkow and in cerca
di una libreria in mezzo a un bombardamento. Poi si sedette per
terra, sul marciapiede della stazione, in mezzo alla folla che aspettava
il treno, e si mise a leggere. La gente lo guardava, alcuni con
invidia, altri con derisione. Nel panico generale Barbara si era
fatta meno riservata. Attaccava discorso con vecchi ebrei barbuti,
con ebree imparruccate, in un miscuglio di polacco e di yiddish.
Chiedeva consigli, favori, e raccoglieva ogni sorta d'informazioni.
Asa Heshel evitava tutti. Il suo volto che ulteriormente si era un
po' riempito, era di nuovo macilento. Gli occhi fissavano costantemente
sopra le teste di quanti gli stavano intorno, e la barba
che gli era spuntata in quei giorni gli dava l'aspetto di un chassid.
Una volta, seduto dentro una buca con Barbara, vicino a una stazione
bombardata, d'un tratto le aveva domandato: Che cosa
pensi di Dio, in questo momento, dimmi!
Che cosa io penso di Dio? Sei tu quello che passa tutto il tempo
a fare i conti con Lui.
Lui crea facilmente e distrugge facilmente. Ha il suo
laboratorio.
Il treno elettrico da Grodzhisk a Varsavia non funzionava pi.
Asa Heshel e Barbara terminarono il viaggio su un autocarro, e
Asa Heshel diede all'autista i suoi ultimi dieci zloty. Arrivarono
di notte nella citt oscurata. Qua e l v'erano cittadini della protezione
antiaerea con una fascia sul braccio. In mezzo alla strada
v'era una trincea fiancheggiata da due mucchi di terra. I tram non
funzionavano pi e non si vedeva passare nessun droshky. Le finestre
erano tutte buie, e la striscia di cielo in mezzo alle case era
fittamente cosparsa di stelle. Un cupo silenzio gravava su Varsavia,
uno strano, insolito silenzio. Asa Heshel e Barbara percorsero viale
Gerusalemme, via Marshalkovska, e svoltarono per via Ferro,
diretti a casa di Barbara.
In via Zlota videro una casa bombardata. Si sentiva un odore
di bruciato, di carbone, di gas, e di ceneri ancora fumanti. La facciata
era crollata completamente; un soffitto pencolava sopra un
mucchio di mattoni, intonaco e vetro. Si vedeva l'interno delle
stanze, coi loro letti, i tavoli, i quadri. Ad Asa Heshel vennero in
mente certe scenografie del teatro d'avanguardia. La strada era
ostruita, e dovettero valicare mucchi di macerie. In via Ferro stava
bruciando una fabbrica; le fiamme danzavano dietro le sbarre
delle finestre, da cui usciva un fumo acre. Nella semioscurit,
alcuni pompieri dirigevano getti d'acqua in mezzo alle fiamme.
Arriv un ometto, domand qualcosa, e fu preso da un accesso
di rabbia. Barbara riconobbe a stento la sua casa. Suon il campanello
diverse volte, ma nessuno rispose. Cominciarono a tempestare
sul portone coi pugni. Finalmente udirono dei passi; si apr
uno spioncino, e un paio d'occhi acuti guardarono fuori. Non era
il vecchio portiere, che conosceva Barbara, ma uno nuovo. La chiave
gir nella serratura e il portone si apr per uno spiraglio.
Da chi andate?
Abitiamo qui.
Dove?
Barbara gli diede il numero del suo appartamento.
 proibito andare in giro di notte.
Arriviamo adesso da Zakopane.
Che cosa? Come? Be'... Il portiere si gratt la testa imbarazzato
e li fece entrare. Salirono le scale. La porta della stanza di
Barbara era aperta. Che fosse stata svaligiata? Avrebbe voluto
accendere la luce, ma si ricord che era proibito. Si aggir per la
stanza a tastoni, apr l'armadio. I suoi vestiti e la sua pelliccia
c'erano ancora. And alla scrivania e tent i cassetti: erano chiusi.
Possibile che avesse dimenticato di chiudere la porta, nella fretta
della partenza? Ricordava chiaramente di aver rifatto il letto, prima
di partire, ma ora la coperta era per met sul pavimento e le
lenzuola erano in disordine. Qualcuno aveva dormito l. And al
telefono e sollev il ricevitore; ud il segnale della centrale; il
mondo esisteva ancora. Prese le chiavi dalla borsa e apr l'armadio
della biancheria; al buio, prese delle lenzuola, una federa, e un
asciugamano. La gente che aveva forzato la porta non aveva toccato
nulla. Asa Heshel stava in piedi presso la finestra. Il cortile era
totalmente al buio. Nere finestre vi si affacciavano, come finestre
di rovine. Un silenzio pesante riempiva gli spazi bui. Gli occorse
un pensiero: Tutte le civilt si sono estinte. Rimangono soltanto
gli scheletri dell'abitazione umana, sparpagliati qua e l come
pietre tombali.
Stanotte dormiremo in un letto, disse Barbara.
Ormai abituato al buio, Asa Heshel trov il rubinetto e lo
apr. Il tubo gorgogli e soffi; poi cominci a scorrere l'acqua
tiepida. Asa Heshel vi mise sotto prima le mani e poi la testa,
lavandosi e bevendo nel tempo stesso. Cominci a spogliarsi. Dal
risvolto dei calzoni caddero dei sassolini che rotolarono sul pavimento.
Le scarpe erano mezzo rotte e piene di sabbia. La camicia
gli si era appiccicata alla pelle. Pos i panni su una sedia, si sedette
sul sof e cominci a strofinarsi i piedi. Dio, quanta strada
avevano fatto, da venerd! Non avrebbe mai immaginato di riuscire
a camminare tanto. Si strofin le costole, il ventre, il petto.
Si allung e chiuse gli occhi. Soltanto allora gli venne in mente
che non aveva mangiato nulla fin dal mattino presto. Si sentiva
dei gorgogli nella pancia. Il polso gli batteva lento e irregolare.
C' qualcosa da mangiare? domand a Barbara.
Aspetta un momento.
Trov parecchia roba nella credenza: un sacchetto di farina,
una scatola di riso, una scatola di sardine, uno sfilatino secco.
Asa Heshel strofin un fiammifero e lei accese un fornello a
gas. Mise il riso a cuocere, poi spezz in due lo sfilatino e ne diede
una met a lui, che cominci a masticarlo, bevendo ogni tanto un
sorso d'acqua. Non era del tutto sveglio. Gli venne in testa che
Hadassah e Dacha erano probabilmente a Varsavia, in casa di
Nyunie. D'un tratto si ricord che aveva anche un figlio, in Palestina.
C'erano dei paesi che erano ancora in pace. In America
la gente andava a teatro, mangiava nei ristoranti, ballava, ascoltava
musica. Ud un miagolio di gatti, in cortile; il mondo animale
non sapeva neanche l'esistenza di Hitler; allo stesso modo anche
gli esseri umani mancano di percepire altre realt.
Si addorment. Barbara lo svegli. Apr gli occhi ma non riusc
a ricordarsi di nulla. Non sapeva dove si trovasse n che cosa
gli fosse accaduto. Ud una voce: Asa Heshel, il riso  pronto.
Chi  che mangia riso nel cuore della notte, si domand meravigliato.
Barbara gli diede un cucchiaio. Lui si port alla bocca una
cucchiaiata di quella roba mezzo cotta. Lei gli sedette accanto e
mangi nella stessa scodella, accostando la sua guancia contro quella
di lui.
Non hai fame?
Ho bisogno di dormire.
Si alz dal divano, ma non riusc a vedere il letto. Urt contro
un tavolo, una sedia, l'orlo della stufa. Poi si ferm e attese.
Cadde in uno stato di assopimento, come un animale. Si riscosse
con un sussulto.
Che cosa fai? Perch non ti corichi?
Avrebbe voluto rispondere, ma le parole non gli si formavano.
Un chicco di riso gli era rimasto attaccato alla lingua. Si sostenne
alla parete, come un bambino che impari a camminare. Barbara lo
circond con le sue braccia. Che cosa c'? Mi spaventi.
Lo guid verso il letto. Le lenzuola erano fresche. La testa gli
cadde sul cuscino.

2.

Il mattino dopo Asa Heshel fu risvegliato da un rumore di
aeroplani e sgranare di mitragliatrici. La stanza era inondata di
sole. Barbara era gi alzata e si affaccendava l attorno, in vestaglia
e pantofole. Asa Heshel fu preso da una gioia infantile. C'era il
sole! La gente era viva! Lui era a casa! Balz dal letto e si vest.
Il rumore degli aeroplani era cessato e con esso il fuoco delle
mitragliatrici. Le finestre erano di nuovo aperte; le radio blateravano,
bambini strillavano, il cortile era pieno di gente che parlava e gesticolava
indicando il cielo. Una gaiezza festiva sembrava animare
tutti quanti. Asa Heshel si era svegliato pieno di fame, di sete,
con le gambe deboli, ma impaziente di muoversi, di vedere i suoi
parenti. L'incubo dei nazisti che lo aveva oppresso per tutti quei
giorni gli era scomparso. Barbara accese la radio. L'annunciatore
non parlava che di vittorie: le nostre eroiche truppe stavano respingendo
il nemico su tutti i fronti. A Sheradz, a Piotrkow, a
Cechanov, a Modlin. Nella penisola di Hel i nostri valorosi soldati
stavano opponendo un'eroica resistenza. Il nemico stava per
essere ricacciato dall'isola di Westerplatte, vicino a Danzica. Aeroplani
francesi e inglesi bombardavano impianti industriali tedeschi
nella Rhr. Enormi dimostrazioni di protesta si svolgevano in
America. II presidente Roosevelt aveva indetto una riunione d'emergenza
del suo gabinetto.
Il bollettino delle notizie era inframmezzato da musiche e da
istruzioni alla popolazione civile: che cosa si doveva fare durante
un bombardamento, come soccorrere i feriti. Poi di nuovo notizie,
ordini, annunci, promesse piene di ottimismo. Asa Heshel telefon
a Nyunie, ma non ebbe alcuna risposta. Cerc il numero di Pinnie
e lo chiam.
Rispose Pinnie in persona, con voce rauca e tremolante.
Pronto.
Sono Asa Heshel, il marito di Hadassah.
Pinnie rimase zitto. Asa Heshel continu: Ho telefonato a mio
suocero, ma nessuno ha risposto.
Alla fine Pinnie disse: Tuo suocero si  trasferito qui da
noi.
Non pu chiamarmelo al telefono?
 appena uscito.
Forse lei mi sa dire dove si trova Hadassah.
Pinnie cominci a balbettare qualcosa, s'interruppe, toss, e poi
disse, in tono di rimprovero: Pensavamo che saresti rimasto
l.
Sono tornato ieri sera.
Come hai fatto? Ma non importa. Hadassah  morta.
Vi fu un lungo silenzio alle due estremit. Alla fine Asa Heshel
disse: Quando? Com' successo?
A Otwotsk. La prima bomba.
Di nuovo un lungo silenzio. Dacha, dov'?
 qui con noi. Le vuoi parlare?
No. Vengo subito l.
Mentre Asa Heshel parlava per telefono, Barbara aveva continuato
a rovistare nell'armadio. La sua roba migliore l'aveva persa
per la strada. Tir fuori vestiti, scarpe, biancheria. Evidentemente
non aveva seguito la conversazione al telefono, poich disse: Be',
come stanno i tuoi?
Barbara! Devo andare! rispose lui con voce atona. Hadassah
 morta!
Lei lo guard e si fece pallida.
Torner stasera, disse lui.
Se la casa sar ancora in piedi!
Si guardarono per un momento, poi Barbara parve uscire dalla
sua trance. Aspetta un momento. Vengo con te. Potremmo
perderci.
Lui sedette sul divano mentre lei si vestiva, quindi uscirono
insieme. La strada era affollata; Asa Heshel non ricordava di
aver mai visto tanta folla in via Ferro. La gente si urtava sui marciapiedi
e in mezzo alla strada. Portavano valige, pacchi, fagotti,
zaini. Un uomo alto teneva un paralume da terra in una mano e un
cesto nell'altra. In uno spiazzo dov'erano disseminati tronchi d'albero,
un gruppo di ebrei e di gentili stava scavando una grande
trincea. I chassidim vibravano i colpi di piccone con grande ardore,
tergendosi il sudore dalla fronte. Poco pi oltre v'era una panetteria
aperta; Asa Heshel vide delle donne che ne uscivano con
pagnotte di pane fresco. Molti passanti erano in tenuta semi-militare:
c'erano delle ragazze col cappotto da soldato; uomini in
abiti civili con l'elmetto in testa. Infermiere, barellieri e scout
si facevano strada tra la folla. Ogni tanto s'incontrava qualcuno
con la maschera antigas appesa al collo. In mezzo alla confusione
due suore alte stavano facendo una discussione. Barbara si stringeva
al braccio di Asa Heshel nel timore di perderlo. Lei si era
cambiata, ma lui indossava ancora il vestito sbrindellato, la camicia
sporca, le scarpe rotte con cui era arrivato. Passando davanti
alla vetrina di un negozio ebbe la visione di se stesso e ne fu colpito.
Non poteva presentarsi in quello stato in casa di Pinnie.
Svolt, e si diresse verso casa sua in via Novolipki.
Anche il quartiere ebraico era affollatissimo. Davanti alle panetterie
v'erano lunghe code. Alcuni negozi erano chiusi e sprangati,
altri erano ancora aperti. I negozianti facevano la guardia. Qua e
l erano state innalzate barricate; tavoli, sedie, casse erano sparsi
qua e l; in un punto era stato rovesciato un carro con le ruote in
aria. I bambini si arrampicavano sui mucchi di macerie. Una bomba
era caduta nelle vicinanze, ancora non si sapeva esattamente
dove. Piccoli gruppi stavano a leggere i giornali yiddish stampati a
lettere cubitali su una sola facciata. Nell'aria polverosa v'era
una selvaggia confusione che ad Asa Heshel evocava pensieri di un
eclisse di sole, fuoco, aspettazione messianica. Passarono davanti
a una bottega di barbiere. Domand a Barbara degli spiccioli.
Entr anche lei. Il barbiere cominci a insaponargli la faccia appena
si fu seduto, senza nemmeno darsi la pena di avvolgergli un asciugamano
intorno al collo. Barbara aspett, guardando gli specchi.
Aveva qualche centinaio di zloty alla Banca di Stato, ma aveva sentito
che tutte le banche erano state chiuse. Tutte le sue ricchezze
ora ammontavano a trentotto zloty e un anello con brillante.
La stanza di Asa Heshel in via Novolipki era stata presa da una
sorella del padrone, appena arrivata dalla campagna. I suoi vestiti,
per, non erano stati toccati. Si cambi in cucina gettando
la camicia dalla finestra. Nel cassetto della scrivania v'era una
vecchia stesura del Laboratorio della felicit scritta in Svizzera.
Asa Heshel apr lo sportello della stufa e vi cacci dentro il manoscritto.
Poi scese di sotto. Barbara stava parlando con un giovane
soldato ebreo. Vedendo Asa Heshel, fece per presentarglielo, ma
poi cambi idea, salut il soldato e corse incontro ad Asa Heshel.
Dobbiamo far presto finch il ponte  ancora in piedi! Bisogna
fuggire!
Fuggire dove?
Verso la Russia.
Mia figlia  qui.
Asa Heshel, non abbiamo un minuto da perdere!
Io rimango qui.
Lei stette un po' indecisa per un momento. Poi lo prese per un
braccio e lo accompagn a via Tvarda, dallo zio Pinnie. Rimase
ad aspettare fuori. Aeroplani tedeschi passavano bassi. Udiva lo
sgranare delle mitragliatrici antiaeree, le esplosioni delle bombe.
Vide colonne di fumo giallo innalzarsi sopra i tetti. Stormi di uccelli
volteggiavano, strillando. La gente correva qua e l in preda al
panico. Qualcuno le disse di ripararsi, ma lei temeva di perdere
Asa Heshel. Guard in alto, il cielo, pieno di fumi di un giallo
sulfureo, e sbadigli. Ora capiva che cosa aveva inteso dire Asa
Heshel quando aveva detto che la guerra lo annoiava.
Dopo un pezzo Asa Heshel riapparve. Aveva visto tutta la famiglia:
suo suocero, la moglie di suo suocero, Dacha, Reb Aronne,
Lia, Dosha, Lottie. V'era anche altra gente che lui non conosceva.
Le stanze erano stipate, e in gran disordine. Materassi, coperte,
lenzuola erano stati fatti su in grandi fagotti; v'erano valige, bauli
e pacchi sparsi dappertutto. Lia, con un cappello dal lungo velo
nero, se ne stava in disparte esaminando il suo passaporto americano.
Il rabbino conversava con un giovane. Pinnie correva qua e
l, balbettando cose incomprensibili. A quanto pareva, una bomba
era scoppiata proprio l vicino. Dal soffitto e dalle pareti erano
caduti pezzi d'intonaco, scoprendo i tubi del gas. Una polvere gialla
copriva ogni cosa. In cucina, Asa Heshel trov Lottie che stava
leggendo un libro inglese seduta su uno sgabello. Nessuno faceva
attenzione a lui. Dacha stava mangiando pane e salsiccia. Si era fatta
molto pi alta dall'ultima volta che l'aveva vista, la sua faccia
aveva preso un pallore cittadino. Mangiava con la lentezza, la
concentrazione di un'orfana che sia divenuta un peso per i suoi
parenti. Raccont al padre tutti i particolari: la mamma era andata
a Otwotsk per informarsi sui treni, in compagnia della figlia maggiore
di Vanya. D'un tratto era suonato l'allarme; le due donne
erano corse a rifugiarsi in una scuola. E la bomba era caduta proprio
l. La mamma era morta la sera stessa nel sanatorio del dottor
Barabandel. La ragazza aveva perduto un braccio. La mamma era
stata seppellita a Kartchev.
Dacha cominci a singhiozzare; appoggi la testa sulla spalla
del padre e pianse con la voce roca e stridula di un'adulta.

3.

Dalla casa di Pinnie Asa Heshel e Barbara andarono in via dei
Francescani, dove abitava la sorella di lui. Strada facendo furono
sorpresi da un'altra incursione aerea e si rifugiarono sotto un arco.
Di nuovo gli aeroplani sorvolarono la citt a bassa quota, tra
sgranare di mitragliatrici ed esplosioni di bombe. Quando le sirene
suonarono il cessato allarme, essi ripresero la strada passando davanti
a case in fiamme e mucchi di macerie. In breve, le vie si affollarono
di nuovo. Era stato diramato un ordine per radio, secondo
il quale tutti gli uomini atti al servizio militare dovevano abbandonare
la citt. Immense folle percorrevano le strade che portavano
ai ponti di Praga. Alcuni andavano a piedi, altri a bordo
dei pi svariati veicoli: carretti, droshky, motocicli, autobus,
e tass. Una limousine rimase imbottigliata nel traffico. Attraverso
i finestrini i passanti guardavano due elegantissime signore con
cagnolini di lusso.
La chiesa semidiroccata di piazza Gzhybov, di fronte alla casa
di Reb Meshulam, era stata trasformata in ospedale, dove alcune
suore soccorrevano i feriti. L'ampia gradinata era cosparsa di sangue.
I morti in citt erano tanti che non era possibile trasportare
tutti i cadaveri. Alcuni erano portati via su tavole. I Giardini Sassoni
erano devastati da lunghe trincee nelle quali fuoruscivano le
radici degli alberi. Asa Heshel e Barbara proseguirono il loro lungo
tragitto. Questo  il fascismo, pensava Barbara. L'ho combattuto
senza sapere che cosa fosse. Ora lo vedo. Ma che cosa faccio
qui? Perch continuo a girovagare per la citt? Devo fuggire!
Oggi stesso! Le venne una brutta idea. Ora che Hadassah era
morta, Asa Heshel l'avrebbe sposata.
Asa Heshel camminava a capo chino. Era preparato al peggio.
Magari anche Dinah era morta. Ricord il versetto del Salmista:
Poich sono pronto a fermarmi, e il mio dolore  continuamente
davanti a me. Si sentiva il cuore contratto come fosse stretto
in un pugno. Fantastico! Aveva avuto il presentimento, l'ultima
volta, che non avrebbe rivisto Hadassah mai pi. Lei lo aveva
guardato in un modo cos strano, cos timido. Se muoio, aveva detto,
voglio essere sepolta accanto a mia madre. Chi le avrebbe detto
che sarebbe stata sepolta a Kartchev.
Di nuovo s'ud l'allarme. Di nuovo il rombo degli aeroplani.
Corsero a cercar riparo. Dentro un portone, questa volta. Asa
Heshel si appoggi al muro e chiuse gli occhi. Hadassah, dove
sei in questo momento? Mi senti? Esisti? Era possibile che il
passato non esistesse pi? Che non ci fosse altro che il presente?
Se almeno fosse riuscito a piangere! Ma dai suoi occhi non sgorgava
neanche una lacrima. Perch continuava a vivere? Non aveva
immaginato che la morte di Hadassah lo avrebbe distrutto cos.
Sentiva un gran vuoto intorno a lui, gli sembrava di non reggersi
pi sulle gambe; era pieno dell'orrore della morte.
Arrivarono in via dei Francescani. Anche questa volta Barbara
rimase ad aspettare di sotto. Asa Heshel buss alla porta di sua
sorella. Non vi fu risposta. Spinse la porta ed entr. Vide Dinah,
che gli corse incontro, la parrucca tutta arruffata, la faccia gialla,
come avesse l'itterizia. Gli gett le braccia al collo, come uscita di
senno, ridendo e piangendo. Sei proprio tu! Non  un sogno?
Pensavo che ti avessero preso. Dio del cielo!
Erano tutti in casa: Menassah David, Tamar, Yerachmiel, Dan.
Menassah David venne fuori senza il suo gabbano, con la camicia
a frange ed i calzoni tenuti su con un pezzo di spago. In una mano
teneva un libro di racconti chassidici, e nell'altra un mozzicone di
sigaretta. La faccia barbuta incorniciata di riccioli, col suo curioso
miscuglio di rozzezza e di nobilt, era tutta illuminata. Fece un gesto,
come per correre ad abbracciare il cognato ma invece si arrest
sulla soglia e cominci a dondolarsi qua e l e a compiere
strani gesti. Entr Tamar, spingendo il padre da una parte. Sembrava
esausta, come non avesse dormito da molte notti. Guard
lo zio, come vergognandosi delle condizioni in cui si presentava la
casa. Dopo di lei arrivarono i due ragazzi. Al pi grande gi cominciava
a spuntare la barba; portava uno zucchetto. Il pi piccolo
indossava un gabbano tutto spiegazzato, e in testa aveva un berrettino.
Dinah batt le mani ed eruppe in una lamentazione. Vedi
la nostra miseria? Pianse. Guardaci! Come non avessimo
abbastanza sventure anche senza di questa!
Zio Asa Heshel! grid Tamar, gettandogli le braccia al collo.
Quando sei arrivato? E come hai fatto? Pensavo ti fosse accaduto
chiss che! In mezzo a tutte queste stragi...
Zitta! Non gridare! si lament Dinah, turandosi le orecchie.
Questi bombardamenti in continuazione! Mi fanno diventare
pazza! Perch stai l senza entrare? Menassah David, piantala di
danzare. Guardalo, Asa Heshel,  proprio ammattito del tutto.
Menassah David si freg le grosse mani e cit con un sorriso:
" dovere dell'uomo benedire Dio sia per il bene sia per il male".
Queste sono le catastrofi che preannunciano la venuta del
Messia. Le guerre di Gog e Magog...  il principio, proprio come
dice il Libro di Daniele, idioti!
Ti prego, ti prego, non fare tutto questo chiasso! esclam
Dinah. Mi fanno impazzire. La gente con un po' di buon senso
si sta dando alla fuga, ma come possiamo fuggire noi? Io riesco
s e no a far due passi. Io dico che gli uomini devono andar
via. Tamar e io ce la caveremo in qualche modo. Che cosa possono
farci a noi? Tu che cosa ne dici, Asa Heshel? Parla pi forte,
non ti sento. Lo sai che Adele  qui? L'hanno rimandata indietro.
Adele?
S, Adele. La nave ha vagato per tutti i mari, e alla fine l'hanno
rimandata indietro. Ecco come ci trattano, a noi ebrei... Spinti
di qua, spinti di l, e poi ci gettano via come immondizia. Viene
qui tutti i giorni e si consumava gli occhi dal piangere. Anche
lei vuol andar via. E l'altra, che cosa fa, Asa Heshel?
Hadassah  morta.
Che cosa? Che Dio ci aiuti!
Sotto un bombardamento.
Quando? Oh, Dio, quella bella bambina! Cos giovane! Cos
carina! Che cosa terribile!
Oh, zio Asa Heshel... cominci Tamar con voce rotta, ma
non pot andare avanti.
Non parlate tutti insieme! grid Dinah. Con tutte queste
cose spaventose che succedono, mi sento i nervi a pezzi. Mi sento
sempre un canto nelle orecchie. Senza che ci sia nessuno.  soltanto
dentro di me. Sento sempre il motivo del Kol Nidre. Come
il malvagio Tito, sia maledetta la sua memoria! Siediti, Asa Heshel,
siediti; non costa niente prendere una sedia. Che cosa possiamo
fare, ti domando. Dove possiamo fuggire per salvarci da quest'inferno?
In casa non abbiamo un centesimo. Tanto vale stenderci
per terra e morire. A me non importa niente di quel che mi succede,
ma  per i ragazzi, che cosa possiamo fare per i ragazzi?
Dimmi, Asa Heshel.
Asa Heshel si frug in tasca. Non aveva altro che pochi spiccioli.
Menassah David gli si accost. Possa esser questa l'ultima delle
tue afflizioni! Che tempi! Non puoi nemmeno osservare la settimana
di lutto. Ma presto verr il giorno della resurrezione. Tutti
quanti ritroveremo i nostri cari perduti. Li rivedremo coi nostri
occhi. Fintanto che ho il mio rabbino, non ho paura di nulla.
Pensa lui a tutto.
E Menassah David indic il suo libro col mozzicone di sigaretta.
Piantala, Menassah David. Lo sanno tutti quanto sei scemo.
Dinah si volse ad Asa Heshel. I tedeschi ci gettano le bombe
e lui danza. E continuer a danzare finch non ci avranno ammazzati
tutti, Dio ne scampi. Sono riuscita a procurarmi qualche chilo
di tritello.  l'unica cosa che abbiamo da mangiare. Quando sar
finito, potremo seppellirci. Avevano chiamato i ragazzi per arruolarli,
ma quando si sono presentati in caserma li hanno rimandati
indietro. Non hanno pi divise per vestirli. Dicono che Hitler sia
arrivato a Vola. Dio ci aiuti, chiss che cosa ci aspetta, a noi
ebrei!
Si mise a singhiozzare.
I due ragazzi tornarono nel soggiorno. Tamar si asciug gli
occhi e disse: Zio Asa Heshel, perch non ti siedi? Vuoi un
bicchiere di t?
No. Devo andare, ora. Ma torner presto.
Dove vai? gli domand Dinah.  venuto un minuto fa e
gi scappa via! Fuori sei in pericolo di vita. In tempi come questi
dovremmo stare tutti insieme.
Ma torner presto, ti dico. Non ho nemmeno pi la mia
stanza.
Rimani qui! Se vai via, verranno altri a prenderti il posto.
La gente delle case bombardate deve sistemarsi altrove. Non si
pu respingere nessuno. Che tempi spaventosi! Che cosa faremo?
Dove ce ne andremo? L'ira di Dio si abbatte sul mondo!  la sua
maledizione!
Tamar si vergognava dei pianti e delle lamentazioni di sua madre.
Sulle sue guance erano apparse delle macchie rosse. Menassah
David, dopo qualche esitazione, se n'era andato dalla cucina. Asa
Heshel baci Tamar e disse:
Torner presto.
Barbara stava in piedi in mezzo al cortile, gli occhi mandavano
lampi, la faccia pallida di rabbia. Pensavo che non saresti uscito
mai pi.
 mia sorella.
Senti, Asa Heshel. Non ho nessuna intenzione di restare qui.
Me ne andr oggi stesso. Dimmi la tua ultima decisione: vieni con
me ovvero rimani qui?
Rimango.
 la tua ultima parola?
S.
Addio, allora. E che Dio ti aiuti.
Addio, Barbara. Perdonami.
Non vedo che senso ci sia a rimanere coi nazisti.
Tutta la mia famiglia rimane. Per me non fa nessuna differenza.
Voglio morire.
Lei lo guard con occhi privi di simpatia. Porse hai ragione;
ma io continuer a lottare ancora per un poco. Dove vai, adesso?
Voglio andare a trovare Hertz Yanovar.
A che scopo? Va bene, vengo anch'io. Tanto  sulla mia
strada.
Met di via Shviento-Yerska era ridotta in macerie. Dovunque
l'occhio si volgesse incontrava tetti sfondati, mura crollate, balconi
precipitati, persiane penzolanti. Vicino alla cancellata dei Giardini
Krashinski incontrarono Hertz Yanovar. Se ne stava l, i
capelli tutti bianchi, i favoriti grigi, la camicia aperta. Portava
una giacca di velluto e aveva i sandali ai piedi. Sembrava stesse
aspettando qualcuno; i suoi occhi neri erano perduti lontano. Asa
Heshel lo chiam per nome. Si volt con aria sorpresa, poi corse
verso di loro e li abbracci.
"Non pensavo di rivedere la tua faccia!" cit dalla Bibbia.
Che cosa fai qui per la strada? Gina dov'?
Gina  a letto con la polmonite. Proprio in un momento
come questo! Sto aspettando il medico. Aveva promesso di venire.
Avrebbe dovuto esser qui pi di due ore fa. E tu?... Pensavo
fossi riuscito a scappare in qualche posto.
Hertz Yanovar scoppi a piangere. Tir fuori un fazzoletto
giallo e si soffi il naso. Stava davanti a loro confuso, vergognoso.
Non ce la faccio pi. Non ho pi forze, disse in tono di
scusa. Esit un momento, e poi disse in polacco: Il Messia arriver
presto.
Asa Heshel lo guard sbalordito.
Che cosa vuoi dire?
La morte  il Messia. Questa  la verit.
...
.
...
FINE.